Caso Epstein, perché è stato indagato l'ex principe Andrea
Il membro della famiglia reale è stato prelevato all’alba nella tenuta di Wood Farm per essere rilasciato a sera dalla polizia. Re Carlo: «La legge deve fare il suo corso». In passato aveva patteggiato per reati sessuali

«La legge deve fare il suo corso». È con tipico aplomb britannico, essenziale e (apparentemente) imperturbabile, che re Carlo d’Inghilterra ha commentato l’arresto di suo fratello, Andrea, ex principe di casa Windsor. Tra le righe del suo stringato comunicato, cento parole, non una di più, si legge il tentativo di rassicurare l’opinione pubblica britannica che ingoia da tempo gli errori e i capricci del terzogenito di Elisabetta. «Ci sarà un processo completo, equo e appropriato», ha sottolineato, aggiungendo: «Io e la mia famiglia continueremo a servirvi». Dopo 12 ore in custodia, l’ex duca di York è stato rilasciato ma rimane indagato.
Già privato di tutti i titoli reali, Andrea Mountbatten-Windsor è il primo membro di alto rango della famiglia reale britannica della storia moderna a essere stato arrestato. La polizia di Thames Valley, a bordo di sei vetture senza insegne, lo ha raggiunto all’alba del suo 66esimo compleanno nella residenza di Wood Farm, in Norfolk, dove si era da poco trasferito, e lo ha portato al commissariato di Aylsham per l’interrogatorio.
Il fermo è durato 12 ore, poi è stato rilasciato. Il sospetto di reato che pende sulla testa dell’ex principe è di «condotta illecita nell’esercizio di una funzione ufficiale» emerso nell’ambito di un’inchiesta avviata all’inizio del mese nel Regno Unito in seguito alla pubblicazione, negli Stati Uniti, dei cosiddetti “Epstein file”. Andrea avrebbe condiviso informazioni riservate (la Bbc parla di informazioni su opportunità di investimento in oro e uranio in Afghanistan) con Jeffrey Epstein – il faccendiere americano accusato di abusi sessuali sulle minorenni e morto suicida in carcere – quando, tra il 2001 e il 2011, vestiva i panni di emissario commerciale del governo britannico in Asia. Da quel ruolo fu costretto a dimettersi quando vennero a galla per la prima volta i dettagli della sua amicizia con Epstein e dei “favori” da questo ricevuti: incontri intimi con minorenni. L’accordo extragiudiziale da 12 milioni di sterline raggiunto nel 2022 con Virginia Giuffre, che lo accusava di aver abusato di lei quando era adolescente nelle proprietà di Epstein o dei suoi collaboratori, ha segnato il primo punto di rottura con la famiglia reale. Allora, fu la stessa madre, Elisabetta, che privò il figlio, l’ottavo in linea di successione al trono, dei titoli militari e del patrocinio reale.
Uno dei primi commenti all’arresto, ieri, è arrivato, non a caso, dalla famiglia Giuffre (Virginia è morta suicida l’anno scorso in Australia): «Finalmente i nostri cuori spezzati sono stati sollevati, nessuno è al di sopra della legge, nemmeno la famiglia reale». Concetto rilanciato anche dal premier britannico Keir Starmer poche ore prima che il fermo venisse eseguito. Buckingham Palace ha fatto sapere che il sovrano non era stato avvertito in anticipo dell’arresto del fratello. Ma nei giorni scorsi aveva preso ulteriormente le distanze da lui, il preferito di Elisabetta, lasciando intendere che, se necessario, avrebbe collaborato alle indagini.
Tecnicamente, Andrea non è ancora incriminato. Ma evidentemente gli elementi raccolti dalla polizia, che ha proceduto anche a perquisire varie proprietà da lui abitate negli ultimi tempi e a sequestrare documentazione varia, devono essersi accumulati.
I file Epstein hanno terremotato la famiglia reale. I commentatori parlano dell’arresto di Andrea come di un momento «drammatico» e «senza precedenti» per la Corona che potrebbe favorire la crescita dei gruppi repubblicani. Nei giorni scorsi anche il governo laburista ha dovuto gestire una crisi legata allo scandalo Epstein: la pubblicazioni di foto compromettenti dell’ambasciatore negli Usa, Peter Mandelson, ex ministro ed eminenza grigia del New Labour di Tony Blair, emerse dai file. Starmer, che lo aveva scelto per l’incarico diplomatico, si è dovuto scusare. Mandelson si è dimesso dai Lord.
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