Una Scuola Superiore di Sanità contro le disuguaglianze nella cura

In Italia c'è poca omogeneità nella formazione dei dirigenti delle strutture del Ssn, è necessario superare la logica clientelare nelle nomine e preparare meglio il management
February 8, 2026
Una Scuola Superiore di Sanità contro le disuguaglianze nella cura
/ ICP
Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) nato nel 1978 ha rappresentato un grande beneficio per gli italiani rispondendo al dettame dell’articolo 32 della nostra Costituzione che richiede ai governi di tutelare la salute privata e pubblica. Molti sono i risultati dell’era post-Ssn rispetto alla precedente, incluso l’aumento della aspettativa di vita alla nascita, che attualmente è intorno agli 83,6 anni con differenze di circa 4 anni a favore delle femmine. La struttura regionale, con scarsa capacità di controllo da parte del Governo, ha generato un grande eterogeneità nella salute dei cittadini italiani, in rapporto con l’area geografica in cui vivono. Ad esempio, i cittadini lombardi vivono mediamente circa 2 anni in più dei cittadini campani, la mortalità infantile è doppia in Calabria rispetto al Veneto, il rapporto Agenas 2025 riferisce di ampie differenze nella presenza di ospedali di alta specializzazione nel nostro Paese, come pure nei risultati di interventi chirurgici particolarmente complicati.
Tutto ciò ha certamente molte ragioni, ma se ne possiamo estrarre una appare chiaro che in Italia manca omogeneità per quanto riguarda la formazione dei dirigenti delle strutture del Ssn. I criteri per la formazione sono diversi perché di fatto sono i partiti politici per varie ragioni – spesso clientelari – a determinare chi dirige le strutture delle aziende e dei distretti del Ssn. È chiaro che se la formazione non è omogenea si avranno direttive differenti. Ad esempio: c’è che dedica più attenzione ai Pronto Soccorso, chi invece vuole potenziare gli ospedali, chi vorrebbe realizzare le Case di Comunità, come pure chi privilegia l’assistenza agli anziani, oppure ai bambini. Queste considerazioni pongono la necessità, per avere omogeneità di indirizzo, della realizzazione di una Scuola Superiore di Sanità spesso invocata ma mai considerata come indispensabile per avere una formazione omogenea dei dirigenti. La Scuola può essere articolata in modo diverso, può essere regionale o pluriregionale per unire le piccole regioni, oppure può riguardare le grandi aree geografiche: Nord, Centro, Sud e Isole (Sicilia e Sardegna). Ma quali devono essere i principali insegnamenti del Ssn? Anzitutto una formazione riguardante il management. Significa saper valutare la collocazione del personale, facendo in modo che sia adeguato al servizio richiesto. E poi, saper chiudere servizi che non vengono utilizzati, concentrare il personale in poche strutture quando sono deputate a svolgere attività complicate che richiedono un numero importante di interventi.
Un secondo aspetto riguarda l’offerta di servizi che oggi è essenzialmente concentrata e sostenuta da parte di chi vende. Occorre avere adeguate conoscenze sul mercato della medicina, essendo al corrente del fatto che il mercato tende a diminuire i livelli di normalità per vendere quanti più possibile kit per diagnosi, farmaci di ogni tipo, interventi riabilitativi. Inoltre, il mercato vuol far credere che i parametri biochimici che sono indicatori di fattori di rischio siano sovrapponibili alle malattie, facendo ignorare a medici e pubblico che spesso i farmaci devono trattare molte persone inutilmente perché una sola abbia un vantaggio. I dirigenti devono sapere che molte malattie non piovono dal cielo ma sono evitabili, come il 40 per cento dei tumori e i 4,5 milioni di diabetici di tipo 2. Devono quindi avere una cultura per realizzare una rivoluzione che sposti l’attenzione del medico sulla prevenzione, attraverso il privilegio delle buone abitudini di vita. Devono anche fare in modo che le scuole di ogni grado abbiano insegnamenti sulla salute, fatti da persone competenti. Infine, il dirigente deve sapere che la salute non dipende più come in passato dalla medicina. Conta dove si è vissuto, con quale clima e inquinamento, la famiglia da cui si deriva, con il livello di cultura e di reddito, la durata della scuola, i rapporti sociali e così via. Deve saper promuovere i cosiddetti ascensori sociali per aumentare il livello di cultura e ridurre la povertà, che oggi riguarda in Italia circa 5,6 milioni di persone. La Scuola Superiore di Sanità può assicurare una migliore utilizzazione del Servizio sanitario nazionale con più universalità, equità e gratuità, come prescritto dalla legge istitutiva.
Silvio Garattini è Fondatore e Presidente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs

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