venerdì 10 dicembre 2021
Oggi la conclusione dell’anno giubilare dedicato alla Madonna di Loreto, patrona degli aeronauti
Il saluto di Francesco, questa mattina, nella Basilica vaticana, ad una delegazione di 500 militari: "Siamo fatti per il cielo, apriamoci a Dio e agli altri". Questa mattina la messa celebrata dall'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, monsignor Santo Marcianò, in occasione della chiusura del Giubileo Lauretano

Il saluto di Francesco, questa mattina, nella Basilica vaticana, ad una delegazione di 500 militari: "Siamo fatti per il cielo, apriamoci a Dio e agli altri". Questa mattina la messa celebrata dall'arcivescovo ordinario militare per l'Italia, monsignor Santo Marcianò, in occasione della chiusura del Giubileo Lauretano - Vatican Media

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Un richiamo “a volare alto”, a essere operatori di pace, servire la pace sia nelle missioni in volo sia nei servizi a terra, sia in patria sia fuori che nelle zone di conflitto. E’ l’invito di papa Francesco che nel giorno in cui si celebra la Madonna di Loreto ha incontrato nella Basilica Vaticana i vertici e i rappresentanti dell’Aeronautica Militare a conclusione del Giubileo lauretano. Un anno che ha visto impegnata l’Arma azzurra in prima linea anche sul fronte della vicinanza alle persone e alla comunità nei mesi difficili della pandemia.
“Il tempo giubilare si è inserito nelle vostre quotidianità e ha portato ancor più alla luce le cose straordinarie affidate all’Aeronautica Militare – ha detto l’arcivescovo Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia, durante l’omelia della Messa celebrata presso l’Altare della Cattedra . È stato segnato da tappe quali l’inaugurazione e la chiusura che, nel pomeriggio, ci vedrà a Loreto; per certi versi, prepara le importanti celebrazioni per il centenario dell’Aeronautica, nel 2023. Ma l’evento più significativo è stata la Peregrinatio Mariae, con cui l’effigie della Vergine Lauretana ha raggiunto le varie realtà dell’Aeronautica in Italia”. È Maria, ha aggiunto l’arcivescovo “che si è inserita nella quotidianità dei vostri compiti, dei quali il nostro Paese ha tanto bisogno”.

La difesa dello spazio aereo, il soccorso aereo, anche nelle calamità e nelle emergenze, la collaborazione interforze e quella internazionale, a supporto di tante popolazioni povere e dimenticate, ma anche la formazione, lo studio e la ricerca, anche nel settore meteorologico. Un impegno quello dell’Arma azzurra anche attraverso l’eccellenza delle Frecce Tricolori, le cui esibizioni colorano il cielo in tanti momenti significativi e di festa, veicolando anche un senso di appartenenza nazionale. “Come non vedere la straordinarietà in tale bellezza, nonché nella bellezza della dedizione ai tanti compiti voi affidati, e ricordando in particolare i vostri cari caduti? – ha proseguito Marcianò . Il vostro mandato nell’imporsi della pandemia è stato straordinario: una missione faticosa, pericolosa, nuova, rispetto alla quale, a tratti, avete potuto avvertire un senso di inadeguatezza, come accade a chi operi con grande senso di responsabilità. È stato più impegnativo il trasferimento di malati o, talora, il trasporto delle salme; l’accompagnamento di connazionali nel rientro da Paesi esteri, il trasporto di medicinali e, da un anno a questa parte, l’accurato deposito e la puntuale consegna dei vaccini”.

Proprio sulla scia delle parole dell’angelo che dà l’annuncio a Maria quel “non temere” diventa un punto di riferimento anche per gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare: “Sono parole che forse avranno risuonato ai vostri orecchi ma mi piace pensare come siano parole che, in certo senso, voi stessi rivolgete a coloro ai quali offrite un servizio – ha sottolineato l’Ordinario militare -. Parole dette con la bocca ma anche, semplicemente, con i gesti. Vostro compito, infatti, non è solo “organizzare la sicurezza” del Paese; per questo, oserei dire, sarebbero sufficienti le tecniche raffinate nonché tutte le competenze e innovazioni di cui, certamente, l’Aeronautica Militare Italiana non è priva. Ma il vostro è un mandato che deve e vuole “dare sicurezza” alla gente, “comunicare sicurezza”: per questo non bastano gli strumenti né le tecnologie, occorrono le persone; occorre la disponibilità alla relazione e la capacità di prendersi cura dell’altro. È una qualità che vi caratterizza, assieme alle altre Forze Armate; e lo fa tanto nelle relazioni interne, ad esempio nel sostegno verso i colleghi nel bisogno o i loro figli, quanto nel servizio alle persone singole e alla popolazione”.

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Maria, ha concluso l’arcivescovo “vi è compagna nel volo e oltre il volo. Vi è compagna nel vostro soccorrere e supportare, difendere e rassicurare coloro che vi sono affidati; e vi è compagna nel farvi spingere in Alto lo sguardo. Fatelo sempre, nei momenti di difficoltà, timore, turbamento che portano a chiedere l’aiuto della Madre, ma anche nella gioia dello stupore. Capirete che il mandato affidato all’Aeronautica va oltre il cielo, sa di Cielo, perché è un prezioso e inestimabile servizio di solidarietà fraterna, cura attenta e amore fino al sacrificio, per le persone e per la comunità”.

Una storia, quella della vergine lauretana e il mondo dell’aviazione che parte da lontano. Secondo la tradizione, la casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria era costituita da una grotta scavata nella roccia e custodita ancora oggi nella Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, e da una camera in muratura antistante. Si narra che la "Santa Casa" nella quale nacque Maria a Nazareth, conservata nella Basilica della Madonna di Loreto, sia stata trasportata per "mano degli angeli". Questo piccolo santuario biblico, caduto in mano dei musulmani, venne traslato prima a Tarsatto in Dalmazia (1291), poi nella selva di Recanati ed infine a Loreto nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294.

Un evento che ogni anno viene rievocato con la "Festa della Venuta" e con una serie di celebrazioni che si tengono ogni 10 dicembre nelle Marche e in tutta Italia. Nel 1920, poi, il fenomeno dell'aviazione, rimasto per tempo limitato e riservato ad un numero relativamente piccolo di appassionati, conquistati dal fascino del volo umano, ebbe un tragico periodo in quella “inutile strage” che fu la Grande Guerra. Molti aviatori avevano perso la vita e molti avevano rivolto le loro preghiere a Maria. Negli che seguirono il primo conflitto mondiale si attivarono concretamente iniziative per assicurare che questa nuova forma di mobilità e di trasporto avesse un suo celeste patrono. Fu Papa Benedetto XV, accogliendo i desideri dei piloti della prima guerra mondiale, a nominare con il decreto del 24 marzo 1920, la Beata Vergine di Loreto "Patrona degli Aeronauti". La protezione di Maria, pertanto, non si limita al trasporto aereo operato dalle Forze Armate, ma si riferisce ad ogni persona che viaggia e a quanti, nei velivoli stessi o nei servizi di terra, sono responsabili della sicurezza e della tranquillità di coloro che sono trasportati. Una devozione che per tutto l’anno giubilare si è rafforzata con la Peregrinatio Mariae in tutti gli aeroporti italiani.

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Un Giubileo avviato più di un anno fa con l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Alberto Rosso, che nella solennità della Vergine di Loreto ha visto il suo successore, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, ringraziare Papa Francesco, a nome dei 44mila militari e civili, uomini e donne, che prestano servizio nell’Arma aerea.
“Questa per noi è una giornata di rilevante importanza poiché non solo celebriamo la ricorrenza annuale della Santa Vergine di Loreto, ma proprio oggi si conclude il giubileo lauretano che ha rappresentato per noi tutti aeronauti un’occasione di profonde riflessioni in un tempo di difficoltà ed emergenze determinate dalla pandemia che purtroppo ancora non vede una definitiva soluzione” ha affermato il Generale Goretti rinnovando la sua gratitudine al Pontefice per aver esteso il Giubileo per tutto il 2021. “Le sue illuminate parole, la sua guida spirituale, il suo continuo esempio, ci richiamano ad adottare uno stile di vita conforme allo spirito cristiano, ci hanno aiutato nei momenti più bui e ci sostengono nell’adempimento del nostro dovere con rinnovata fiducia verso un futuro più sereno e ricco di speranza – ha aggiunto -. Nel pieno dell’emergenza da Covid 19 tutti noi abbiamo voluto raccogliere il suo invito a ripensare la solidarietà attraverso atti concreti di carità, da militari, da professionisti all'esclusivo servizio delle istituzioni. Abbiamo cercato di sostenere il significato di questo sentimento fondamentale per la pacifica convivenza attraverso una mano tesa verso coloro che spesso sofferenti con i loro occhi chiedevano aiuto – ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare -. Non ci siamo tirati indietro, mai, dal primo giorno. E il dono che abbiamo ricevuto in cambio è stato un grazie semplice, ma dirompente. Anche l’icona della Santa Vergine Maria, madre celeste, ha orientato il nostro sguardo e il nostro pensiero al Bambino, alle sue materne braccia”. Da questo ha preso vita l’iniziativa “Un dono dal cielo” a favore dei bambini e delle loro famiglie che soffrono. “Con orgoglio grazie alla solidarietà e al grande cuore dei nostri uomini e delle nostre donne abbiamo raccolto circa 600mila euro destinati all’acquisto di macchinari medici per gli Ospedali pediatrici Bambino Gesù di Roma, Gaslini di Genova e Santobono-Pausilipon di Napoli. Sono certo che non sarà un gesto estemporaneo, magari evocato dall'emozione del momento, una carità a la carte, come vostra santità ha più volte richiamato, ma un rinnovato percorso verso una vera solidarietà cristiana. Questa giornata rimarrà scolpita nella nostra memoria”.


Il Papa ai militari dell'Aeronautica: per voi “volare alto” significa essere operatori di pace,
servire la pace sia nelle missioni in volo sia nei servizi a terra, sia in patria sia fuori, in zone di conflitto

Sul Giubileo lauretano, che si concluderà a Loreto, alla presenza del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, alla Santa Casa si è soffermato papa Francesco rivolgendosi all’Aeronautica Militare: “Ogni giubileo, secondo l’antica tradizione biblica, ci ricorda che siamo pellegrini in questo mondo: che non siamo “padroni” della terra – e tanto meno del cielo – ma siamo incaricati di coltivare e custodire questo “giardino” nel quale Dio ci ha posti”.

Questo Giubileo, nel centenario della proclamazione della Madonna di Loreto quale «Patrona di tutti gli aeronauti» ci ha ricordato “che Dio ha creato per noi anche il cielo – ha detto il Papa . Contemplare il cielo ci apre agli spazi sconfinati; ci fa sentire piccoli e nello stesso tempo “pensati”, “ricordati” da Colui che ha creato l’universo, una realtà che non finisce mai di stupirci via via che la scopriamo con strumenti di osservazione sempre più potenti. Il cielo ci ricorda che siamo fatti anche per volare, non tanto nel senso materiale, ma soprattutto in quello spirituale” ha proseguito il Pontefice che ha esortato a volare alto: “Non seguite il vostro egoismo che vi porta a chiudervi; apritevi a Dio e agli altri, date spazio alla gratuità, al servizio, alla magnanimità, e la vostra vita prenderà il volo – ha concluso . A voi, in particolare, che siete militari dell’Aeronautica, auguro di dare spazio a questi valori nello svolgimento quotidiano dei vostri compiti, ma prima di tutto nella vostra vita personale, perché ci sia unità tra ciò che siete e ciò che fate. Per voi “volare alto” significa essere operatori di pace, servire la pace sia nelle missioni in volo sia nei servizi a terra, sia in patria sia fuori, in zone di conflitto. La Santa Casa di Loreto ci ricorda che, dovunque siamo, abbiamo una casa che custodisce le nostre radici cristiane; e abbiamo una Madre che veglia su di noi. La casa è la Chiesa e la Madre è Maria. Da lei impariamo soprattutto l’umiltà, che è la via che conduce al Cielo”.

IL VIDEO DELL'INCONTRO NELLA BASILICA VATICANA



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