Condanne a morte e detenzioni, la guerra non ferma la repressione (anche degli atleti)

In Iran giovedì tre persone sono state giustiziate: tra loro anche un membro della nazionale iraniana di lotta libera. In crescita anche il numero di persone imprigionate, dai calciatori locali fino ai pugili. La colpa? Il dissenso verso il regime
March 20, 2026
Condanne a morte e detenzioni, la guerra non ferma la repressione (anche degli atleti)
Un ragazzo si allena a pallone a Pardisan Park, nella capitale Teheran, in questi giorni di bombardamenti / Afp
Tra le tre persone giustiziate giovedì dal regime iraniano c’era anche Saleh Mohammadi, 19 anni, membro della nazionale iraniana di lotta libera. Lo riferiscono fonti citate dalla Bbc. Le esecuzioni sono avvenute nella provincia settentrionale di Qom, dopo che la Corte Suprema ha confermato le condanne a morte, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. I tre erano accusati di aver ucciso agenti di polizia durante le proteste antigovernative di gennaio, secondo quanto riportato dai media statali. Secondo l’agenzia Tasnim, i tre uomini sono stati condannati anche per “moharebeh” – aver mosso guerra a Dio – una delle accuse che l’Iran usa per emettere condanne a morte contro manifestanti e oppositori della Repubblica islamica. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, i tre uomini avrebbero confessato sotto tortura e sarebbero stati messi a morte senza un giusto processo.
La loro esecuzione è avvenuta il giorno dopo che l’Iran aveva impiccato un cittadino con doppia cittadinanza iraniana e svedese, Kouroush Keyvani, riconosciuto colpevole di spionaggio per Israele. Un numero crescente di atleti, allenatori e arbitri rimane detenuto, molti dei quali legati alla recente ondata di proteste e ai precedenti disordini. Tra i nomi citati figurano il calciatore Mohammad Hossein Hosseini, il portiere di pallanuoto Ali Pishevarzadeh, la maratoneta Niloufar Pas, il campione di kickboxing Benjamin Naghdi, il giovane calciatore Abolfazl Dokht e il pugile Mohammad Javad Vafaei Sani.

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