La fiamma e la tregua: un messaggio (da noi) al mondo

Alcune crisi segnano le attuali Olimpiadi, e la non partecipazione di alcuni Paesi esclusi indica che la guerra contamina gli animi anche laddove non dovrebbe. Ma i valori autentici dello sport – lealtà, rispetto, spirito di squadra – sono resilienti e i Giochi restano una grande celebrazione dell’umanità unita
February 7, 2026
La fiamma e la tregua: un messaggio (da noi) al mondo
La Fiamma olimpica in Piazza del Duomo a Milano /Imagoeconomica
In occasione della sua visita alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il presidente Sergio Mattarella ha firmato il Muro della Tregua Olimpica all’interno del Villaggio: un gesto in favore della pace che dovrebbe contrassegnare ogni appuntamento olimpico. Il Muro è diventato un’usanza introdotta dai Giochi di Atene del 2004: gli atleti convenuti vi lasciano la loro firma come segno di adesione all’idea dell’interruzione dei conflitti durante le Olimpiadi. Anche papa Leone domenica scorsa aveva ricordato la tregua durante la celebrazione in piazza San Pietro, invitando tutti al suo rispetto. «Queste grandi manifestazioni sportive – ha detto il Papa – costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace. È questo anche il senso della tregua olimpica, antichissima usanza che accompagna lo svolgimento dei giochi». Com’è noto, nella Grecia antica venivano sospese le ostilità durate le Olimpiadi per permettere agli atleti di giungere sani e salvi a Olimpia e gareggiare: si trattava di un evento religioso tanto che, se non si ottemperava alla disposizione, c’era anche il rischio di essere esclusi dalle gare, come accadde a Sparta.
Dalla ripresa delle Olimpiadi moderne, il Comitato olimpico internazionale ha rilanciato più volte l’idea della Tregua, anche se non sempre tale auspicio è stato rispettato. Lungo la storia dei Giochi si sono avuti tuttavia alcuni segnali positivi: durante le Olimpiadi invernali del 1994 di Lillehammer in Norvegia (tra l’altro l’edizione più vincente per l’Italia con 20 medaglie, tra cui 7 d’oro) l’assedio di Sarajevo fu sospeso per alcuni giorni allo scopo di far giungere in città medicinali e viveri. Nel 2018 a Pyeongchang in Corea del Sud, le due Coree schierarono un’unica squadra nel torneo di hockey su ghiaccio femminile: una prima mai più ripetuta. Più in generale, l’idea delle Olimpiadi è da sempre connessa alla pace e alla convivenza: lo dimostra l’immagine che se ne ha tradizionalmente alla conclusione dei Giochi, in coda della cerimonia finale, quando gli atleti si mescolano tutti insieme in una grande festa. Lo sport come superamento dei propri limiti ma anche come linguaggio comune a tutti, pacifico e unitivo.
Purtroppo, alcune crisi segnano le attuali Olimpiadi, mediante la non partecipazione di alcuni Paesi esclusi (Bielorussia e Russia), segno che la guerra contamina gli animi anche laddove non dovrebbe farlo. Ma i valori autentici dello sport – lealtà, rispetto, spirito di squadra, inclusione e gioia dell’incontro – sono resilienti e il messaggio centrale dei Giochi resta quello di una grande celebrazione dell’umanità unita. Anche la presenza della squadra dei rifugiati (con i Paesi non ancora riconosciuti) sotto la bandiera a cinque cerchi, ha un suo significato: le Olimpiadi parlano a tutti di un futuro senza esclusioni che si potrebbe vivere già oggi, malgrado il mondo sia ancora molto diviso. Se il conflitto rimane una realtà dolorosa del presente, il sogno dell’unità del genere umano non tramonta e, nonostante tutto, resiste ai venti freddi dell’odio e della paura. La competizione sportiva non si svolge infatti tra nemici ma tra concorrenti stimolando un circolo virtuoso di imitazione e crescita: gareggiare è migliorarsi confrontandosi con gli altri nel rispetto e nella stima reciproca. Non a caso le Olimpiadi sono diffusamente circondate da grande simpatia un po’ ovunque nel mondo, molto più di altri eventi sportivi, proprio grazie alla larghissima partecipazione e al mescolarsi di tante nazioni, dalla più grande alla più piccola. Lo sforzo fisico inoltre offre anche un altro insegnamento: la tecnologia non è tutto e l’essere umano deve pur sempre confrontarsi con il corpo, con le sue possibilità ma anche con i suoi limiti. C’è infine un aspetto che riguarda l’Italia. Le Olimpiadi che si aprono a Milano e Cortina rappresentano infatti per il nostro Paese un’importante occasione di accoglienza e di amicizia che viene offerta ai popoli. E la grande festa che si svolge nella splendida cornice delle nostre montagne è un’opportunità unica per dimostrare il valore della nostra ospitalità ma, al tempo stesso, per rilanciare questo messaggio al mondo intero.

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