lunedì 2 febbraio 2015
L’economista Demary: nessuno si è mai sognato di trasformarle in Spa. Troppo importanti per l’economia del Paese.
«In Germania le banche cooperative e le Casse di risparmio non sono mai state trasformate in Spa e soprattutto nessuno pensa di farlo, sono troppo importanti per l’economia del Paese». Markus Demary è un noto economista tedesco, esperto di alta finanza e quindi profondo conoscitore del sistema bancario tedesco. «Credo sia giusto dire che quello tedesco sia uno dei più importanti e complessi sistemi bancari del mondo», aggiunge. La caratteristica più interessante sta nel fatto che le grandi banche internazionali, come la Deutsche Bank e la Commerzbank, occupano una quota minoritaria del mercato. «La percentuale maggiore di tale mercato – prosegue Demary – è rappresentata da banche soggette al diritto pubblico e dalle casse di risparmio soggette alla legislazione delle cooperative». Il modello bancario tedesco ha un’architettura costituita da tre pilastri, ovvero la Drei-Säulen-Struktur, frutto della rigida distinzione che la legislazione bancaria prevede per gli istituti bancari in relazione alla loro funzione. In Germania ci sono pertanto tre tipi di banche: gli istituti bancari privati, le banche di diritto pubblico (Landesbanken) e gli istituti di credito cooperativi, le Genossenschaftsbanken. Escluso il pilastro disciplinato dal diritto bancario privato, gli altri due sono regolati da principi mutualistici e di interesse sociale; gli istituti bancari soggetti a questa disciplina non hanno come scopo principale il perseguimento della massimizzazione del profitto, per questo i prezzi dei servizi bancari sono relativamente più bassi rispetto alla media internazionale. Gli istituti bancari soggetti al diritto pubblico sono le Sparkassen e le Landesbanken. Le prime sono le casse rurali e di risparmio e hanno una fondamentale tradizione nella storia della gestione del credito in Germania.Le Landesbanken, ovvero le banche dei Länder, sono istituti bancari di diritto pubblico che appartengono alle Regioni. Sono una tipologia particolare del panorama bancario tedesco e del tutto unica al mondo. Le Landesbanken non sono paragonabili a banche centrali (in Germania solo la Bundesbank, la Banca centrale federale ha il potere di emettere moneta); bensì sono piuttosto banche con finalità di sviluppo del credito regionale e di promozione dell’economia locale; la quota maggioritaria di queste banche appartiene sempre ai governi dei Länder di riferimento. L’ultimo pilastro del sistema bancario tedesco sono gli istituti bancari di credito cooperativo, che sono principalmente al servizio della classe media locale, ma anche delle piccole imprese. Gli istituti dediti alla promozione di attività produttive e commerciali, anche dette banche popolari, Volksbanken, hanno finalità mutualistiche per i piccoli imprenditori locali e per il supporto dell’artigianato. Gli istituti bancari di credito cooperativo sono strettamente legati ai loro istituti centrali: le banche cooperative centrali, le genossenschaftlichen Zentralbanken, ovvero i due grandi istituti: la Deutsche Zentral-Genossenschaftsbank di Francoforte sul Meno e la Westdeutsche Genossenschafts-Zentralbank, con sede a Düsseldorf. «Tutti gli istituti di credito cooperativo in Germania – spiega ancora Demary – sono regolati dalle norme sulla cooperazione bancaria: fine mutualistico, voto capitario in seno all’assemblea dei soci, limite di possesso delle quote della banca; l’importo di una quota e il numero massimo di relative azioni è disciplinato dallo Statuto della cooperativa». Tali banche hanno un’area di competenza limitata: ci sono istituti che non superano i confini comunali e altri che comprendono una grande città ed il suo hinterland. Nel 2008, secondo uno studio della Bundesbank, gli allora 1.232 istituti bancari di questa categoria contabilizzavano un bilancio aggregato di 995 miliardi di Euro, servendo circa 30 milioni di clienti e contando su 16,1 milioni di soci e oltre 13.600 filiali in tutta la Germania. «La maggior parte dei tedeschi che intende finanziarie la propria piccola attività, agricola o anche di altro tipo – conclude Demary – si rivolge a questi istituti che spesso offrono prestiti a tassi più vantaggiosi».
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