Niente ragazze in classe
Per il quinto anno consecutivo in Afghanistan la scuola inizia soltanto per i maschi

(Questo pezzo è uscito su Popotus, il giornale di attualità per i bambini, del 2 aprile 2026)
È iniziato il nuovo anno scolastico in Afghanistan, un Paese che si trova in Asia meridionale, tra l’Iran e il Pakistan. È il quinto anno consecutivo che le ragazze oltre i 12 anni di età non possono entrare in classe. Alle femmine è vietato studiare dopo la sesta elementare, cioè alle medie inferiori, che anche lì durano tre anni come da noi, alle medie superiori e anche all’università. Com’è possibile, vi chiederete? Dal 2021 il Paese è governato dai taleban, cioè da persone che interpretano l’islam in modo sbagliato, e che si servono della religione per imporre regole assurde, soprattutto nei confronti delle donne. Secondo i taleban è l’uomo a comandare e le donne devono essere sottomesse, non uscire di casa non lavorare, non viaggiare. E non studiare, appunto. "Avevo tanti sogni sul mio futuro, volevo diventare una dottoressa. Ora so che non accadrà", ha raccontato Sonam ai giornalisti. Ha ragione: senza istruzione, non c’è futuro.
Nessuno può fermare la voglia di imparare
"Un giorno tutto questo finirà. E noi torneremo a studiare alla luce del sole", ha detto Fatima, 13 anni, a un giornalista straniero attraverso un videocollegamento da Kabul, la capitale dell’Afghanistan. È proprio internet che tiene accesa la fiammella dell’istruzione nel Paese: nonostante la connessione non sia stabile, migliaia di adolescenti escluse dalla scuola continuano a imparare grazie a corsi forniti via web da organizzazioni di solidarietà di tutto il mondo. Poi ci sono le scuole segrete gestite da altre ragazze appena più grandi e i programmi radiofonici trasmessi anche dall’estero. Insomma, nonostante i divieti, la formazione non si ferma. Le ragazze afghane dimostrano che la conoscenza e l’istruzione non iniziano e non finiscono con una autorizzazione o una proibizione, ma hanno a che fare con il desiderio di imparare e con l’impegno. Quello che a noi appare scontato (anzi, a volte anche un po’ barboso), cioè andare a scuola, per le ragazze afghane è un diritto negato. E, in definitiva, il loro continuare a imparare fuori dalle aule è la forma più nobile di resistenza.
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