sabato 11 giugno 2022
Ritrovata all'interno di un manoscritto nell'Archivo Histórico Nacional di Madrid da padre Aleksander Horowski, presidente dell'Istituto storico dei Cappuccini
San Francesco, particolare di dipinto nella Basilica Cattedrale di Novara

San Francesco, particolare di dipinto nella Basilica Cattedrale di Novara - .

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"Voi, o figli degli uomini,

lodate bene il Signore della gloria

sopra tutte le cose,

magnificatelo e molto esaltate!

E glorificatelo nei secoli dei secoli,

affinché sia ogni onore e gloria nelle altezze a Dio,

creatore onnipotente,

e sulla terra sia pace agli uomini di buona volontà!

Assai magnifico è questo Re pacifico,

al di sopra di tutti i re dell'universo intero,

Signore Dio, nostro Creatore, Redentore e Salvatore,

Consigliere e nostro ammirabile Legislatore!"

È questo il testo di una preghiera attribuita a San Francesco d'Assisi che è stata scoperta nell'Archivo Histórico Nacional di Madrid da padre Aleksander Horowski, presidente dell'Istituto storico dei Cappuccini e redattore di "Bibliographia Franciscana".

La preghiera è stata rinvenuta all'interno di un manoscritto in cui è presente una trascrizione del testamento di Santa Chiara: l'inedito, come riferisce oggi il "Corriere dell'Umbria", è stato pubblicato nel periodico "Frate Francesco. Rivista di cultura francescana" (annata 88 dell'anno 2022.

Dopo una dettagliata presentazione e prima dell'edizione del testo originale in latino, seguito dalla traduzione in italiano, il padre francescano Horowski scrive: "Alla luce di questi elementi unitamente ai risultati delle fonti e del lessico dell'Oratio, possiamo considerare questa preghiera - fino alla prova contraria - come un testo di Francesco sufficientemente avvalorato".

La preghiera "è una invocazione al Re pacifico ma anche una esortazione agli uomini di buona volontà a essere operatori di pace",
spiega padre Pietro Messa, preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum,
sottolineando la rilevanza della scoperta, "una notizia importante dal punto di vista religioso e storico".

Il ritrovamento è avvenuto, come spesso accade, in maniera imprevista, mentre nell'Archivio madrileno padre Aleksander Horowski stava studiando il manoscritto in cui è presente una trascrizione del testamento di Santa Chiara: analizzando il codice, infatti, il presidente dell'Istituto storico dei Cappuccini si è accorto che conteneva anche un altro testo al quale gli esperti che se
ne erano interessati in precedenza non avevano assegnato reale importanza.

Ebbene, ai fogli 286rb-287ra il codice riporta una preghiera latina, che la rubrica - vergata dallo stesso scriba che ne riproduce il testo
- introduce con queste parole: "Oratio composita a beato Francisco". Una preghiera composta da San Francesco (nel Medioevo i termini santo e beato erano intercambiabili).

Il manoscritto composto da 359 fogli dalle dimensioni interne di 220×165 mm, si compone di due parti cartacee, la prima stampata, la
seconda manoscritta; quest'ultima, tuttavia, è stata pensata a completamento della prima, come si deduce dal fatto che l'amanuense predispose la numerazione progressiva delle singole carte con numeri romani nonché dal contenuto stesso dell'intero volume.

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