L'inclusione passa dalla vendita diretta
di Redazione
Oltre il 90% degli addetti è donna. Il settore fattura circa tre miliardi di euro l'anno e occupa oltre 500mila persone

La vendita diretta a domicilio rappresenta un’occasione di emancipazione e di inclusione femminile, non solo sul terreno economico, ma anche sociale e personale. Lo hanno ribadito Marta Gamba e Francesca Margarito, rispettivamente segretario generale e componente del Consiglio direttivo di Univendita-Confcommercio, durante l’audizione in commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sul femminicidio.
«Si tratta di un ambito professionale che, negli anni, ha offerto a molte lavoratrici opportunità di autonomia economica, flessibilità organizzativa e valorizzazione delle proprie competenze relazionali, diventando così un modello particolarmente significativo di partecipazione femminile al mercato del lavoro - hanno illustrato Gamba e Margarito -. La vendita diretta rappresenta a pieno titolo un’importante forma di "empowerment femminile", utile a contrastare la violenza economica e, più in generale, di genere, attraverso la partecipazione attiva al mercato del lavoro, soprattutto per donne che altrimenti avrebbero difficoltà ad accedere a forme di impiego continuative e flessibili». Il segretario generale e il consigliere Univendita hanno aggiunto: «Nella vendita diretta non esiste il gender gap salariale, i guadagni sono strettamente legati al merito e le chance di carriera sono uguali per tutti, anche a livello manageriale. Le aziende offrono occasioni di costruzione di un "capitale umano" femminile che è spendibile in molti altri contesti, mentre la rete sociale e professionale che la donna lavoratrice si crea, rafforzata dalle nuove tecnologie, può contribuire a ridurre la condizione di isolamento, peculiare delle situazioni di violenza, e a favorire l’accesso a informazioni e aiuto. Numerose indagini, sia promosse da Univendita a livello nazionale sia a livello europeo, mostrano un altissimo grado di soddisfazione da parte delle donne incaricate alla vendita diretta per una professione che garantisce flessibilità e un giusto work-life balance».
Secondo un'indagine Univendita-Confcommercio, gli incaricati alla vendita diretta sono oltre il 90% donne, in media poco sopra i 50 anni di età e con un titolo di studio medio-alto. Si tratta di persone consapevoli della propria scelta libero-professionale e soddisfatte della flessibilità, dell’autonomia organizzativa che il lavoro consente loro, con ricadute positive sul benessere e sulla conciliazione vita-lavoro. Ma anche desiderose di esprimere appieno le proprie potenzialità in una dimensione relazionale diretta e concreta con il cliente, capaci di usare le nuove tecnologie come strumento per migliorare i processi di vendita e tuttavia lontanissime da logiche organizzative dominate dalla spersonalizzazione dei rapporti e da freddi algoritmi.
In alcuni contesti il settore è già diventato strumento di reinserimento lavorativo per donne vittime di violenza, nonché mezzo per promuovere cultura del rispetto, delle pari opportunità e dell’inclusione poiché offre un’opportunità concreta di emancipazione a chiunque lo desideri a prescindere dall’istruzione e dal contesto sociale di appartenenza. L’obiettivo di Univendita per il 2026 è quello di continuare questo cammino virtuoso a supporto delle donne e a tal proposito, a nome delle aziende associate, ha in atto interlocuzioni con enti del Terzo settore per sviluppare progetti a supporto delle vittime di violenza economica.
In effetti è un anno di opportunità all’insegna della necessità di coniugare il rapido avanzamento tecnologico – dalle innovazioni sulla comunicazione all’Intelligenza artificiale – con il pilastro irrinunciabile del rapporto diretto e fiduciario tra venditore e cliente. In un settore che fattura circa tre miliardi di euro l’anno e occupa oltre 500mila persone, la figura dell’incaricato alla vendita rimane il fondamento di un modello di business che oggi beneficia anche dell’utilizzo dei social media, delle piattaforme Ict e dei sistemi di messaggistica. Per le aziende è determinante avere con le persone un contatto personale fondato sull’empatia, sulla creatività relazionale, sull’ascolto delle esigenze specifiche, da cui scaturisce un approccio "caldo" e profilato. Un asset ancor più prezioso in una realtà nella quale tutti, ogni giorno, interagiamo soprattutto con call center automatizzati, chatbot e assistenti virtuali.
«Anche nei momenti più difficili della nostra storia recente, penso per esempio agli anni della pandemia, il comparto si è dimostrato dinamico e resiliente. La qualità dei marchi nostri associati e dei loro prodotti e servizi è una garanzia per i nostri clienti. Oggi troppo spesso affidiamo i nostri soldi e le nostre aspettative di consumo a un clic, senza sapere con chi ci stiamo relazionando, come è stato fatto quel prodotto o da dove arriva. Nella vendita diretta, le imprese e i professionisti che le animano hanno un volto, una storia, una identità riconoscibile e affidabile. Una presenza che accompagna prima, durante e dopo l’esperienza di acquisto. E tutto questo continua a fare la differenza per milioni di persone», conclude Ciro Sinatra, presidente di Univendita.
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