«Il martirio di un sacerdote»: il commosso addio a padre Pierre, ucciso in Libano

Funerali nel dolore per il sacerdote colpito da un bombardamento israeliano. Il ricordo di papa Leone all'udienza
March 11, 2026
«Il martirio di un sacerdote»: il commosso addio a padre Pierre, ucciso in Libano
I fedeli di Qlayaa portano la bara di padre Pierre al-Rahi, ucciso il 9 marzo dai colpi sparati da un tank israeliano / Rabih DAHER / AFP)
«Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano». Così Leone XIV ha ricordato padre Pierre al-Rahi, il parroco di Qlayaa rimasto ucciso lunedì scorso durante un attacco israeliano, e del quale oggi si è celebrato il funerale. Il Papa ha preso la parola in piazza San Pietro, al termine dell’udienza generale del mercoledì. «Cari fratelli e sorelle – ha chiesto papa Prevost – continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittime civili, tra cui molti bambini innocenti. Possa la nostra preghiera essere conforto per chi soffre e seme di speranza per il futuro».
Leone XIV ha lanciato questo nuovo appello alla preghiera per la pace proprio in occasione delle esequie, celebrate a Qlayaa, di padre al-Rahi, «parroco maronita di uno dei villaggi cristiani nel sud del Libano, che in questi giorni stanno vivendo, ancora una volta, il dramma della guerra. Sono vicino a tutto il popolo libanese, in questo momento di grave prova», ha affermato il Papa, che si era recato nel Paese dei Cedri, come pellegrino di unità e di pace, fra il 30 novembre e il 2 dicembre scorsi. Al-Rahi «significa “il pastore” – ha spiegato Prevost –. Padre Pierre è stato un vero pastore, che è rimasto sempre accanto al suo popolo, con l’amore e il sacrificio di Gesù Buon Pastore. Non appena ha sentito che alcuni parrocchiani erano rimasti feriti da un bombardamento, senza esitazione è corso ad aiutarli».
Il funerale di padre Pierre /  REUTERS/Karamallah Daher
Il funerale di padre Pierre /  REUTERS/Karamallah Daher
Perciò il cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, ha potuto definire «martirio» la morte del parroco di Qlayaa. «Il martirio di un sacerdote dedito al servizio di Dio e del suo popolo, saldo nella sua missione pastorale accanto ai fedeli nei momenti di tribolazione – ha dichiarato la guida della Chiesa maronita – costituisce una profonda ferita nel cuore della Chiesa e rivela ancora una volta la tragedia di cui pagano il prezzo persone innocenti nella spirale di violenza e guerre contro cui abbiamo sempre messo in guardia». Ecco, dunque, il rinnovato invito a mantenere il Libano «neutrale» e «a ricorrere al negoziato, al dialogo e alla diplomazia».
Il funerale di padre Pierre al-Rahi – ha raccontato padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, ai media vaticani – si è svolto in un clima di profonda commozione e grande partecipazione. «Tutti hanno ricordato la generosità e il servizio instancabile del sacerdote per la sua comunità», ha detto il francescano, che si fa testimone della «determinazione degli abitanti a restare nelle loro case e nelle loro terre, custodendo la memoria e gli insegnamenti» dell’amato parroco. Fra i presenti, la delegazione del Patriarcato maronita guidata da monsignor Elias Nassar (che ha presieduto la Messa), l’arcivescovo di Tiro Charbel Youssef Abdallah, il nunzio in Libano, l’arcivescovo Paolo Borgia, numerosi sacerdoti cattolici e ortodossi e i rappresentanti della Caritas locale, che aveva in padre al-Rahi il cappellano regionale. Dopo il Vangelo è stato letto un messaggio del patriarca Raï. Ha partecipato al rito anche il comandante dell’esercito libanese, Rodolphe Haykal, il quale – riferiscono i media di Beirut – ha potuto raggiungere la zona in elicottero grazie alla sospensione, per alcune ore, degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.
Al dolore e alla preghiera per la morte di padre al-Rahi si unisce l’Assemblea degli ordinari cattolici della Terra Santa, riunitasi online dopo la sospensione, per ragioni di sicurezza, della plenaria prevista a Nazareth. In uno scenario che vede tutte le comunità «soffrire le conseguenze della guerra che devasta la regione», i fedeli cristiani «non hanno ceduto alla tentazione di rispondere con la violenza», e questo, sottolineano i vescovi, «è un segno di speranza e una testimonianza della nostra identità cristiana». «Il sacrificio» di padre Pierre al-Rahi, concludono i pastori, «sia esempio e seme di pace per tutto il Medio Oriente».

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