Lo spreco del Natale
di Sofia
In famiglia sono i giorni dello spreco: di carta, di energia, di soldi, di benzina, di pazienza. E se facessimo la lista di quello che va conservato?

Numero #6 | 21.12.2025
In questi giorni sta facendo molto discutere la scelta che due personaggi celebri tra i teenager, Luì e Sofì dei “Me contro te” (sì, anche lei si chiama Sofia), hanno annunciato sui loro seguitissimi profili social: si sposeranno il 5 settembre all’Arena Santa Giulia di Milano, la grande struttura costruita appositamente per ospitare le gare su ghiaccio delle imminenti Olimpiadi invernali, durante un “matrimonio-show” a cui sulla carta sono invitati 16mila fan. Quelli cioè che la struttura sarà effettivamente in grado di contenere qualora decidano di pagare tra i 48 e i 250 euro per entrarci.
La giovane coppia proprio sui social è stata sommersa di critiche. L’obiezione posta più volte tra i commenti è: «Ma perché, il matrimonio adesso è diventato uno show?» (anche se, a onor di cronaca, va detto che la maggior parte delle persone non ha capito se si tratti di finzione o realtà e ha semplicemente chiesto: «Il matrimonio vero quando sarà?»).
La vicenda, ti confessiamo, non ci scandalizza più di tutte quelle in cui vediamo le cose importanti, quelle che hanno un valore e un significato denso, fagocitate dalla logica di spettacolarizzazione (e spesso monetizzazione) della cosiddetta onlife: il modo di vivere per cui online e offline sono diventati la stessa cosa e noi – non solo i “Me contro te” – delle celebrità costantemente sul palcoscenico.
Quello che vogliamo farti notare, invece, è lo spreco. Lo spreco di verità, nel lasciare aperto il dubbio che l’amore possa essere anche un po’ finzione; lo spreco di bellezza e di significato, nel trasformare e ridurre il matrimonio a uno show; lo spreco d’educazione, nel trasmettere ai più piccoli l’idea che sposarsi sia una modo come un altro per fare business e ottenere notorietà. Che peccato…
Adesso cominciamo.
Lo spreco del Natale
Cibo, carta, energia, soldi, chilometri, benzina: a Natale buttiamo via un sacco di cose. Ogni anno statistiche e report fanno il punto sul mastodontico spreco di questi giorni, che da soli costano al nostro Pianeta qualcosa come il 20% del suo deterioramento annuale. E ogni anno si guarda alle famiglie, ci si appella a loro perché provino ad evitarlo, facendo scelte più consapevoli sui propri consumi.
Niente di nuovo, dirai tu, ma il punto è proprio questo: l’abitudine a buttare via cose ci ha come anestetizzati, diventando (non solo durante le feste) una cultura allo spreco di tutto. Del tempo, delle parole, delle relazioni. Dei valori, degli esempi. Della speranza, della fede.
Ci chiedevamo, questa settimana, guardando i dati sulla popolazione che certificano l’inesorabile diminuzione degli italiani, se anche questo non sia un enorme spreco: di futuro, che concretamente vuol dire di chi verrà dopo di noi, cioè dei figli. Abbiamo buttato via l’idea di poterli mettere al mondo, l’onere di dovercene prendere cura facendo sacrifici, e nonostante gli appelli non riusciamo in alcun modo a cambiare rotta. Solo che coi figli stiamo buttando via anche la famiglia, restando sempre più soli, soli in un deserto sconfortante di solitudini (e come è facile manipolarli, gli esseri umani, quando sono soli...).
Natale è innanzitutto una famiglia. I Presepi affollano le nostre città, c’è una famiglia in vetrina in questi nostri tempi sterili, dappertutto. Una famiglia e un figlio nati dove e quando tutto sembrava impossibile. E le persone partono, si spostano, affrontano viaggi che spesso assomigliano ad odissee per tornare a casa e mettersi attorno a un tavolo come a una mangiatoia: lo fanno per abbracciare genitori, nonni e nipoti, per ricordare quelli che non ci sono più, per ritrovare se stessi dentro a un senso più grande.
Tu non sprecarlo.
🧰 La cassetta degli attrezzi
A metà tra la bussola e l'archivio
Natale è una festa che parla di abbondanza. Ma l’abbondanza, senza misura, rischia di diventare dispersione.
• Dati: nel periodo natalizio aumentano del 30% i consumi energetici e fino al 130% le emissioni legate agli spostamenti. Secondo Coldiretti si producono circa 575mila tonnellate di cibo, per un impatto economico complessivo di 9,6 miliardi, e oltre 80mila tonnellate di rifiuti di carta e cartone. I rifiuti domestici crescano del 25–30% rispetto a un mese medio. E questo soltanto in Italia!
• Rischi: ridurre il Natale a una performance: tavole perfette, agende piene, bambini iperstimolati e adulti esausti; confondere l’abbondanza con l’accumulo; pensare che togliere significhi privare.
• Opportunità: scoprire che meno può voler dire meglio. Che ridurre non è rinunciare, ma fare spazio. Che il tempo condiviso è un bene fragile, e proprio per questo prezioso.
• Risorse: pratiche di sobrietà domestica, scelte di consumo consapevole, rituali familiari semplici ma stabili: una passeggiata, un pasto cucinato insieme, una storia raccontata la sera.
• Rischi: ridurre il Natale a una performance: tavole perfette, agende piene, bambini iperstimolati e adulti esausti; confondere l’abbondanza con l’accumulo; pensare che togliere significhi privare.
• Opportunità: scoprire che meno può voler dire meglio. Che ridurre non è rinunciare, ma fare spazio. Che il tempo condiviso è un bene fragile, e proprio per questo prezioso.
• Risorse: pratiche di sobrietà domestica, scelte di consumo consapevole, rituali familiari semplici ma stabili: una passeggiata, un pasto cucinato insieme, una storia raccontata la sera.
Che cosa, questo Natale, non vogliamo sprecare?
Questo è il momento per fermarti e immergerti nella nostra raccolta di domande e risposte di senso fatta apposta per te. Leggila con calma, riflettici, condividila con chi ti sta attorno.
🖋️ Scritto in piccolo
Lo spazio a misura di bambino
Il tempo, specie in questi giorni frenetici, è un regalo che non costa niente ma ha un valore inestimabile. Non va sprecato ma condiviso, possibilmente giocando. A Natale genitori e figli, nonni e nipoti dovrebbero dedicarsi a questa attività: è il consiglio dei medici dell’Ospedale Bambino Gesù, a Roma, che Popotus, il settimanale di Avvenire per i bambini, propone ai suoi lettori: giocare, sì, ma rigorosamente lontano dagli schermi.
E quest’anno anche Babbo Natale ha i suoi problemi: a Rovaniemi la neve scarseggia, il caldo mette in difficoltà le renne e poi c’è Putin… L’aggressività russa ha convinto la Nato a inviare le sue truppe anche in Lapponia, così in città i turisti si mischiano i soldati. Si butta via la magia, e si tiene la guerra.
📱 Chi ti influencer?
Famiglie sui social e in Rete, tra show e realtà
C’è uno spreco più subdolo di altri, che è sempre più diffuso: quello dell’esperienza ridotta a sfondo e della natura attraversata senza essere davvero abitata. Il racconto sui social di Sandro e Aura, che sono padre e figlia, va in direzione ostinatamente contraria: una montagna vissuta passo dopo passo, uno sguardo che non accumula ma custodisce, un legame che si costruisce camminando insieme. Questa è una storia che parla di ambiente e di famiglia: ce l'hanno raccontata loro.

⌛ Tempo al tempo
Cose da leggere, vedere, ascoltare e fare in famiglia
• «La vita umana è caratterizzata da un movimento costante che ci spinge a fare, ad agire. Oggi si richiede ovunque rapidità nel conseguire risultati ottimali negli ambiti più svariati...». Inizia così la profonda riflessione che il Papa ha fatto questo mercoledì in occasione dell'Udienza generale, che con lo spreco c'entra molto. Vale la pena che tu la legga e ci rifletta su.
• Del senso del Natale, di cosa continua a dire a ciascuno di noi e di come tenere la meraviglia, buttando via solo quello che non conta, hanno parlato la nostra Chiara Vitali e fra Roberto Pasolini, il predicatore della Casa Pontificia, in questo bel podcast di Avvenire. Ti servono poco più di 13 minuti per ascoltarlo: trovali tra un trasferimento e l'altro.
• La guerra è un imperdonabile, tragico spreco di vite che continua, e continua, anche in questo Natale. Un'immagine da conservare è quella del piccolo Roman, che nei giorni scorsi ha raccontato la sua storia e quella della sua mamma davanti al Parlamento europeo.
• A proposito di bambini, leggi dell'orsetto Kumma e del perché gli è stato tolto il programma di Intelligenza artificiale di cui era stato dotato per interagire coi piccoli a cui veniva regalato negli Stati Uniti. Meglio i vecchi giocattoli (e c'è chi non li spreca affatto!).
• A proposito di presepi invece, ha fatto il giro del mondo la scelta di una parrocchia degli Usa di allestirne uno con al posto di Gesù bambino un cartello contro la polizia di frontiera che deporta i migranti irregolari dal Paese, in aperta polemica col presidente Trump. Se ti interessa il dibattito, immergiti negli approfondimenti sul significato del presepe che abbiamo pubblicato negli ultimi giorni. Se invece vuoi conoscere la storia incredibile di chi a casa sua, negli Stati Uniti, non può tornare per Natale a causa della stretta sui permessi di soggiorno, eccola.
• Certe vite non sono sprecate, se ne salvano i frutti. La signora Iva lo ha insegnato ad Alessandro Deho', il sacerdote che ogni lunedì ci porta con sé nella cappella della sua casa tra i boschi della Lunigiana (qui puoi leggere tutte le sue rubriche, un itinerario lento e salutare per lo spirito in questi giorni frettolosi e caotici).
• Anche una scuola può essere un regalo, in un paesino di montagna dove manca tutto. Per tenersela stretta in Valle Imagna si sono inventati un trasloco: devi assolutamente sapere come funziona.
• Torniamo alla famiglia, e alle famiglie che si riuniscono per Natale anche affrontando lunghi viaggi. Questo video del collega Francesco Oggiano è un piccolo capolavoro fatto apposta per mettere a fuoco l'essenziale delle feste fuorisede: guardalo.
• Quanto al matrimonio, di cui si parlava all'inizio della newsletter, sappi che è una cosa molto seria: per ricordarne il valore profondo, recentemente il Dicastero per la Dottrina della fede ha pubblicato il documento “Una caro”, di cui Avvenire ha fatto una sintesi e ha poi messo a fuoco alcuni dei passaggi più belli. Ebbene, qualche giorno fa il signor Pietro Alestra, vedovo da tre anni, ha scritto al cardinale Victor Manuel Fernández (che del Dicastero è il prefetto) per ringraziarlo e per ricordare la sua Albertina. La lettera è stata pubblicata su Vatican news ed è molto bella.
• L'avrai visto in giro, essendo praticamente ovunque: il Grinch, con la sua pelliccia verde, è tornato di gran moda per questo Natale. Il racconto originale, pubblicato nel 1957 dal Dr. Seuss (alias Theodor Seuss Geisel), è un capolavoro della letteratura d'infanzia riconosciuto da decenni, ma è stato un po' offuscato dalle sue versioni cinematografiche e cartoon. Se hai figli o nipoti, perché non lo rileggi assieme a loro? In alternativa, fallo da solo. La storia di come il Grinch rubò il Natale ha molto, molto da dire anche a noi grandi.
• Se per queste vacanze non puoi andare a sciare, o in montagna, e vivi a Milano o non troppo lontano, vale una visita il racconto per immagini del Trentino allestito al Mudec fino al 6 gennaio. Un viaggio inaspettato attraverso storie di famiglia e luoghi da conservare di cui ha scritto Giuseppe Matarazzo.
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🗣️ La tua Sofia
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Torneremo da te dopo Natale, domenica 4 gennaio.
👋 Alla prossima!
— La redazione di Avvenire con Viviana Daloiso e in questo numero: Massimo Dezzani, Eugenio Giannetta, Nicoletta Martinelli, Giuseppe Matarazzo, Luciano Moia, Chiara Vitali
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