Al carnevale di Rio, Lula sul carro della discordia
di Giuseppe Baselice, Rio de Janeiro
Polemiche sull'omaggio di una scuola di samba al presidente e sulla sua comparsata. Il Tribunale elettorale deciderà se è stata infranto il divieto di propaganda

Pare che il Carnevale di Rio porti fortuna al Brasile, ma forse non al suo presidente. L’anno scorso in concomitanza con la festa arrivò l’Oscar per il film “Ainda estou aqui” e quest’anno lo sciatore Lucas Pinheiro Braathen ha vinto a Bormio la prima storica medaglia d’oro per il Paese in una Olimpiade invernale. Ma in questi giorni la ricorrenza non ha invece sorriso a Lula, travolto da un caso di commistione tra spettacolo e potere che potrebbe avere strascichi giudiziari e politici, visto che ad ottobre ci sono le elezioni e il presidente si candiderà per un quarto mandato. Al Carnevale di Rio partecipano 12 scuole di samba che sfilano quattro alla volta nelle notti di domenica, lunedì e martedì nel leggendario sambodromo di Sapucaì, lungo un chilometro e circondato da spalti che ospitano oltre 80mila persone, per le quali questo è il momento più importante dell’anno. Ogni scuola sfila per un’ora, in diretta tv nazionale, con un’audience che raggiunge picchi di 80 milioni di telespettatori. Insomma, il brand Rio Carnaval non è solo una macchina da soldi ma potenzialmente può aiutare a fare campagna elettorale. E a molti è sembrata proprio questa l’intenzione della scuola Academicos di Niteroi nella scelta di omaggiare il presidente Lula, in maniera tanto spudorata da riproporre nel ritornello della musica il popolare slogan «Olè olè olà, Lula Lula». «Una ruffianata», ha scritto il quotidiano Folha de Sao Paulo, sottolineando che nel corteo passato nella notte italiana tra domenica e lunedì – sotto gli occhi di due italiani d’eccezione, Carlo Ancelotti e Matteo Berrettini - è stato anche pesantemente schernito l’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente in carcere.

Certo la traiettoria di Lula meritava un riconoscimento e non ha avuto tutti i torti la scuola di Niteroi nel definirlo «l’operaio del Brasile» ricordando il suo combattivo passato da leader dei metalmeccanici, o nel citare in un passaggio del testo la lotta – vinta – contro la fame («Quanto costa la fame, quanto importa la vita»), e in un altro passaggio il vasto programma di borse di studio che ha permesso nel tempo «ai figli dei poveri di diventare dottori». La stampa locale ha ricordato che altri presidenti furono in passato celebrati in occasione del Carnevale: Getulio Vargas due volte e Juscelino Kubitschek, ma solo dopo la loro morte. Il punto infatti è che la legge brasiliana vieta di fare campagna elettorale prima dei tempi stabiliti; per questo Lula ha chiesto ai suoi ministri di evitare il palcoscenico carioca ma lui non ha invece resistito alla tentazione di una comparsata. Si temeva l’effetto boomerang ma alla fine il sambodromo lo ha accolto con entusiasmo, anche se la tv Globo ha chirurgicamente evitato di inquadrarlo e ha pure segnalato un calo di share del 26% durante la sfilata di Niteroi, rispetto alla media delle altre scuole. Sull’ipotetico illecito di campagna elettorale anticipata deciderà il Tribunal Supremo Eleitoral, che intanto aveva respinto le mozioni per bloccare la sfilata della scuola di Niteroi: «Eventuali violazioni saranno appurate successivamente, altrimenti è censura preventiva», ha motivato l’organo. Le opposizioni sostengono che il samba che esalta la parabola di Lula «non è cultura ma propaganda», e lamentano che l’eventuale multa affibbiata al governo sarà comunque pagata con soldi pubblici. Tra l’altro mai come quest’anno il governo è stato generoso con l’industria del Carnevale, che ha ricevuto patrocini per 85 milioni di reais (14 milioni di euro) da diversi enti legati all’esecutivo, in particolare da Embratur (l’Agenzia del Turismo) che ha recapitato 1 milione di reais a ciascuna scuola, compresa Academicos de Niteroi.
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