Addio all’arcivescovo Fontana, «energia dirompente» a servizio del Vangelo e della gente
È morto stamani il vescovo emerito di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. 79 anni, aveva appena celebrato il trentennale di ordinazione episcopale. Collaboratore dei cardinali Silvestrini e Sodano, aveva guidato anche l’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Annuncio, giovani, povertà, dimensione socio-culturale, unità: le sue coordinate. Giovedì il funerale ad Arezzo

È stato un “lavoratore” energico, dirompente e schietto a servizio del Vangelo e della gente. Come già lasciava intuire il suo motto episcopale: «Non recuso laborem». Le parole di san Martino di Tours che Riccardo Fontana aveva scelto esattamente 30 anni fa quando era stato consacrato vescovo da Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro e che possono essere tradotte in “Non rifiuto di vivere e lavorare per Te” raccontano l’arcivescovo di origine toscana che prima nella diplomazia vaticana, poi nella Curia Romana e quindi nelle diocesi di Spoleto-Norcia e di Arezzo-Cortona-Sansepolcro è stato una di quelle «vite concrete, coraggiose, ispirate al Vangelo», come aveva scritto nella Lettera pastorale “Concittadini dei santi, familiari di Dio” del 2020.
L’arcivescovo Fontana è morto questa mattina all’ospedale “San Donato” di Arezzo, la città dove aveva deciso di risiedere dopo aver lasciato per raggiunti limiti di età, nel 2022, la guida della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro di cui era stato pastore per tredici anni. Da qualche settimana era di nuovo ricoverato nel presidio ospedaliero locale dopo che le sue condizioni, già precarie a causa dei seri problemi di salute che lo avevano colpito a ottobre e che lo avevano costretto a una prima, lunga degenza, avevano avuto un ulteriore aggravamento. Nel corso di questi mesi, Fontana è stato circondato dall’affetto e dall’assistenza dei familiari e di sacerdoti, diaconi e amici, ed è stato accompagnato dalla preghiera e dalla vicinanza spirituale del vescovo Andrea Migliavacca, oggi suo successore ad Arezzo, che ha dato la notizia del decesso. «Vogliamo ringraziare il Signore per la sua vita, spesa con zelo apostolico e senza risparmiarsi a servizio della Chiesa, prima quella universale e poi, negli ultimi trent’anni, nelle diocesi di Spoleto-Norcia e di Arezzo-Cortona-Sansepolcro», sottolinea Migliavacca che ricorda come l’arcivescovo emerito «abbia affrontato con docilità, fiducia e affidamento totale al Signore anche il dolore e la prova di questi ultimi mesi della sua vita terrena».
Giovani, prossimità ai poveri e alle situazioni di difficoltà (era stato vice-presidente di Caritas italiana), attenzione alla dimensione socio-culturale, annuncio del Vangelo anche con l’arte e i mezzi di comunicazione sono state alcune delle costanti del suo ministero, sia sacerdotale sia episcopale. Così come ininterrotto è stato il richiamo all’unità nella comunità ecclesiale e civile, urgenza che adesso segna il pontificato di Leone XIV. Carattere deciso e forte, con una capacità di agire immediata, vulcano di idee e di iniziative, Fontana era nato a Forte dei Marmi, in provincia di Lucca, il 20 gennaio 1947. Entrato nel Seminario di Pisa a 18 anni dopo un’esperienza nell’Azione Cattolica e inviato a Roma, come alunno del Collegio Capranica, era stato ordinato sacerdote a Pisa nel 1972. E a Roma aveva completato alla Pontificia Università Lateranense la formazione giuridica già ricevuta alla facoltà di giurisprudenza dell’Università “La Sapienza”. Chiamato nel servizio diplomatico della Santa Sede, era stato inviato come addetto e poi segretario della nunziatura apostolica in Indonesia; nel 1981, rientrato a Roma, presso il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa, aveva collaborato nella segreteria dell’allora arcivescovo Achille Silvestrini (poi cardinale); successivamente, era divenuto responsabile in segreteria di Stato per l’area del Sud-Est Asiatico, l’Australia e l’Oceania; e, poi, per quattro anni era stato capo della segreteria del cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Intanto, a Roma si era dedicato alla catechesi dei giovani professionisti, aveva riaperto al culto la chiesa di S. Barbara dei Librari assieme a un gruppo di laici; era stato assistente ecclesiastico regionale del Lazio per gli scout Agesci.
Nominato arcivescovo di Spoleto-Norcia, aveva iniziato il suo ministero episcopale nel 1996 nella diocesi umbra dove sarebbe rimasto fino al 2009 e dove si sarebbe speso per la ricostruzione dopo il gravissimo terremoto del 1997 che interessò l’Umbria e le Marche e colpì seriamente anche il territorio dell’arcidiocesi. Nel 2002 aveva avviato il primo Sinodo diocesano; poi la riforma della catechesi di iniziazione cristiana e la Scuola diocesana di teologia; l’attivazione degli oratori e la riapertura del Seminario diocesano.
Nel 2009 Benedetto XVI lo aveva nominato vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, succedendo al vescovo Gualtiero Bassetti, destinato a guidare l’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Anche nella diocesi toscana Fontana si è fatto promotore di innumerevoli iniziative sia sul versante spirituale, sia sul terreno sociale e culturale. Ha siglato un gemellaggio tra la diocesi e il patriarcato latino di Gerusalemme. Il 13 maggio 2012 ha accolto papa Ratzinger in vista pastorale ad Arezzo e a Sansepolcro presentando al Pontefice l’adeguamento liturgico del presbiterio della Cattedrale di Arezzo. Va letto in questa direzione anche l’ampliamento e potenziamento del museo diocesano. Innumerevoli, negli anni, gli interventi di recupero e restauro di chiese. Il suo ministero in terra aretina-cortonese-biturgense si è caratterizzato, poi, per una forte attenzione ai più poveri e alla carità, espressa, in particolare, nel rinnovo dei servizi della Caritas diocesana, con l’inaugurazione dalla nuova sede, la promozione di raccolte straordinarie, l’offerta di accoglienza a quanti scappano da guerre e calamità naturali e di alloggi per chi è in difficoltà abitative. Al centro l’impegno per il bene comune, favorendo la collaborazione tra le parti e alternando impegno intellettuale sulle sfide poste dalla società contemporanea a iniziative concrete, in particolare per dare fiducia e speranza alle famiglie e ai giovani. Quello dei giovani è stato, del resto, uno dei suoi fronti di impegno, a partire dalla formazione. Nel 2016, terminata la visita pastorale della diocesi, aveva indetto il Sinodo diocesano che si è concluso nel 2019. Il 15 settembre 2022 papa Francesco aveva accolto la sua rinuncia. E da vescovo emerito aveva continuato a partecipare alla vita della diocesi, dedicandosi al servizio liturgico nella Cattedrale e nella parrocchia di San Domenico.
Il suo ultimo momento “pubblico” era stato lo scorso 6 gennaio, solennità dell’Epifania, nella cappella dell’Istituto di Agazzi quando era stato celebrato, insieme al vescovo Migliavacca, ai suoi familiari e a un piccolo gruppo di sacerdoti, diaconi e laici, il trentesimo anniversario della sua consacrazione episcopale nel corso di una commossa Messa, al termine della quale l’arcivescovo Fontana, salutando i presenti, aveva voluto esprimere la sua gratitudine a Dio per il dono del sacerdozio. Dal tardo pomeriggio di oggi, le spoglie dell’arcivescovo saranno esposte per l’omaggio dei fedeli nella basilica di San Domenico in Arezzo; mercoledì 11 febbraio, alla sera, il feretro raggiungerà la Cattedrale di Arezzo, dove alle ore 21 si terrà una veglia di preghiera; il funerale sarà celebrato il giorno successivo, giovedì 12 febbraio, alle ore 15.30. Fontana sarà sepolto, secondo le sue volontà, nel sepolcreto dei vescovi e dei canonici aretini, nella cappella della Madonna del Conforto, all’interno della Cattedrale della città.
Un sentito omaggio a Fontana è giunto dalla Conferenza episcopale toscana. «Per noi vescovi toscani – scrive il cardinale Augusto Paolo Lojudice, presidente dell’episcopato regionale – è stato un compagno di strada prezioso, sempre propositivo sia sul versante spirituale, sia sul terreno sociale e culturale. Ha portato in Toscana l’esperienza maturata negli anni del servizio diplomatico della Santa Sede e poi in Vaticano, presso la Segreteria di Stato; si è messo a servizio della Chiesa aretina con entusiasmo e passione, e ha contribuito a far crescere la fraternità e la condivisione tra le Chiese della Toscana. Ci uniamo al dolore di quanti lo hanno conosciuto, ricordandolo con stima, gratitudine e affetto». I vescovi toscani sottolineano che il suo ricordo è particolarmente vivo nell’arcidiocesi di Pisa, dove era stato ordinato sacerdote nel 1972, e nella diocesi aretina che ha guidato dal 2009 al 2022. Nell’ambito della Conferenza episcopale toscana. Fontana è stato dal 2009 al 2016 delegato per il servizio della carità e dal 2014 al 2022 delegato per la cultura e le comunicazioni sociali. Tra i frutti del suo impegno a livello regionale sono da ricordare i convegni organizzati a Firenze, tra cui “Cittadini o sudditi? Educare ai valori attraverso i media” nel 2015, “Umiltà, disinteresse, beatitudine. Un vocabolario per ricostruire il futuro” nel 2019, “Arte come luogo di accoglienza nel tempo della ricostruzione” nel 2021; eventi che hanno portato in Toscana personalità di rilievo della teologia e della cultura, mettendo in dialogo mondi distanti.
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