«Aggrediti mentre stavamo negoziando. Il mondo ci aiuti»
L’ambasciatore iraniano presso la santa sede Mohammad Hossein Mokhtari: «Il popolo si trova sotto i bombardamenti selvaggi del regime sionista e dell’America criminale. In precedenza era stato comunicato loro che, qualora fosse iniziato un conflitto, sarebbe stato l’Iran a determinarne la conclusione»

Ora che «il popolo iraniano si trova sotto i bombardamenti selvaggi del regime sionista e dell’America criminale», ha sottolineato ad Avvenire l’ambasciatore della Repubblica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, «ci si attende che le organizzazioni internazionali non chiudano gli occhi di fronte a questi crimini estesi e che si attengano ai propri doveri legali e internazionali». È perentorio il rappresentante di Teheran in Vaticano, che poi punta il dito contro le istituzioni multilaterali. «L’indifferenza rispetto a queste aggressioni brutali che hanno portato al martirio di centinaia di civili, sarà oggetto di giudizio da parte delle generazioni future», ha ammonito, e «la mancata azione sarà motivo di vergogna».
Come commenta quello che sta accadendo?
L’Iran è stato oggetto di aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista, e l’integrità territoriale e la sovranità nazionale sono state apertamente violate. L’attacco militare è avvenuto in un momento in cui Iran e Stati Uniti erano impegnati in negoziati per via diplomatica. È naturale che il diritto legale e legittimo dell’Iran, conformemente all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, sia quello di rispondere a questa aggressione vergognosa. Ci aspettiamo anche una reazione forte degli Stati membri dell’Onu e di tutte le istituzioni amanti della pace.
L’Iran è stato oggetto di aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista, e l’integrità territoriale e la sovranità nazionale sono state apertamente violate. L’attacco militare è avvenuto in un momento in cui Iran e Stati Uniti erano impegnati in negoziati per via diplomatica. È naturale che il diritto legale e legittimo dell’Iran, conformemente all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, sia quello di rispondere a questa aggressione vergognosa. Ci aspettiamo anche una reazione forte degli Stati membri dell’Onu e di tutte le istituzioni amanti della pace.
Ora c’è rischio di un'escalation incontrollata?
Come era stato previsto precedentemente dal nostro leader, martire della Rivoluzione, se gli Stati Uniti e il regime sionista avessero iniziato una guerra, ne sarebbe scaturito un conflitto regionale. Attualmente le forze armate iraniane, nell’esercizio della legittima difesa, stanno prendendo di mira tutte le basi del regime americano nella regione, nonché il territorio occupato della Palestina.
Come era stato previsto precedentemente dal nostro leader, martire della Rivoluzione, se gli Stati Uniti e il regime sionista avessero iniziato una guerra, ne sarebbe scaturito un conflitto regionale. Attualmente le forze armate iraniane, nell’esercizio della legittima difesa, stanno prendendo di mira tutte le basi del regime americano nella regione, nonché il territorio occupato della Palestina.
Il Papa ha espresso la sua forte preoccupazione per il conflitto in Medio Oriente. Cosa ne pensa?
Esprimo il mio sentito apprezzamento a papa Leone XIV per aver raccomandato un dialogo sincero e la diplomazia quale via che conduce alla pace. L’aspettativa del Paese nei confronti del Pontefice è ora un'aperta condanna agli aggressori per aver violato il diritto internazionale, per aver ignorato la diplomazia e aver messo in pericolo la pace mondiale. L’opinione pubblica sa che eravamo impegnati in negoziati con gli Usa, e che entrambe le parti avevano espresso soddisfazione per il conseguimento di risultati. Era previsto che a Vienna si svolgesse l’esame delle questioni tecniche relative al dossier nucleare, ma la diplomazia è stata apertamente tradita.
Esprimo il mio sentito apprezzamento a papa Leone XIV per aver raccomandato un dialogo sincero e la diplomazia quale via che conduce alla pace. L’aspettativa del Paese nei confronti del Pontefice è ora un'aperta condanna agli aggressori per aver violato il diritto internazionale, per aver ignorato la diplomazia e aver messo in pericolo la pace mondiale. L’opinione pubblica sa che eravamo impegnati in negoziati con gli Usa, e che entrambe le parti avevano espresso soddisfazione per il conseguimento di risultati. Era previsto che a Vienna si svolgesse l’esame delle questioni tecniche relative al dossier nucleare, ma la diplomazia è stata apertamente tradita.
Quali potrebbero essere le condizioni, secondo lei, per fermare le armi e tornare al tavolo negoziale?
Nelle attuali circostanze, l’America e il regime sionista, avviando una guerra totale contro il nostro Paese, hanno reso la situazione estremamente difficile. In precedenza era stato comunicato loro che, qualora fosse iniziato un conflitto, sarebbe stato l’Iran a determinarne la conclusione.
Nelle attuali circostanze, l’America e il regime sionista, avviando una guerra totale contro il nostro Paese, hanno reso la situazione estremamente difficile. In precedenza era stato comunicato loro che, qualora fosse iniziato un conflitto, sarebbe stato l’Iran a determinarne la conclusione.
Lei aveva proposto al Papa l’idea di «una unione di leader mondiali per prevenire i conflitti tra gli Stati». Di cosa si tratta?
Sono dell’avviso che i leader religiosi svolgano un ruolo determinante nella promozione della pace e della convivenza pacifica tra le società umane, e che siano in grado di impedire l’espansionismo e l’arroganza egemonica di alcuni governi animati da ambizioni espansionistiche. In questa fase sensibile della situazione mondiale il dovere di tutti i leader spirituali e dei veri seguaci delle religioni è quello di compiere passi fondamentali nella difesa dei popoli oppressi e nel contrasto alle aggressioni perpetrate dai governi arroganti.
Sono dell’avviso che i leader religiosi svolgano un ruolo determinante nella promozione della pace e della convivenza pacifica tra le società umane, e che siano in grado di impedire l’espansionismo e l’arroganza egemonica di alcuni governi animati da ambizioni espansionistiche. In questa fase sensibile della situazione mondiale il dovere di tutti i leader spirituali e dei veri seguaci delle religioni è quello di compiere passi fondamentali nella difesa dei popoli oppressi e nel contrasto alle aggressioni perpetrate dai governi arroganti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






