L'era Khamenei si dilata: rinviati funerali e successione
di Camille Eid
Le esequie di Stato di tre giorni che dovevano cominciare mercoledì sono slittate a data da destinarsi per "motivi logistici". Nessuna conferma alle voci che vogliono il figlio dell'ayatollah suo successore

È un tempo sospeso quello in cui sta vivendo l'Iran. Sospeso – in sottofondo il boato dei continui bombardamenti – tra la lunga era di Ali Khamenei e l'attesa nuova era, ancora da definire. Sono stati rinviati sine die i funerali di Stato della Guida suprema uccisa il 28 febbraio in un raid congiunto di Usa e Israele. Le esequie erano originariamente previste a partire da ieri sera, ma sono state improvvisamente posticipate. «A partire dalle 22:00 ( le 19:30 in Italia) – aveva comunicato in mattinata l'agenzia ufficiale Irna – i fedeli potranno rendere l'ultimo omaggio alle spoglie del leader della nazione martirizzato, recandosi alla Grande moschea Imam Khomeini» a Teheran. Poi tutto è improvvisamente slittato.
Una decisione non facile. La rapida sepoltura del defunto – idealmente entro 24 ore dalla morte – è un pilastro fondamentale dei riti funebri nell'islam ed è considerata un segno di massimo rispetto verso il morto. Nel caso di Khamenei erano comunque previsti tre giorni di esequie di Stato prima di portarlo nella città santa di Mashhad (nel nord-est), suo luogo di nascita, per la sepoltura accanto al padre. Il rinvio della cerimonia non ha, tuttavia, impedito l'organizzazione, in diverse città iraniane, dei raduni di cordoglio cari alla tradizione sciita. Anche a Najaf, in Iraq, centinaia di fedeli hanno sfilato ieri in un funerale simbolico in onore di Khamenei, issando una bara con il suo ritratto. Con i caccia sempre in agguato nei cieli di Teheran, i motivi di sicurezza sembrano la vera ragione non quelli logistici, dichiarati ufficialmente. Sorge a questo punto la domanda: fino a quando, allora? Tornano qui alla mente i funerali di Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, celebrati in pompa magna solo nel febbraio 2025, ossia a cinque mesi dalla sua uccisione in un raid israeliano nella periferia sud di Beirut. Il corpo era rimasto nel frattempo in una tomba “provvisoria”. segreta.
Incerta è pure la successione. Le “quotazioni” di Mojtaba Khamenei, il secondogenito della Guida uccisa sono salite anche grazie a un'imprecisa informazione. Per tutta la giornata di ieri, in vari organi di stampa è rimbalzata la notizia (diffusa da una rete dissidente con base a Londra) della sua elezione a nuovo Rahbar da parte dell'Assemblea degli Esperti. Nessuna conferma ufficiale è, invece, arrivata da Teheran. «Siamo vicini alla nomina, ha detto uno dei membri dell'Assemblea, ma dobbiamo considerare che ci troviamo in una situazione di guerra». Anche l'ambasciatore iraniano in Bielorussia, Alireza Sanei, ha affermato che il nome del successore di Khamenei verrà annunciato «al massimo la settimana prossima».
Da Gerusalemme ha fatto loro eco il ministro della Difesa israeliano, il quale ha minacciato in un post su X di assassinare qualsiasi personaggio scelto per succedere a Khamenei, a prescindere dal nome. «Chiunque venga scelto – ha scritto Israel Katz – dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano di distruzione di Israele, minacciando gli Stati Uniti, il mondo libero e i Paesi della regione, e reprimendo il popolo iraniano, sarà un bersaglio certo per un assassinio, indipendentemente dal suo nome o da dove si nasconda». Il tempo si fermerà probabilmente a lungo a Teheran.
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