L'arte, la preghiera e lo studio: la vita da eremita di suor Concetta

A San Martino in Vignale in provincia di Lucca (Lucca) la consacrata vive, ritirata dal mondo, dopo una laurea in architettura e un'esperienza tra le francescane alcantarine. «Ecco come ci sono arrivata»
February 8, 2026
Suor Concetta Giordano
Suor Concetta Giordano
L’11 ottobre, in occasione del Giubileo degli eremiti, ha avuto la gioia di consegnare a papa Leone XIV la grande icona dell’Intercessione, da lei “scritta” con tanta passione durante lunghi mesi di paziente lavoro. Suor Concetta Giordano, 57enne originaria di Roccapiemonte (Salerno), dal 2013 vive l’esperienza di eremita diocesana, «prima ad Avella nella diocesi di Nola, poi in quella di Perugia a Magione sul Lago Trasimeno e dal marzo 2021 nell’arcidiocesi di Lucca, nell’eremo intitolato a Santa Maria della Bellezza a San Martino in Vignale». Ma il suo è stato un percorso vocazionale iniziato nel ’98 entrando nella congregazione delle Suore francescane alcantarine: due anni prima si era laureata con lode in architettura a Napoli e aveva lavorato come architetto. Decisiva per la decisione di consacrarsi la partecipazione nel 1995 a una missione popolare guidata dai Frati minori: suor Concetta lo definisce «un momento di grande luce».
In concomitanza con il periodo di discernimento per la vita consacrata, la trentenne Concetta scopre anche «il linguaggio teologico dell’icona: il primo approccio a questa arte sacra è stato dipingere il volto di Cristo. Ho considerato lo studio della teologia un elemento inscindibile dall’iconografia, perché l’iconografo è̀ un teologo, non solo un artista», sottolinea. Così si forma, studia (storia e beni culturali della Chiesa, archeologia cristiana, arte cristiana e liturgia, pastoral counselling) e nel frattempo s’impegna per un decennio nel suo istituto religioso come responsabile degli immobili, non tralasciando la pastorale universitaria e familiare. Tuttavia risuonava nel suo cuore il bisogno di un “diversamente”, che emergeva come necessità dell’anima. «Durante il tempo di formazione in Spagna per la preparazione alla professione perpetua, avvenuta nel 2009 – racconta – ho visitato gli eremi fondati da san Pietro d’Alcantara, mistico e riformatore francescano della Spagna del XVI secolo e confessore di santa Teresa D’Avila: in quello di El Palancar, nel cuore dell’Estremadura, è nato in me il desiderio di vivere questa regola di vita tra silenzio, preghiera della Chiesa e studio dei Padri, all’insegna di una vita semplice e accogliente» scandita dall’adorazione prolungata, dall’ascolto della Parola e dallo scrivere icone.
Nel cammino non sono mancati anche «momenti di solitudine e di scoraggiamento», ma nel 2016 è giunta la professione eremitica pubblica, con i voti perpetui. «La vita eremitica non si improvvisa, ma va assecondata come chiamata nella chiamata attraverso la rilettura della propria storia con discernimento e serietà, con un padre spirituale», evidenzia suor Concetta, che vive di Provvidenza e del suo lavoro part-time come docente di religione. «Mi dedico anche all’ascolto, all’accompagnamento spirituale e alla formazione di chi decide di venire all’eremo per crescere nella fede e ritrovare un cuore unificato nella preghiera silenziosa, primato del Signore nella nostra vita. La mia casa è sempre aperta a chi cerca Dio nella quiete della natura e nel raccoglimento».

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