lunedì 26 giugno 2017
Dal 18 maggio non si hanno più sue notizie. Era stato convocato presso un ufficio statale. Il portavoce vaticano Burke: simili episodi non facilitano cammini di intendimento.
Il vescovo cinese Pietro Shao Zhumin scomparso dal 18 maggio scorso

Il vescovo cinese Pietro Shao Zhumin scomparso dal 18 maggio scorso

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«La Santa Sede segue con grave preoccupazione la situazione personale di monsignor Pietro Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou, forzatamente allontanato dalla sua sede episcopale ormai da tempo». Il Vaticano affida a una nota del direttore della Sala Stampa Greg Burke, la propria preoccupazione, condivisa dalla comunità cattolica diocesana e sai familiari, per la sorte del vescovo cinese di cui «non si hanno notizie né sui motivi del suo allontanamento né sul luogo dov’egli è trattenuto».

La scomparsa risale al 18 maggio scorso, quando si è recato verso sera all’ufficio per gli affari religiosi della provincia di Zhejiang che lo aveva convocato. Il giorno dopo, a quanto hanno riferito l’agenzia stampa cattolica asiatica Ucanews e il sito Eglises d’Asie, avrebbe chiesto che gli venisse recapitato il vino per la Messa. Da allora non è più raggiungibile.

«A riguardo, la Santa Sede – prosegue la nota –, profondamente addolorata per questo e per altri simili episodi che purtroppo non facilitano cammini di intendimento, auspica che monsignor Pietro Shao Zhumin possa ritornare quanto prima in diocesi e che gli sia garantito di svolgere serenamente il proprio ministero episcopale. Siamo tutti invitati a pregare per monsignor Shao Zhumin e per il cammino della Chiesa in Cina».

** aggiornamento del 5 gennaio 2018

Da ieri monsignor Pietro Shao Zhumin è di nuovo un cittadino libero, come informa l’agenzia AsiaNews, dopo essere stato trasferito forzatamente a Xining (Qinghai), quasi 2.500 km di distanza dalla diocesi di Wenzhou. Secondo AsiaNews in questi mesi Pietro Shao Zhumin sarebbe stato sottoposto a forti pressioni da parte delle forze di polizia per indurlo ad aderire all’Associazione patriottica cattolica cinese, senza esito però. La comunità cattolica di Wenzhou – circa 130mila fedeli – da decenni risulta divisa fra cattolici “ufficiali” e “non ufficiali”: più di 80mila appartengono alla comunità non ufficiale. I sacerdoti sono 70, divisi equamente fra i due rami. Monsignor Shao, 54 anni, pur essendo membro della Chiesa sotterranea, è apprezzato anche dalla comunità ufficiale.


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