sabato 13 ottobre 2018
Nella zona di Deir ez-Zor resiste una sacca di combattenti del sedicente Stato islamico: gli ostaggi sono in prevalenza donne e bambini. Tra loro anche vedove di combattenti jihadisti
La distribuzione di aiuti in un campo profughi della provincia siriana di Deir ez-Zor (LaPresse)

La distribuzione di aiuti in un campo profughi della provincia siriana di Deir ez-Zor (LaPresse)

Circa 130 famiglie sono state rapite venerdì dai terroristi del sedicente Stato islamico (Daesh) durante un assalto a un campo profughi nella provincia siriana di Deir ez-Zor, dove le Forze della Siria democratica (Fsd), guidate dai curdi, lottano contro gli estremisti da diverse settimane. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'Ong che ha base a Londra, secondo cui "si teme per la vita di circa 130 famiglie rapite dal Daesh dal campo di Al Bahra", che si trova alla periferia della riva orientale del fiume Eufrate, l'ultima roccaforte dei jihadisti fedeli al Califfato in Siria. Secondo l'Ong, "la maggior parte" degli ostaggi sono donne, di nazionalità straniera, tra cui vedove di combattenti del Daesh.

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