Il successo del «compra ora, paga a rate»: per il Bnpl una crescita annuale del 50%
di Ginevra Gori, Milano
Il Crif segnala l’aumento poderoso della domande per la formula Buy now pay later, mentre l’importo medio cala a 1.120 euro (-11%). Con Satispay il servizio è entrato nei negozi fisici, ma sale anche il rischio indebitamento

Acquistare accessori, vestiti, elettrodomestici e persino viaggi rateizzando subito, senza interessi. È la regola del Buy Now Pay Later (o Bnpl), uno dei metodi di pagamento più utilizzati dalla generazione Z e ora in ascesa anche tra le famiglie e gli over 30. Questa formula snella, rapida e digitalizzata si afferma come alternativa conveniente ai piccoli prestiti sotto i cinquemila euro, segnando una frattura nelle tendenze del settore: mentre i cosiddetti prestiti personali che offrono liquidità crescono del 10% e trainano la domanda di credito, il finanziamento finalizzato a singole spese specifiche, come una vacanza o una nuova lavatrice, sta perdendo terreno (-7,5%).
Nel 2025, questa divergenza ha rispecchiato un’evoluzione nei comportamenti, pur bilanciando la richiesta generale di prestiti rimasta relativamente stabile rispetto all’anno precedente (+1%). Di fatto, per comprare beni di consumo immediato gli italiani preferiscono sempre più suddividere il pagamento in tre rate da un’applicazione sul cellulare piuttosto che sottoscrivere un finanziamento classico tra burocrazia e poca flessibilità. A certificarlo è Eurisc, il sistema di informazioni gestito da Crif, che ha analizzato le tendenze legate al credito.
Non a caso, la domanda delle dilazioni di pagamento è aumentata di quasi il 50% dal 2024 (anche se per un importo medio sceso a 1.120 euro), con un’impennata del 132% poco prima delle feste natalizie. Il cambiamento è trasversale dai 25 ai 54 anni e sta trasformando il Buy Now Pay Later in uno strumento utile a spalmare nel tempo le spese. Se un tempo la rateizzazione era un’esigenza legata al reddito, oggi anche chi ha maggiori possibilità la sfrutta nel quotidiano per gestire meglio il proprio portafoglio. Una vera e propria strategia di pianificazione, che consente di comprare un po’ alla volta e senza costi aggiuntivi. Il panorama del Buy Now Pay Later in Italia è variegato e conta una dozzina di attori principali: dai giganti globali come Klarna e PayPal all’ italiana Scalapay, fino alle soluzioni ideate da grandi gruppi bancari e dalle finanziarie come HeyLight di Compass/Mediobanca. «Le nuove tecnologie accelerano la trasformazione del settore, spingendo gli operatori a lanciare soluzioni digitali per restare competitivi. L’intelligenza artificiale permette risposte rapide e servizi personalizzati» spiega l’Executive director di Crif, Simone Capecchi. Tra gli ultimi ad aver introdotto questo sistema c’è Satispay, applicazione finanziaria da sei milioni di utenti in Italia. «Con “Paga in 3”, l’utente può dilazionare i pagamenti oltre i trenta euro in tre rate dall’app, per acquistare nei negozi convenzionati» dice il Co-founder e Chief innovation officer di Satispay, Dario Brignone. «Osserviamo il Bnpl da tempo e abbiamo scelto il momento giusto per estenderlo al mondo fisico, per aiutare i consumatori e valorizzare la nostra rete di esercenti aumentando afflusso e spesa media». Nonostante i vantaggi, il metodo del Bnpl nasconde però qualche insidia sulle applicazioni più diffuse, svincolate da istituti bancari o finanziarie e indipendenti tra loro. Su tutte, il possibile indebitamento causato dall’apertura contemporanea di più piani rateali su piattaforme diverse. «Dobbiamo confrontarci con nuove regole. Il quadro richiederà una maggiore attenzione al merito creditizio, con possibili effetti sulle fasce più fragili» commenta Capecchi sul tema. Il riferimento è alla nuova direttiva Ue 2023/2225 sul credito ai consumatori, entrata in vigore nel 2026 e in fase di recepimento, che assimila il Buy Now Pay Later al credito al consumo, imponendo a piattaforme come Klarna e Scalapay di seguire le stesse regole di trasparenza delle banche. Saranno obbligate a verificare la solvibilità del cliente prima di concedere la rateizzazione e non potranno offrire piani di dilazione superiori a cinquanta giorni per gli acquisti fisici e a quattordici per quelli online.
Secondo i dati del Barometro Crif, il valore medio dei finanziamenti tradizionali è cresciuto in un anno del +6,7%, arrivando a circa 10mila euro. In particolare, i prestiti finalizzati hanno toccato i 7.450 euro (+12%) a fronte di una sostanziale stabilità dei prestiti personali (11.900 euro, +0,1%) su cui prevale la prudenza. Le somme richieste salgono a causa dell’inflazione che abbatte il potere d’acquisto ma anche perché i consumatori riservano il credito tradizionale a spese più rilevanti, delegando i piccoli acquisti al Bnpl. Nonostante ciò, la metà degli italiani sceglie con cautela di non superare la soglia dei cinquemila euro e, per rendere l’impatto più sostenibile, le rate sono sempre più diluite. Il 30% dei richiedenti dilaziona oltre i cinque anni o, al contrario, opta per piani brevi (sotto i tre anni) per i finanziamenti finalizzati di piccola entità.
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