martedì 20 dicembre 2016
Colpo di scena nelle indagini: il pachistano fermato sarebbe estraneo ai fatti. Il Papa: profonda commozione. Merkel: la Germania resta un paese aperto e libero, non vivremo nella paura
La scena dell'attentato (Lapresse)

La scena dell'attentato (Lapresse) - LaPresse

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Potrebbe essere ancora in fuga l'attentatore di Berlino. O addirittura più di un attentatore. E potrebbe esserci un'italiana tra le vittime. Sono queste le due novità di giornata all'indomani della strage al mercatino natalizio nel pieno centro della capitale tedesca. Una strage che gli inquirenti oggi non esitano più a definire "attentato terroristico". La cancelliera Angela Merkel: "Questo è un giorno molto duro".

Il giallo del pachistano fermato e poi rilasciato

Non ci sono più certezze sull'attentatore. Lo anticipa la stampa tedesca e lo confermano gli inquirenti nel primo pomeriggio. "Dobbiamo ancora stabilire se ad agire siano stati uno o più attentatori" hanno detto in conferenza stampa, ribadendo che "il pachistano fermato ieri probabilmente non è il vero responsabile", ossia il guidatore del tir che investendo la folla ha provocato almeno 12 morti e 48 feriti, 18 dei quali versano in gravi condizioni.

Dopo i primi accertamenti dai quali l'uomo è risultato estraneo ai fatti, è avvenuto il rilascio a tarda ora.

Gli inquirenti avevano identificato: Navedi B. Secondo il giornale tedesco Die Welt, che citava fonti investigative, il giovane, che ha presentato domanda di asilo, avrebbe un permesso di soggiorno temporaneo dal giugno 2016. Vive nel centro profughi dell'ex aeroporto berlinese di Tempelhof, perquisito stamani dalle forze speciali tedesche.

A convincere gli inquirenti sarebbe statala totale assenza di tracce di sangue indosso all'uomo mentre la cabina del camion ne era completamente imbrattata. L'uomo ha fornito agli inquirenti una quantità considerevole di informazioni durante gli interrogatori e negato di aver alcun ruolo nell'attentato. Gli stessi testimoni che avevano detto di aver seguito il giovane quando era fuggito dalla scena, non sono riusciti a ricostruire i suoi movimenti. Non esiste poi alcuna registrazione in cui compare nella cabina di guida del camion.

A questo punto l'attentatore, o gli attentatori, sarebbero ancora in fuga, a piede libero.


Un'italiana è irrintracciabile


Potrebbe esserci un'italiana tra le vittime. Per il momento si tratta solo di un dubbio atroce. Sul luogo dell'attentato è stato ritrovato il telefonino di una ragazza italiana di Sulmona, Fabrizia Di Lorenzo di cui non si hanno più notizie. Era andata al mercatino natalizio dov'è avvenuta la strage. Le voci sulla sua irreperibilità corrono sui social network ma non c'è nessuna conferma ufficiale. La famiglia è già a Berlino Leggi per approfondire

Il Papa: la follia del terrorismo non trovi spazio

"Profonda commozione" è stata espressa dal Papa per quanto accaduto a Berlino. "Papa Francesco si unisce a tutti gli uomini di buona volontà che s'impegnano affinché la follia omicida del terrorismo non trovi più spazio nel nostro mondo": è quanto scritto, a nome del pontefice, in un telegramma firmato del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e indirizzato al vescovo di Berlino.

Non cambia la politica dell'accoglienza ai profughi

È stata la stessa Merkel, nel suo discorso, a rimarcare il paradosso di un profugo, e richiedente asilo, che commette violenza nei confronti della stessa nazione che gli ha dato aiuto e alla quale chiedeva di poter restare. "So che per noi tutti sarebbe particolarmente difficile da tollerare se si confermasse che a compiere questo atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania". "Non vogliamo vivere nella paura anche se queste sono le ore della paura nel nostro Paese" ha detto Merkel nella dichiarazione alla stampa. "Vogliamo aiutare le persone che vogliono continuare a vivere in questo paese liberamente". Dunque la Germania "continuerà a dare sostegno alle persone che arrivano nel nostro Paese" ha assicurato Merkel.

Solidarietà alle vittime, fiducia negli inquirenti

La cancelliera tedesca ha espresso solidarietà alle vittime e ai feriti, ai loro famigliari e amici e alle forze dell'ordine che sono intervenute sulla scena della strage: "Tutto il Paese è con voi". "Ho totale fiducia nelle indagini - ha aggiunto - l'atto sarà punito con la forza delle nostre leggi".

La cancelliera sul luogo dell'attentato terroristico

Merkel ha annunciato che nel pomeriggio assieme alle autorità di Berlino andrà sul posto dell'attentato. Poco prima dell'intervento della cancelliera, il ministro dell'Interno Thomas de Maiziere ha confermato che si è trattato di un attacco terroristico. "Importa poco che si arrivi a conoscere le motivazioni - ha detto - non dobbiamo permettere che ci portino via il nostro modo di vivere fondato sul concetto di libertà".

Misure di sicurezza a New York

Allerta anche a New York dopo l'attacco a Berlino. La polizia ha rafforzato le misure di sicurezza in molte aree e sta lavorando con le società di autonoleggio di mezzi pesanti per cercare di prevenire attacchi stile Berlino. Lo afferma il capo dell'antiterrorismo del New York Police Department, John Miller, sottolineando che un attacco stile Berlino è difficile a New York perchè c'è troppo traffico.

Le istruzioni criminali del Daesh

"I veicoli sono come i coltelli, estremamente facili da acquistare e sono tra i più letali metodi di attacco, i più efficaci per sterminare un grande numero di infedeli". Lo scorso novembre, il terzo numero del magazine dell'Isis 'Rumiyah' conteneva dettagliate istruzioni su come utilizzare i camion per colpire assembramenti di persone in mercati all'aperto, proprio come è avvenuto ieri a Berlino.

La rivista, 46 pagine a colori parla dei vehicle attacks in un capitolo dedicato alle 'Tattiche del terrore'. In un crescendo di terminologia cruenta, si invita a lanciare il veicolo "ad alta velocità contro una grande aggregazione di infedeli, distruggendo i loro corpi sotto le ruote del mezzo e lasciando una scia di carneficina".

Tra l'altro si descrive il veicolo ideale da impiegare nell'attacco, poi si citano poi i possibili obiettivi: strade affollate, celebrazioni e convention all'aperto, mercati all'aperto, festival, parate, raduni politici. In generale, viene sottolineato, qualunque manifestazione all'aperto che attragga folla. Meglio se il bersaglio si trova su una strada che offra la possibilità di accelerare ad alta velocità in modo da infliggere "il massimo danno".



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