Apartheid, pena di morte, Gaza: il Nobel per la pace alla paladina dei diritti Navi Pillay. L'ira di Israele e Usa
La donna, 85 anni, è di origine sudafricana: nel 2025 come Commissaria dell'Onu accusò Israele di genocidio. Il riconoscimento è al suo impegno di lunga data nella difesa del diritto e nella lotta contro le discriminazioni, ma Trump e Netanyahu si infuriano. Scattano subito le sanzioni alla Cpi

Il Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navi Pillay, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e membro della Corte di Giustizia Internazionale dell'Aia dal 2008 al 2014. Cittadina sudafricana, 85 anni, è stata la prima donna ad avviare uno studio legale nella sua provincia natale del Natal nel 1967. Nel corso degli anni successivi, ha agito come avvocato difensore per gli attivisti anti-apartheid, denunciando la tortura e contribuendo a stabilire diritti fondamentali per i prigionieri di Robben Island. È stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l'Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell'aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte. Nelle vesti di presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato dell'Onu, l'anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. «Israele è responsabile di un genocidio a Gaza - aveva dichiarato in quella occasione -. È evidente che sussiste l'intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio».
L'Accademia di Oslo ha premiato, così è stato sottolineato nelle motivazioni, «l'eccezionale coraggio e la sua integrità» nel lavoro contro «i crimini di guerra». Nella conferenza stampa in cui è stata annunciata l'assegnazione del Premio, Jorgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese per il Nobel, ha scherzato sul fatto che, «sorprendentemente», non era riuscito a contattare la giurista per anticiparle la notizia. «Se vede una chiamata da un numero norvegese, la prego di rispondere», ha aggiunto ironicamente. Nel video rilanciato dalla segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard, su «X» si vede Pillay entrare in una sala, a Norimberga, poco dopo l'annuncio ufficiale: «Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump», lo ha detto scherzando. Poi, si è fatta seria e ha raccontato: «L'ultima cosa che ho fatto è stato il rapporto su Gaza, in cui definisco ciò che sta accadendo lì come un genocidio. Una delle reazioni principali a quel rapporto è stato l'omaggio per il mio coraggio. E potete immaginare quanto fossi sorpresa. Perché ci vorrebbe coraggio per dire la verità?»
Il Premio per la Pace è il quinto Nobel assegnato questa settimana, dopo letteratura, chimica, fisica e medicina. La leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado lo ha vinto nel 2025. La cerimonia di assegnazione del Premio, del valore di 12 milioni di corone svedesi (circa 1,2 milioni di dollari), sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre, anniversario della morte dell'industriale svedese Alfred Nobel, che ha istituito i riconoscimenti nel suo testamento del 1895. Pillay è ancora giudice ad hoc della Corte penale internazionale sul «caso di genocidio dei Rohingya» nel 2019 intentato dal Gambia contro il Myanmar. Lo ha ricordato lei stesso parlando a Norimberga aggiungendo: «Tutti mi chiedono: 'Quando smetterai?' Ho compiuto 85 anni il mese scorso. Non posso smettere, ovviamente».
Le reazioni di Israele e Usa. E Trump impone sanzioni contro la Cpi
L'assegnazione del Nobel a Pillay ha immediatamente provocato reazioni durissime da parte del governo israeliano e dell'area politica più vicina all'amministrazione americana. Il ministero degli Esteri di Israele ha definito il premio «la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele», attaccando frontalmente la giurista sudafricana per il suo ruolo nella commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi e per le accuse di genocidio rivolte allo Stato ebraico. In una nota dai toni particolarmente aspri, il dicastero ha sostenuto che il Comitato Nobel avrebbe premiato «la più grande menzogna del XXI secolo», arrivando a evocare perfino Joseph Goebbels.
Dall'altra parte dell'Atlantico, anche Donald Trump ha alimentato la polemica rilanciando su Truth Social un intervento dell'avvocato David Schoen, già membro del suo collegio difensivo durante il secondo impeachment. Nel messaggio condiviso dall'ex presidente americano, il Nobel viene definito una «vergogna irreparabile» e Pillay viene accusata di essere un'«odiatrice di America e Israele» e di avere favorito Hamas attraverso la sua attività nelle istituzioni internazionali.
Le contestazioni si inseriscono in uno scontro più ampio che coinvolge da anni le organizzazioni internazionali impegnate sul fronte dei diritti umani e della giustizia sovranazionale. Non a caso, poche ore dopo l'annuncio del Nobel, l'amministrazione Trump ha deciso di irrigidire ulteriormente la propria linea nei confronti della Corte penale internazionale dell'Aia, della quale Pillay è stata giudice ad hoc. Secondo quanto riferito dai media statunitensi, Washington ha introdotto nuove sanzioni contro la Corte, estendendo le misure già adottate in passato contro magistrati e funzionari e minacciando di colpire anche aziende e soggetti che collaborano con l'istituzione. «Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani», ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio. «Vieteremo le transazioni con questa Corte canaglia, tagliandole le risorse e paralizzando la sua capacità di operare». Sullo sfondo restano i mandati di cattura emessi nei confronti di dirigenti israeliani, tra cui il premier Benjamin Netanyahu, e la lunga ostilità di Washington verso le indagini della Corte sulle operazioni militari statunitensi all'estero.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di AvvenireTemi






