venerdì 6 luglio 2018
La Suprema Corte ha dichiarato incostituzionale il "reato di solidarietà". Il pronunciamento nasce dal caso di Cèdric Herrou, un agricoltore divenuto simbolo degli aiuti al confine franco-italiano
I giudici francesi hanno abolito il reato di assistenza ai migranti irregolari (LaPresse)

I giudici francesi hanno abolito il reato di assistenza ai migranti irregolari (LaPresse)

La Corte costituzionale francese ha giudicato incostituzionale il "reato di solidarietà" dichiarando che un sostegno disinteressato a un migrante per "soggiorno irregolare" non può essere perseguito, in nome del "principio di fraternità"; di conseguenza vengono censurate le disposizioni del Codice di ingresso e soggiorno degli stranieri. L'importante sentenza, che arriva in un momento di forte scontro in Europa sull'accoglienza, risponde a un quesito di Cèdric Herrou, un agricoltore diventato il simbolo degli aiuti ai migranti sul confine franco-italiano e che aveva chiesto l'abolizione del "reato di solidarietà", in seguito alla sua condanna per aver offerto sostegno ad alcuni richiedenti asilo. "Dal principio di fraternità deriva la libertà di aiutare gli altri, a fini umanitari, indipendentemente dalla regolarità della loro permanenza nel territorio nazionale", si legge nella decisione. Per consentire al legislatore di porre rimedio all'incostituzionalità accertata, la Corte ha rinviato al primo dicembre 2018 la data di abrogazione delle disposizioni contestate.

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