Il Nuovo Testamento commentato dagli ebrei

L’opera, finora unica nel suo genere, esce in questi giorni in lingua tedesca dopo la versione originale inglese. Nei giorni scorsi alla Gregoriana l'intervento di uno dei due curatori e ideatori
November 15, 2021
Il Nuovo Testamento commentato dagli ebrei
Pontificia Università Gregoriana | Un momento dell'incontro alla Gregoriana il 10 novembre 2021
Nella sua versione originale in lingua inglese si intitola Jewish Annotated New Testament, ed è un’opera finora unica nel suo genere. Pubblicata nel 2011 dalla Oxford University Press e aggiornata con una seconda edizione nel 2017 , come dice il suo nome si tratta dell’intero Nuovo Testamento commentato da ottanta studiosi ebrei, cattedratici in gran parte in università statunitensi, tra cui figura anche Jacob Neusner, purtroppo deceduto nel frattempo, nel 2016, divenuto noto ai non addetti ai lavori per il suo dialogo a distanza con Joseph Ratzinger-Benedetto XVI in seguito al suo libro Un rabbino parla con Gesù.
Il volume di circa 900 pagine presenta note al testo, ma anche saggi introduttivi ai singoli Vangeli, gli Atti, alle Lettere, all’Apocalisse, più approfondimenti in appendice sul contesto della vita di Gesù e dei suoi discepoli. L’opera fu pensata dai suoi due curatori – Marc Zvi Brettler, docente di Studi giudaici alla Brandeis University, e Amy-Jill Levine, docente di Nuovo Testamento e Studi giudaici alla Venderbildt University – come strumento rivolto sia ad ebrei che cristiani. «Il Nuovo Testamento è parte della storia ebraica e vogliamo che gli ebrei ne siano consapevoli: Gesù era ebreo, Paolo era ebreo, le varie Maria erano tutte ebree» ha detto Amy-Jill Levine, «ma vogliamo anche che i lettori cristiani siano consci del contesto in cui il loro movimento ha preso forma».
L’opera è stata presentato anche in Italia, alla Pontificia Università Gregoriana, nel marzo 2019, e alle sue valenze per l’esegesi ha dedicato un saggio sulla rivista Gregorianum, il n.3 del 2020, il gesuita e docente di teologia biblica Pino di Luccio. Ma di essa si è tornato a parlare in questi giorni perché è uscita in Germania la versione tedesca, Das Neue Testament – jüdisch erklärt, pubblicata dalla Società Biblica Tedesca, con il finanziamento della Chiesa evangelica e di quattro istituzioni cristiano-ebraiche. Si tratta sostanzialmente di una traduzione ma con l’aggiunta di alcuni saggi di studiosi di lingua tedesca, pensata come contributo a un anniversario, i 1.700 anni di presenza ebraica in Germania. Inoltre l’opera è stata ricordata mercoledì 10 novembre, sempre alla Gregoriana, nel corso della ventesima Brenninkmeijer-Werhahn Lecture, iniziativa nell’ambito del ventesimo anniversario del Centro “Cardinal Bea” per gli studi giudaici, una conferenza a cui hanno preso parte tra gli altri il gesuita di Luccio e proprio Amy-Jill Levine e che è possibile rivedere qui:

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