Un caffè al bar che sta salvando il paese di Castelmarte dallo spopolamento

Il piccolo centro della provincia di Como combatte l'emorragia di giovani anche grazie al progetto realizzato dalla cooperativa Noi genitori di Erba coi ragazzi disabili. Siamo andati a vedere come
December 24, 2025
I rappresentanti della comunità di Castelmarte e della cooperativa Noi genitori di Erba davanti al bar riaperto da poche settimane
I rappresentanti della comunità di Castelmarte e della cooperativa Noi genitori onlus davanti al bar riaperto da poche settimane
L’unione di due forze fragili, entrambe portatrici di bisogni specifici, può produrre una struttura più forte e resiliente capace di rispondere a questi bisogni. In fisica questo fenomeno si chiama entanglement quantistico e avviene quando particelle “deboli” diventano correlate in modo inspiegabile arrivando persino a generare nuove stelle nella galassia. A Castelmarte a questo fenomeno – che, in questo caso, invece si spiega benissimo – hanno dato un nome caldo e rassicurante: Legami. E sta sull’insegna del nuovo bar di questo paese di 1.200 abitanti arrampicato sulle colline della provincia di Como che si protende verso la Valassina e il Triangolo Lariano. Un piccolo balcone immerso nel verde sulle Grigne e sui laghetti della Brianza, fino ai grattacieli di Milano. Proprio la metropoli è diventata una calamita potente che, negli ultimi decenni, ha creato un serio problema di spopolamento. Emorragia che stanno cercando di arginare anche attraverso la riapertura del bar del paese, che va ad aggiungersi al negozio di parrucchiera e alla banca aperta appena qualche ora durante la settimana. E qui entra in gioco la seconda forza fragile di questa storia. Da trent’anni, a Erba, cinque chilometri più in basso, opera la cooperativa Noi genitori onlus che si occupa di persone con disabilità, promuovendone anche l’inserimento lavorativo e l’autonomia personale. Qualche mese fa il presidente Bruno Mazza ha avuto l’intuizione di verificare se fosse possibile offrire agli utenti un nuovo sbocco formativo, restituendo allo stesso tempo uno spazio di socialità alla comunità di Castelmarte, rimasta senza bar e negozio dopo la chiusura della storica Cooperativa fondata nel 1921. È nato così il progetto Legami, ormai operativo da qualche settimana, con un gruppo di utenti della Noi genitori impegnati nei turni al bar e al piccolo negozio di vicinato, aperti dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e il sabato fino alle 18. I locali sono quelli dell’antica cooperativa, rimessi completamente a nuovo, grazie al generoso lavoro del locale Gruppo Alpini, che già da qualche anno collabora con la Cooperativa Noi genitori. Con il nuovo anno, poi, aprirà anche un ristorante-pizzeria.
Una cliente fa la spesa nel negozio attiguo al barAddetti al barAl lavoro
Una cliente fa la spesa nel negozio attiguo al bar
«Tanti parlano di spopolamento, noi lo stiamo vivendo sulla nostra pelle», racconta il sindaco di Castelmarte, Elvio Colombo, fino al 31 dicembre anche presidente della vecchia Cooperativa, che da gennaio sarà assorbita dalla Noi genitori. «La riapertura del bar e del negozio è una bella boccata d’ossigeno per la comunità», prosegue il primo cittadino, mentre, dall’alto della torre che domina le case, indica la sottostante zona industriale. Che ha portato benessere ma anche minacciato di svuotare il paese di tanti giovani, che trovano più comodo abitare in pianura. «Abbiamo lavorato molto per favorire la riapertura del bar e contiamo che la comunità risponda positivamente – conclude il sindaco Colombo -. L’auspicio è che, dall’incontro tra queste due necessità (quella del paese di combattere la desertificazione del territorio e quella della Noi genitori di promuovere l’autonomia dei ragazzi con disabilità) nasca un’alleanza del cuore che porti benefici a tutti».é
A giudicare da questi primi giorni, pare proprio che la novità abbia ridato nuova vita a Castelmarte. Con le signore che vengono al bar per un caffè e ne approfittano per fare anche la spesa. Dietro il bancone trovano, tra gli altri, Diego Vailati, 19 anni, che ha già imparato a fare il caffè e non vede l’ora di servire le pizze. «Inclusione e innovazione sono nel nostro Dna», ricorda Giorgio Colombo, responsabile del servizio di Formazione e autonomia della Noi genitori, che a Erba ha già da cinque anni un avviato biscottificio e un negozio, il Noi genitori factory, inaugurato nel 2022 in uno stabile confiscato alla mafia. «Il servizio – prosegue Colombo – si rivolge a giovani nella fascia d’età tra i 16 e i 35 anni, che sono avviati all’ingresso nel mondo del lavoro, attraverso esperienze come questa di Castelmarte. Siamo aperti da poco, ma abbiamo già assunto un ragazzo per il sabato mattina e, una volta a regime, prevediamo di impiegare una decina di persone, tra bar, negozio e pizzeria. La nostra scommessa – conclude Colombo – è favorire l’autonomia dei nostri utenti, promuovendo allo stesso tempo la rinascita del paese e del territorio circostante».
Una scommessa che è anche una bella sfida, visto che alla Noi genitori si sono messi in testa di aprire dove gli altri sono stati costretti a chiudere. Ma qui si tratta di una «buona causa» e alla Cooperativa sono sicuri che «persone come noi non saranno mai lasciate sole dal paese a sobbarcarsi il rischio imprenditoriale». Un rischio «coraggioso ma consapevole», dunque. In definitiva, insomma, è davvero difficile dire, in questa storia, chi aiuta e chi viene aiutato. Perché tutti – ragazzi con disabilità e paesani – si sentono allo stesso tempo protagonisti e beneficiari di un progetto che, nella semplicità dei piccoli gesti di vita quotidiana, ha la grande ambizione di costruire una comunità aperta, inclusiva e solidale.

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