Iniziativa. Il «lavoro che cambia» apre le porte in Rete


Maurizio Carucci venerdì 21 aprile 2017
Poletti: il focus è sulla tecnologia. Coinvolto anche il Comitato delle Settimane sociali della Cei. Suor Smerilli: «Abbiamo ribadito l'importanza del capitale umano»
Il «lavoro che cambia» apre le porte in Rete

Il lavoro cambia. E deve fare i conti con l’automazione, il digitale, la robotica, la flessibilità e la mobilità. Tutte sfide che spingono politici, sindacalisti, imprenditori, associazioni di categoria, studiosi e gli stessi lavoratori a interrogarsi. In occasione del centenario dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) e dei prossimi G20 e G7, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha lanciato il portale www.lavorochecambia. lavoro.gov.it, messo a disposizione di tutti coloro che, a partire dalla documentazione che viene pubblicata e utilizzando un’area 'forum' dedicata, vorranno dare un contributo, esprimere una propria valutazione, offrire un suggerimento, proporre idee sul tema di come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell’automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi.

Al tavolo istituzionale partecipa anche il Comitato delle Settimane sociali della Cei. Un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni per la preparazione degli eventi, in particolare in vista della 48esima Settimana sociale che sarà ospitata a Cagliari dal 26 al 29 ottobre prossimi. «È una bella apertura da parte del ministro – spiega suor Alessandra Smerilli, economista e membro del Comitato delle Settimane sociali della Cei –. Abbiamo cercato di dare un contributo alle direttrici delineate da Ilo. Soprattutto abbiamo ribadito l’importanza del capitale umano. La rivoluzione tecnologica può aiutare chi è impegnato in lavori usuranti. Bisogna, però, salvaguardare la dignità delle persone e offrire opportunità lavorative per tutti, anche a tempo parziale. Mentre con l’invecchiamento della popolazione vanno dedicate maggiori attenzioni alle attività di cura per gli anziani, i bambini e le categorie svantaggiate».

Proprio in vista del prossimo G7 che quest’anno si svolgerà in Italia e sarà dedicato al rapporto tra Scienza, tecnologia e lavoro, il ministero ha deciso di promuovere una riflessione organica e strutturata su un tema sul quale si sta sviluppando il dibattito in tutto il mondo: come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell’automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi. «L’obiettivo – dice il ministro Giuliano Poletti – è quello di tracciare un quadro del lavoro che cambia, con una particolare attenzione all’impatto che la trasformazione tecnologica, determinata dall’intreccio di digitalizzazione e automazione, ha e potrà avere sul lavoro, valutando da un lato le grandi opportunità che offre, dall’altro la sfida che pone in termini di sostenibilità sociale. Una trasformazione che non è neutrale, ma investe tutti gli aspetti della vita della nostra comunità, dal lavoro, al welfare, alle relazioni sociali. Per questo la nostra iniziativa non punta a definire soluzioni normative per situazioni specifiche e contingenti, ma a creare un quadro di riferimento per una strategia di lungo respiro che aiuti a governare i processi di cambiamento prevenendone le distorsioni e cogliendone le opportunità».

Una riflessione che è in corso anche in altri Paesi europei, per esempio la Germania e la Francia, e che il ministero del Lavoro intende sviluppare coinvolgendo tutti i soggetti interessati attraverso un confronto aperto, plurale e partecipato, a partire dalla costituzione di un 'tavolo istituzionale', affiancato da un comitato scientifico che ha il compito di assicurare un contributo di carattere tecnico e di approfondimento a supporto dell’attività di elaborazione.

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