Unicredit corre in Borsa, utili record e maxi cedole fino al 2028

Conti 2025 oltre le attese e piano “Unlimited”: 50 miliardi agli azionisti in cinque anni. Il ceo Orcel: "Operazione Commerzbank solo a condizioni favorevoli"
February 9, 2026
Unicredit corre in Borsa, utili record e maxi cedole fino al 2028
/ REUTERS
Il mercato ha colto il segnale in pochi minuti. A Milano il titolo Unicredit è scattato in apertura portandosi a metà mattinata a 77,90 euro, con un rialzo del 5,2%. Non è solo la fotografia di un buon bilancio. I conti 2025 e il piano al 2028 indicano infatti qualcosa di più ambizioso di un ciclo favorevole: la banca guidata da Andrea Orcel prova a trasformare una stagione di utili record in una promessa stabile di rendimento. Il 2025 si chiude con un utile netto di 10,6 miliardi, in crescita del 14% e oltre le attese. Un risultato ottenuto, sottolinea il gruppo, nonostante 1,4 miliardi di oneri straordinari anticipati per “rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo”. Anche il trimestre finale, pur in calo rispetto ai tre mesi precedenti, resta solido: 1,8 miliardi, +17% su base annua.
I ricavi netti raggiungono 23,9 miliardi, in lieve flessione dell’1,4%. Il margine di interesse si ferma a 13,7 miliardi e risente della discesa dei tassi, mentre commissioni e attività assicurative valgono 8,7 miliardi. Il dato forse più osservato dagli analisti è però il costo del rischio: rettifiche su crediti per appena 0,7 miliardi, segnale di qualità dell’attivo e di una fase economica ancora sotto controllo per la clientela. La banca evidenzia anche la crescita dei depositi e un pass-through sui conti correnti intorno al 31%, elemento che ha contenuto l’impatto del calo dei tassi sul margine di interesse. Su questa base nasce il nuovo piano “Unicredit Unlimited”, che succede a “Unicredit Unlocked”. L’obiettivo è di trasformare l’attuale redditività in un flusso strutturale di capitale distribuibile. La banca punta a un utile di circa 11 miliardi nel 2026 e a 13 miliardi nel 2028, con un RoTE oltre il 23%. I ricavi dovrebbero salire sopra 25 miliardi già nel 2026 e sfiorare 27,5 miliardi nel 2028.
Il messaggio più forte, tuttavia, riguarda la remunerazione degli azionisti. Dopo i 9,5 miliardi distribuiti a valere sul 2025, Unicredit indica 30 miliardi complessivi di dividendi nei prossimi tre anni e 50 miliardi in cinque anni, con ulteriori distribuzioni annuali legate all’eventuale capitale in eccesso. È qui che si gioca la partita della valutazione in Borsa: più che la crescita pura, la banca promette continuità di ritorni. Orcel rivendica la coerenza del percorso. “Abbiamo registrato 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, superando le nostre stesse aspettative”, afferma. E aggiunge di essere “fiducioso di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”. Il ceo insiste su un punto: la strategia organica viene prima delle acquisizioni. “Il piano Unicredit Unlimited può generare molto più valore delle fusioni e acquisizioni”, dice, pur riconoscendo che il sistema bancario europeo ha bisogno di consolidamento, soprattutto transfrontaliero. È un equilibrio delicato: la banca si presenta come protagonista potenziale ma non come inseguitrice.
In questo quadro si inserisce il dossier Commerzbank, tema ricorrente da mesi. Orcel evita accelerazioni: “Riteniamo che al momento giusto, se le condizioni saranno favorevoli, tutto avverrà nel modo giusto. Se così non fosse, abbiamo molto altro da fare”. E ribadisce la linea: nessuna operazione che diluisca il rendimento degli azionisti. Unicredit vuole restare disciplinata, pronta a cogliere opportunità ma senza compromettere la redditività costruita negli ultimi anni. Il mercato sembra crederci: la reazione del titolo riflette proprio questo, la percezione che la banca non sia più soltanto uscita dalla lunga stagione delle ristrutturazioni, ma abbia trovato una stabilità industriale. La scommessa ora è sul tempo. In un contesto di tassi meno favorevoli per il settore, la banca promette di mantenere utili elevati e distribuzioni generose. Se la promessa reggerà, la storia recente di Unicredit smetterà di essere quella di un rilancio riuscito e diventerà, per gli investitori, quella di una rendita prevedibile. Ed è forse questa la vera novità che la Borsa ha prezzato in apertura.

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