Rubio dichiara guerra ai cervelli cinesi: revocati i visti per gli studenti
di Luca Miele
Gli Stati Uniti «revocheranno aggressivamente» i visti per gli studenti del gigante asiatico. E Trump vuole limitare al 15% il numero di studenti internazionali all'Università di Harvard

Un nuovo attacco ai “cervelli cinesi” nel tentativo, sempre più trasparente, di ridisegnare la mappa delle capacità intellettuali globali. E che si inserisce nel più ampio braccio di ferro ingaggiato dal tycoon contro il mondo accademico a stelle e strisce: lo stesso Trump ha proposto di limitare al 15% il numero di studenti internazionali all'Università di Harvard.
Questa volta a lanciare il sasso è Marco Rubio, uno dei falchi anti-cinesi dell’Amministrazione Usa. Gli Stati Uniti "revocheranno aggressivamente" i visti per gli studenti del gigante asiatico, ha fatto sapere il segretario di Stato Usa. “Sotto la guida del Presidente Trump, il Dipartimento di Stato americano collaborerà con il Dipartimento per la Sicurezza Interna per revocare in modo deciso i visti agli studenti cinesi, compresi quelli con legami con il Partito Comunista Cinese o che studiano in settori critici".

Il provvedimento che, sommato al "riflusso" di scienziati e ricercatori cinesi che tornano volontariamente in patria, rischia di “dissanguare” la comunità scientifica in America, da sempre alimentata da cervelli provenienti da mezzo mondo. Ma l’esodo forzato avrà anche una ricaduta economica. Secondo quanto scrive Politico, “durante l'anno accademico 2023-2024, gli studenti stranieri – che rappresentano il 27,6% delle iscrizioni totali negli atenei Usa - hanno iniettato 43,8 miliardi di dollari nell'economia statunitense e sostenuto quasi 400.000 posti di lavoro”. I cinesi sono da anni in prima fila. Il numero di studenti del gigante asiatico negli Stati Uniti ha raggiunto un picco di oltre 372.000 nell'anno scolastico 2019-2020, per poi scendere a oltre 277mila nell'anno scolastico 2023-2024, un calo coinciso con la pandemia di Covid-19, ma anche con l'aumento delle tensioni tra Washington e Pechino. Quella cinese è oggi la seconda comunità straniera più numerosa dopo quella indiana. Un gruppo che ha annoverato anche i figli dei massimi dirigenti del Partito comunista. Come ricorda la Cnn, “le università statunitensi hanno attratto studenti cinesi provenienti da famiglie della classe media e dall'élite politica e imprenditoriale, considerate come un viatico verso un'istruzione prestigiosa e migliori opportunità di carriera. Molti funzionari cinesi hanno mandato i propri figli nelle scuole americane, tra cui il leader Xi Jinping, la cui figlia Xi Mingze ha studiato ad Harvard sotto pseudonimo”.

Ma quale sarà il criterio che guiderà la restrizione dei visti? Quanto saranno strette le maglie attraverso le quali passeranno i dinieghi? Una cosa è certa: l’annuncio di Rubio, qualunque sia l’entità delle cancellazioni e dei rifiuti, è destinato a infliggere un colpo mortale al prestigio e all’attrattiva del mondo accademico presso gli studenti cinesi. "L'effetto dissuasivo sugli studenti cinesi che scelgono gli Stati Uniti come luogo di studio preferito sarà enorme", ha affermato a Politico Rosie Levine, direttrice esecutiva dell'US-China Education Trust, un'organizzazione no-profit per l'istruzione. "Ci sono circa 99 milioni di iscritti al Partito comunista in Cina, quindi, a seconda di come verrà applicata questa legge, potrebbe coinvolgere probabilmente ogni studente cinese interessato a venire negli Stati Uniti che abbia qualche legame con il Partito comunista nel proprio background".
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