Aree dismesse e archivi: il patrimonio industriale va valorizzato

Tra Bari, Matera e l'area di Lecce la terza edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale. Il rilancio parte dai territori considerati "marginali"
February 7, 2026
Aree dismesse e archivi: il patrimonio industriale va valorizzato
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Dal 5 all’8 febbraio 2026 si svolge la terza edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale, congresso internazionale promosso e organizzato da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale. L’appuntamento, articolato tra Bari, Matera e l’area di Lecce, riunisce studiosi e operatori del settore per discutere strumenti e politiche di tutela, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio produttivo, con un’attenzione dichiarata al contesto italiano. La scelta di un percorso “a tre sedi” amplia l’orizzonte geografico delle edizioni precedenti (Roma e Tivoli nel 2022) e punta a mettere al centro anche quei territori che, pur segnati da una storia industriale e infrastrutturale rilevante, sono stati spesso considerati marginali nel dibattito sull’archeologia industriale.
Il congresso è realizzato in collaborazione con Politecnico di Bari, Università degli Studi della Basilicata e CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC), con sessioni ospitate tra Bari e Matera e una tappa nel Salento al Museo Archeo Industriale di Terra d’Otranto (Maglie). L’organizzazione prevede anche spostamenti coordinati tra le sedi, a conferma dell’impianto itinerante dell’iniziativa.
Il cuore dei lavori ruota intorno a un’idea di patrimonio industriale come eredità materiale e immateriale: fabbriche, architetture e infrastrutture, ma anche archivi, memorie d’impresa e cultura del lavoro, chiamate oggi a dialogare con le politiche culturali e le strategie di rigenerazione urbana. Il programma si sviluppa attraverso plenarie e sessioni parallele in più aree tematiche: dalle macchine e cicli produttivi ai paesaggi dell’industria, dalle infrastrutture al restauro e conservazione, fino a riuso e rigenerazione, turismo industriale e comunicazione. Uno spazio specifico è dedicato a digitalizzazione e intelligenza artificiale, con attenzione anche a strumenti di fruizione come AR/VR e automazioni dei processi di conoscenza e gestione.
In questo quadro, una linea di lavoro riguarda in modo particolare le aree dismesse o sottoutilizzate, pubbliche e private: non solo “vuoti” da recuperare, ma potenziali leve per rilanciare economie locali, servizi e identità, a condizione di costruire modelli di governance capaci di tenere insieme tutela, innovazione e partecipazione delle comunità.
Il presidente di Aipai, Edoardo Currà, lega questa edizione a un “allargamento di orizzonti” sia sul piano degli strumenti – con l’impatto della rivoluzione digitale e l’avanzata dell’IA – sia sul piano geografico e umano, con l’obiettivo di avviare una rete mediterranea del patrimonio industriale (MedNIH) insieme a TICCIH, valorizzando cooperazione e dialogo in un contesto internazionale complesso.
Accanto alla dimensione scientifica, pesa anche quella culturale e sociale. Museimpresa, che sostiene l’iniziativa, richiama il valore della memoria dell’industria e del lavoro come parte della memoria collettiva: riconoscere e interpretare i segni della produzione, secondo il presidente Antonio Calabrò, significa dotarsi di un “asset strategico” per affrontare le sfide contemporanee e future.

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