domenica 18 marzo 2018
L’avvio dei lavori della Riunione a cui sono attesi in 300. Giorni di studio e riflessione per arrivare a redigere un documento condiviso
Il Papa con i giovani (Ansa)

Il Papa con i giovani (Ansa)

COMMENTA E CONDIVIDI

Papa Francesco ha aperto la riunione pre-sinodale dei giovani al Pontificio Collegio internazionale Maria Mater Ecclesiae.
Trecento giovani sono arrivati in Vaticano dai cinque continenti in vista del Sinodo dei vescovi di ottobre che sarà dedicato proprio alle nuove generazioni. IL TESTO DEL DISCORSO

«La Chiesa vuole ascoltare i giovani»

«Tu cosa cerchi nella tua vita? Dillo, ci farà bene ascoltarti». Così papa Francesco si è rivolto ai giovani di tutto il mondo che partecipano da oggi al "presinodo". «Non esiste - ha spiegato - la gioventù, esistono i giovani con le loro storie, che la Chiesa vuole ascoltare». Secondo Francesco, «troppo spesso si parla di giovani senza interpellarvi. Anche le migliori analisi sul mondo giovanile, pur essendo utili, non sostituiscono la necessità dell'incontro faccia a faccia». «Qualcuno - ha aggiunto - pensa che sarebbe più facile tenervi "a distanza di sicurezza", così da non farsi provocare da voi. Ma i giovani oggi ci chiedono vicinanza. E non basta scambiarsi qualche messaggino o condividere foto simpatiche. I giovani vanno presi sul serio! Mi sembra che siamo circondati da una cultura che, se da una parte idolatra la giovinezza cercando di non farla passare mai, dall'altra esclude tanti giovani dall'essere protagonisti». «Spesso - ha scandito Francesco - siete emarginati dalla vita pubblica e vi trovate a mendicare occupazioni che non vi garantiscono un domani. Troppo spesso siete lasciati soli».

Papa Francesco ha sottolineato il dolore che purtroppo sembra ferire le giovani generazioni che si sentono troppo spesso senza futuro. «In Italia - ha detto - le statistiche sulla disoccupazione giovanile segnalano un tasso del 35 per cento, in un paese confinante i dati sono analoghi. Ma i numeri sui suicidi giovanili non li sappiamo: le statistiche sui suicidi giovanili sono tutte truccate».

La disoccupazione giovanile «è un peccato sociale»

La mancanza di lavoro per i giovani «è un peccato sociale, la società è responsabile di questo» ha scandito il Papa. Aggiungendo a braccio: «Cosa fa un giovane senza lavoro? Si suicida, fa il ribelle, o prende l'aereo e va in una città che non voglio nominare e si arruola all'Isis o in un altro di questi movimenti guerriglieri, almeno ha senso vivere e avrà uno stipendio mensile». Francesco poi ha rassicurato: «Siatene certi: Dio ha fiducia in voi, vi ama e vi chiama. E da parte sua non verrà meno, perché è fedele e crede davvero in voi. Vi rivolge la domanda che un giorno fece ai primi discepoli: "Che cosa cercate?" (Gv 1,38). Vi invita a condividere la ricerca della vita con Lui, a camminare insieme». «Noi, come Chiesa - ha proseguito - desideriamo fare lo stesso, perché non possiamo che condividere con entusiasmo la ricerca della vera gioia di ciascuno; e non possiamo tenere solo per noi Chi ci ha cambiato la vita: Gesù. I vostri coetanei e i vostri amici, anche senza saperlo, aspettano Lui e il suo annuncio di salvezza».

Verso il Sinodo: «Faccia tosta! Siate coraggiosi e dite»

«I giovani non sono il Premio Nobel alla prudenza». Papa Francesco, con una battuta, ha parlato del coraggio dei giovani e li ha esortati a proseguire precisando però che «una cosa è la prudenza, che è una virtù, un'altra invece è la paura». «Quante volte trovo comunità cristiane, anche di giovani, vecchie. Sono invecchiate perché hanno paura di uscire lì dove si gioca il futuro». «Perciò - ha aggiunto - abbiamo bisogno di voi giovani, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro. E voi ci provocate a uscire dalla logica del "si è sempre fatto così", un veleno dolce che tranquillizza, che anestetizza, per restare in modo creativo nel solco dell'autentica Tradizione». Poi Francesco ha invitato i giovani a lasciare «la vergogna dietro la porta» per «parlare con coraggio e ascoltare con umiltà» nel corso di questa riunione presinodale. «L'ho detto e lo ripeto: faccia tosta! Vi esorto: siate coraggiosi, dite tutto quello che vi viene in bocca. Se sbagli, un altro ti correggerà», è stata l'esortazione del Papa ai giovani riuniti.

Il Papa cita alcune mail del questionario pre-Sinodo

«Il prossimo Sinodo - ha spiegato il Papa - sarà anche un appello rivolto alla Chiesa, perché riscopra un rinnovato dinamismo giovanile». Francesco ha poi rivelato di aver potuto leggere «alcune e-mail del questionario messo in rete dalla Segreteria del Sinodo». «Mi ha colpito - ha confidato - l'appello lanciato da diversi giovani, che chiedono agli adulti di stare loro vicinie di aiutarli nelle scelte importanti. Una ragazza ha osservato che ai giovani mancano punti di riferimento e che nessuno li sprona ad attivare le risorse che hanno. Poi, accanto agli aspetti positivi del mondo giovanile, ha sottolineato i pericoli, tra cui l'alcool, la droga, una sessualità vissuta in maniera consumistica. E ha concluso quasi con un grido: "Aiutate il nostro mondo giovanile che va sempre più a rotoli"». «Non so - ha commentato il Papa - se il mondo giovanile vada sempre più a rotoli. Ma sento che il grido di questa ragazza è sincero e richiede attenzione. Anche nella Chiesa dobbiamo imparare nuove modalità di presenza e di vicinanza».

«Lottate contro il crimine della prostituzione»

Il Papa ha poi dialogato con i giovani. Rispondendo alla domanda di una giovane nigeriana sottratto allo sfruttamento, Francesco ha pronunciato parole pesantissime sulla prostituzione. «La tratta è un crimine contro l'umanità. Ma anche servirsi di queste ragazze è criminale» ha detto. «È una mentalità malata, quella che porta a sfruttare la donna. Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti. Ma il problema è grave, grave grave. Vorrei che voi i giovani lottaste per questo. Se un giovane ha questa abitudine la tagli. Chi fa questo è un criminale. Questo non è fare l'amore, è torturare una donna, è criminale».


Blessing Okoedion: la giovane nigeriana che ha fatto a papa Francesco la domanda sulla tratta degli esseri umani

«L'educazione non deve sovraproteggere»

«Con i giovani mai spaventarsi. Piuttosto chiedersi: con quel tatuaggio cosa vuole dirci?». Papa Francesco ha risposto così alla domanda di un giovane seminarista ucraino preoccupato per la diffusione della moda dei tatuaggi tra i suoi coetanei. «La vera protezione - ha aggiunto più avanti Francesco - non si fa impedendo qualcosa. Questo è castrare». Bisogna piuttosto educare alla libertà, in famiglia e nei seminari. «Abbiamo tanti zitelli costretti dalla dipendenza. Preferisco che un giovane perda la vocazione piuttosto che sia un religioso malato. Quando leggiamo casi di abusi, chiediamoci: quanti di questi sono stati malati, non sono stati educati nell'affettività. L'educazione non deve sovraproteggere: si diventa psicologicamente immaturi».

Tra i partecipanti anche due ospiti del Ceis

Tra i 300 partecipanti, giovani delegati da tutte le conferenze episcopali del mondo, seminaristi e novizi, rappresentanti di associazioni e movimenti, studenti di scuole e università cattoliche, del mondo della cultura, del volontariato, della politica e dello sport, ma anche giovani di altre confessioni cristiane e religioni, diversamente abili o che hanno vissuto il dramma del carcere, della tratta e della tossicodipendenza, ci sono anche un ragazzo e una ragazza, italiani, ospiti del Ceis. Portano, nell’incontro ospitato dal collegio Maria Mater Ecclesiae di Roma, l’esperienza di tanti coetanei che hanno deciso di cambiare vita abbandonando le dipendenze e iniziando un cammino di rinascita.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: