mercoledì 9 maggio 2018
Il vescovo di Fiesole: si vive la spiritualità di comunione, il Papa trova una Chiesa che lo segue in modo convinto
Il vescovo di Fiesole, Mario Meini (Siciliani)

Il vescovo di Fiesole, Mario Meini (Siciliani)

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«Faremo sentire a Francesco che c’è una Chiesa che è con lui e lo sostiene, con convinzione». Monsignor Mario Meini è vescovo di Fiesole, oltre che vicepresidente della Cei per l’Italia centrale. E Loppiano è nel territorio della sua diocesi. «Di più, ne è proprio al centro».

Quale significato ha Loppiano nella sua diocesi?

Loppiano esiste dagli anni Cinquanta. È un luogo dove la spiritualità di comunione si insegna, si vive e si pratica. Con Fiesole la collaborazione è strettissima. Tra l’altro si trova proprio al centro geografico della diocesi. Noi svolgiamo tantissime attività a Loppiano. La prossima è il pellegrinaggio dei bambini della prima Comunione il 13 maggio. Ma proprio lì teniamo le nostre convocazioni sinodali; le due settimane teologiche, a settembre e dopo l’Epifania; e tante altre iniziative.

Siete di casa...

Sono loro a farci sentire a casa nostra con un’accoglienza fatta di mille attenzioni. E noi ne “approfittiamo”. Siamo ospiti nei loro ambienti, molti studiano all’Università Sophia i cui docenti si rendono disponibili per le attività diocesane. La comunione è piena e i sacerdoti dei Focolari gestiscono due parrocchie.

Lei si è fatto un’idea della decisione di Francesco di venire a Loppiano? Sarà solo un omaggio a Chiara Lubich o qualcosa di più?

Bisognerebbe domandarlo al Papa!

Ma lei che cosa si aspetta da questo viaggio?

Spero ci sia un incoraggiamento deciso alla spiritualità di comunione e al dialogo; che insista, come ha già fatto, sull’economia di comunione e inviti ancor più alla ricerca.

Appunto. Loppiano è luogo di fede e di dialogo, ma anche dove si studiano e sperimentano alternative all’economia predatoria, quella che produce – per usare un’espressione cara a Francesco – tanti 'scarti'.

So bene come si vive a Loppiano, con quale serena sobrietà, dando uno splendido esempio. Ma vorrei ricordare il Polo Bonfanti e la capacità di dar vita, facendole dialogare, a piccole imprese fondate sull’economia di comunione.

Lo sa che c’è chi sorride e parla di utopia?

Questa parola non mi piace, è sbagliata. La parola giusta è speranza. Una speranza da sostenere.

Come darà il suo benvenuto al Papa?

Sono altri che è bene parlino. Quanto a me, confido che in un momento di tante contestazioni Francesco colga la presenza di una Chiesa che è con lui e lo sostiene, in ciò che fa e dice, in tutta la sua attività che definirei grandiosa. Dovremo farglielo sentire, questo nostro affetto. Un modo concreto è fare quello che ci chiede. Al Convegno ecclesiale di Firenze ci invità a tenere come faro la sua Evangelii gaudium, con un metodo sinodale. Era novembre e già a gennaio eravamo proprio a Loppiano per una prima convocazione sinodale, replicata poi ogni estate.

Una curiosità: chi viene da fuori non può non notare come Fiesole... 'controlli' Firenze dall’alto. Lo sa che due diocesi così a braccetto suscitano stupore?

Nessun 'controllo', per carità, semmai collaborazione. E poi le cose sono meno complicate e assai più semplici.

Lo dica: forse non tutti sanno che...

La diocesi di Fiesole ha origini che risalgono al primo secolo. Ma il suo vero centro è il Valdarno.

Dove sorge Loppiano?

Sì. Fiesole si sviluppa nel Chianti e nell’Alto Casentino. Il Vicariato di Fiesole è chiamato 'l’isola' proprio perché periferico. Un altro cuore mi piace pensarlo nel Monastero benedettino di Rosano, nei pressi di Rignano, con le sue 50 monache

Intanto il Papa procede con queste accoppiate: prima Bozzolo e Barbiana, poi Alessano e Molfetta, infine Nomadelfia e Loppiano. Qual è il piano di Bergoglio?

Anche questo andrebbe chiesto a lui.

Non dica che non se ne è fatto un’idea...

Semplicemente, questi viaggi rapidi e intensi denotano la sua grande attenzione a realtà di popolo, dove sacerdoti o laici si sono presi cura della gente, spiritualmente e materialmente, oltre ogni steccato.

Un viaggio alle 'periferie' della Chiesa italiana, forse. Se il Papa le chiedesse qualche idea per le prossime tappe?

L’Italia è grande e la Chiesa italiana ricchissima di esperienze significative, magari meno note di quelle finora visitate. Restando solo alla diocesi di Fiesole, penso alla Fraternità di Romena, nel Casentino, o la Cittadella della pace a Rondine. Il Papa avrebbe solo l’imbarazzo della scelta.

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