sabato 19 maggio 2012

Oggi Benedetto XVI ha ricevuto le delegazioni di tre grandi realtà ecclesiali: del Movimento dei cristiani lavoratori (Mcl), del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) e della Federazione di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv). Realtà, da anni, impegnate nel costruire una società a misura d’uomo, fondata sui valori cristiani. L’udienza dal Papa ha avuto luogo alle 12 in Aula Paolo VI, dopo la celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Cei nella Basilica di San Pietro.L’occasione è stata l’anniversario di fondazione che ricorre per tutte e tre: l’Mcl è impegnato da 40 anni sul fronte dell’occupazione e al servizio dei lavoratori cristiani; il Meic, attivo da 80 anni nella formazione culturale delle nuove generazioni; il Focsiv, da 40 anni, promuove la cooperazione con le popolazioni dei Sud del mondo e contribuisce alla lotta contro ogni forma di povertà e di esclusione.COSTALLI (MCL): CHIAMATI A FORMARE UNA SOCIETA' SECONDO GIUSTIZIA E VERITA'Dall’incoraggiamento di Paolo VI, il Papa della fondazione, alle battaglie per la vita e la famiglia, combattute nel solco del Magistero di Giovanni Paolo II, alla costruzione di una società «secondo verità e giustizia» come quella indicata dalla Caritas in veritate. Quando, questa mattina in Aula Paolo VI, Carlo Costalli incontrerà Benedetto XVI, vedrà scorrere su migliaia di volti amici i ricordi di quattro decenni di impegno ecclesiale e sociale. Il Papa incontrerà infatti in udienza i dirigenti e gli associati del Movimento cristiano lavoratori in occasione del quarantesimo anniversario dalla fondazione.Un giro di boa celebrato da numerose iniziative, come la costruzione di nuovi alloggi per le giovani coppie cristiane a Gerusalemme: non a caso, a fianco del presidente del Mcl, oggi ci sarà anche monsignor Fouad Twal, vescovo della città santa e testimone, insieme ad altri presuli stranieri come l’arcivescovo di Bucarest Ioan Robu e il vescovo di Chisinau, Anton Cosa, dell’impegno internazionale del Mcl. Nel pomeriggio, in San Pietro, i vescovi vicini al Mcl e gli assistenti diocesani del movimento concelebreranno con il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, la Messa per il quarantesimo.«La nostra storia – spiega il presidente Costalli – è quella di un’organizzazione ecclesiale caratterizzata da un’assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa. Abbiamo attraversato, e stiamo ancora attraversando un tempo di relativismi e di disorientamento seguendo una rotta sicura, che ci ha permesso di superare i momenti più “caldi” della storia recente, dal terrorismo alla crisi, dagli assalti alla famiglia cristiana a quelli contro la vita nascente e morente».Costalli rievoca il particolare affetto dimostrato da Paolo VI e il legame solidissimo con Giovanni Paolo II che compì una storica visita alla vecchia sede nazionale del movimento, nel 1983. «L’incontro con Benedetto XVI è un appuntamento speciale – ci dice – anche perché si tiene a poche settimane dall’avvio dell’Anno della fede: il Papa chiama i laici a una particolare responsabilità e noi vogliamo fargli sentire tutto il nostro entusiasmo». Il Mcl è stata una delle organizzazioni più attive in occasione del Family day del 2007 e, attraverso il Forum delle associazioni e delle persone del mondo del lavoro, uno dei promotori dell’aggregazione di Todi con cui i cattolici rispondono all’invito di Benedetto XVI a formare una «nuova generazione» di laici cristiani impegnati in politica. Paolo VianaCIROTTO (MEIC): NONOSTANTE I TEMPI DI CRISI TESTIMONIAMO LA SPERANZAIl Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) viene oggi ricevuto in udienza da Benedetto XVI per «accogliere le parole del Papa» e «celebrare con lui gli 80 anni della nostra storia e condividere insieme le proposte per il nostro imminente futuro». Lo dice ad Avvenire il professor Carlo Cirotto, che presiede l’associazione dal 2009 quando è subentrato all’attuale ministro della salute Renato Balduzzi. «Al Congresso della Fuci del 1932 a Cagliari – ricorda Cirotto – si decise di dar vita al Movimento laureati di Azione cattolica, che dopo il Concilio Vaticano II ha cambiato nome diventando Meic». L’udienza di stamani sarà preceduta da una celebrazione eucaristica presieduta nella Basilica di San Pietro in Vaticano dal vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.Professore, come vi siete preparati a questa udienza?In diversi modi. Non c’è stata nessuna iniziativa particolare, ma abbiamo dato un taglio speciale alle nostre attività che siamo soliti fare ogni anno. Un tono improntato al ricordo sia nell’assemblea del 2011, sia nella settimana di spiritualità che abbiamo trascorso a fine aprile all’eremo di Lecceto di Marmantile. Un taglio che verrà adottato anche nel Convegno nazionale dei presidenti in corso al Centro "Mondo Migliore" di Rocca di Papa in questi giorni e nella tradizionale settimana teologica di Camaldoli di agosto. Quella di oggi è una occasione davvero molto preziosa e in vista della quale la risposta del Meic è stata ricolma di entusiasmo.Qual è il tema che state approfondendo in questi giorni a Rocca di Papa?«Il nostro impegno: testimoniare la speranza». Crediamo sia veramente necessario darsi da fare per cercare di ridare un po’ di speranza in questo momento particolarmente difficile e critico sotto tutti i punti di vista.Come si fa a suscitare speranza, specialmente tra i giovani?Questa è la grande domanda. Questo è il problema che ci poniamo tutti i giorni. Se avessimo una risposta chiara, concisa e precisa, il problema sarebbe già mezzo risolto... Il fatto è che soprattutto le ultime generazioni vivono una situazione particolarmente critica, riguardo la famiglia, il lavoro, i rapporti sociali e anche quelli affettivi.Cosa può offrire la Chiesa?Il cristianesimo è andato sempre avanti offrendo una prospettiva sul modo con cui vivere ogni giorno la vita, nonostante tutte le difficoltà, con l’impegno di migliorare la situazione laddove sia possibile farlo. Certo, ricette precise non ce ne sono, perché la crisi è piuttosto generalizzata, è strutturale.Nel suo ambito il Meic come cerca di affrontare questa crisi?Problematizzandola, cercando di capire i fondamenti sociali e soprattutto antropologici di questa crisi e facendo delle proposte che sono le proposte cristiane e che per natura loro trascendono le situazioni concrete. Per cui sono proposte che possono essere di aiuto in una diversità enorme di situazioni critiche. Gianni CardinaleCATTAI (FOCSIV): CON 800 VOLONTARI IN 80 PAESI «PER COSTRUIRE LA VERITA'»I quarant’anni della Focsiv offerti al Papa, anche per ringraziarlo del dono che Benedetto XVI ha fatto al mondo della cooperazione con l’enciclica Caritas in veritate. Gianfranco Cattai, presidente della Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontariato (Focsiv, appunto), riepiloga così i motivi dell’incontro di questa mattina con il Pontefice (insieme a Miei e Mcl), proprio nel giorno in cui l’organizzazione che raggruppa 65 Ong con 800 volontari in 80 Paesi del Sud del mondo compie il suo 40° compleanno (la Federazione infatti fu fondata il 19 maggio 1972). «Quarant’anni fa la nostra Federazione si costituiva anche come risposta all’enciclica Populorum Progressio di Paolo VI – ricorda Cattai, che ha 62 anni ed è presidente dal dicembre 2009 –. Quarant’anni dopo intendiamo rinnovare il nostro impegno al servizio dei popoli e degli ultimi nel mondo, sapendo di poter contare sull’enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate come su una vera bussola».Qual è il bilancio di questi quattro decenni?Nei Paesi in cui operiamo abbiamo aperto laboratori di fraternità. E la fraternità va oltre la solidarietà, perché a differenza di quest’ultima che è a senso unico (l’aiutante verso l’aiutato), implica la reciprocità. In sostanza non ci siamo limitati a costruire il pozzo, ma abbiamo sperimentato sul campo, con l’aiuto delle popolazioni locali, un sistema di economia e di sviluppo sostenibili.Quindi, oltre a dare, si è anche ricevuto?Sì. Per esempio abbiamo imparato la creatività del fare con poco. Nel Sud del mondo la gente è capace di inventare soluzioni per i problemi con pochissimo denaro. E questa è una grandissima lezione per una società come la nostra che basa tutto sull’uso dei soldi. Faccio un esempio: noi parliamo tanto di microcredito. Ma tale pratica è ancestrale nei villaggi africani, dove molti usano a turno le poche risorse disponibili. Tempo fa mi è capitato di mettere in contatto il sindaco di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, con quello di Torino (all’epoca Castellani). E quando quest’ultimo gli ha chiesto che cosa poteva fare per lui, si è sentito rispondere che il collega africano avrebbe gradito il dono di una scorta di palloni da calcio. Ma non era una richiesta eccentrica, poiché faceva parte di una strategia per costituire in una città da un milione e mezzo di abitanti diverse società sportive che diventassero presidio del territorio.Come giudica il momento della cooperazione in Italia?Purtroppo siamo nuovamente all’anno zero. Come le risorse in bilancio per quest’anno e forse anche per il prossimo. La speranza è legata all’iniziativa del ministro Andrea Riccardi di un Forum nazionale della cooperazione per il mese di settembre. Non è solo una questione di soldi, ma di una qualità complessiva delle relazioni tra Nord e Sud del mondo.L’udienza odierna può dare un nuovo slancio?Sicuramente. Ci attendiamo che il Papa riprenda gli insegnamenti contenuti nella Caritas in veritate e nei suoi discorsi del recente viaggio in Africa, che sono vere pietre miliari per chi fa cooperazione. Mimmo Muolo

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