Scioperi nei trasporti: si fermano aerei, treni e mezzi locali

Dopo la "tregua" olimpica, settimana critica per chi viaggia. Giovedì lo stop ai voli, dalle 21 di venerdì servizio interrotto anche per i treni
February 23, 2026
Scioperi nei trasporti: si fermano aerei, treni e mezzi locali
Woman at airport. Original public domain image from Wikimedia Commons
Per alcune settimane i trasporti avevano retto. L’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina aveva imposto prudenza, tra precettazioni e rinvii. L’obiettivo era di evitare immagini di aeroporti bloccati e stazioni paralizzate davanti alle delegazioni straniere. La tregua però non ha sciolto le vertenze, le ha soltanto spostate in avanti. La settimana che si pare oggi diventa così un passaggio complicato per chi viaggia. Si comincia mercoledì a Bolzano con lo sciopero dei lavoratori della Sasa, il trasporto pubblico locale. Un episodio circoscritto, ma indicativo: la protesta riparte dalle realtà urbane. Già giovedì, però, si ferma tutto il comparto aereo. L’astensione coinvolge personale di volo, addetti di terra e servizi aeroportuali in tutta Italia. Interessate le principali compagnie, da Ita Airways a easyJet a Vueling, oltre all’indotto. Ita ha annunciato la cancellazione di circa il 55% dei voli programmati nella giornata, con effetti anche sui collegamenti di mercoledì e venerdì. Non si tratta di un semplice rallentamento ma di una riduzione pesante dell’operatività, con ripercussioni immediate sui principali scali.
La data scelta per lo sciopero non è casuale. In precedenza era stata oggetto di intervento del ministero dei Trasporti proprio per evitare coincidenze con l’appuntamento olimpico. Una volta conclusa quella fase, la mobilitazione è stata ripristinata. Le rivendicazioni riguardano contratti, turnazioni e condizioni di lavoro, questioni aperte da mesi e rimaste sospese durante la finestra internazionale.
Chi proverà a spostarsi via terra troverà una situazione altrettanto complicata. Dalle 21 di venerdì 27 fino alla stessa ora di sabato 28 febbraio sciopera il personale di macchina e di bordo del gruppo Ferrovie dello Stato. Nello stesso periodo si fermano anche lavoratori di altre imprese ferroviarie aderenti a sigle autonome, mentre una protesta distinta copre la fascia notturna tra le 22 e le 5.59. La coincidenza temporale aumenta l’incertezza: cancellazioni, ritardi e servizi garantiti ridotti alle fasce minime.
In parallelo si muove il trasporto locale. A Torino il personale di Arriva Italia si astiene per quattro ore nel pomeriggio di venerdì 27, a Bari la protesta delle Ferrovie Sud Est interessa la sera. Sono scioperi brevi ma collocati nelle ore di maggiore utilizzo, quando pendolari e studenti rientrano a casa. Il risultato è un sistema senza alternative: chi perde l’aereo prova il treno, chi perde il treno si affida all’autobus, e anche quello può fermarsi. La concentrazione delle agitazioni rende evidente un problema più ampio. Ogni comparto ha una vertenza distinta, ma tutte ruotano attorno agli stessi nodi: carenza di personale, organizzazione dei turni, adeguamenti salariali dopo l’inflazione. Durante le settimane olimpiche la priorità era la continuità del servizio, ora riemerge il conflitto industriale.
Per gli utenti significa soprattutto incertezza, tra prenotazioni modificate e coincidenze da riprogrammare. Per il sistema dei trasporti è invece un segnale strutturale: la gestione straordinaria funziona per gli eventi eccezionali, molto meno nella quotidianità. E la quotidianità, conclusa la parentesi olimpica, torna a essere la prova più severa.

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