Auto abbandonate: ora sarà più facile eliminarle

Sulle nostre strade 1 milione e mezzo di veicoli abbandonati: una nuova legge consente la radiazione e demolizione di quelli sottoposti a fermo amministrativo
March 13, 2026
Auto abbandonate: ora sarà più facile eliminarle
È entrata in vigore il 20 febbraio scorso la nuova legge che consente la radiazione e la demolizione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il numero di auto abbandonate che ingombrano strade, parcheggi e depositi giudiziari. Secondo le stime, si tratta di oltre un milione e mezzo di veicoli che, pur non potendo circolare, restano formalmente iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, generando costi, contenziosi e degrado urbano.
Il provvedimento punta a semplificare le procedure, introducendo la possibilità di rottamare i veicoli in fermo previo riconoscimento della loro inutilizzabilità. Una novità attesa dagli operatori del settore, che da anni segnalano le criticità di un sistema che, di fatto, ha bloccato la filiera della demolizione e del riciclo, con ricadute negative anche sul piano ambientale.
A intervenire sul tema è stato Anselmo Calò, presidente di ADA, l’Associazione Demolitori Autoveicoli aderente ad Assoambiente, nel corso della presentazione del provvedimento alla Camera dei Deputati. Calò ha evidenziato come il nodo centrale resti proprio la definizione di “inutilizzabilità”: un concetto che, se interpretato in modo restrittivo dalle singole amministrazioni, rischia di svuotare la norma della sua portata innovativa. Il rischio, secondo gli operatori, è che l’assenza di linee guida uniformi produca applicazioni difformi sul territorio nazionale, rallentando le procedure e scoraggiando i cittadini. Non è la prima volta, del resto, che una riforma condivisa nelle intenzioni si scontri con ostacoli burocratici nella fase attuativa.
Sul piano ambientale e industriale, la legge potrebbe favorire il recupero di materiali e componenti, rafforzando la filiera dell’economia circolare e riducendo l’impatto dei veicoli fuori uso. Ma senza un coordinamento operativo tra Ministero dell’Interno, Prefetture, Comuni, ANCI, ACI-PRA e imprese della rottamazione, il meccanismo rischia di incepparsi. La partita, ora, si gioca sull’attuazione. La norma offre un’opportunità per alleggerire le città e sostenere un comparto strategico, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di tradurre i principi in procedure chiare, rapide e omogenee. In caso contrario, l’ennesima riforma potrebbe restare solo sulla carta.

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