martedì 17 luglio 2018
Fu l'unico sacerdote trucidato durante l'eccidio a Roma. La sua figura fu interpretata da Aldo Fabrizi nel film di Roberto Rossellini "Roma città aperta"
Fosse Ardeatine, don Pietro Pappapagallo è Giusto tra le nazioni
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La consegna del titolo di Giusto avverrà nella sua Terlizzi

Don Pietro Pappagallo (1888-1944), il sacerdote della diocesi di Roma di origini pugliesi trucidato nel 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, è stato dichiarato Giusto tra le nazioni, riconoscimento assegnato a personalità che si cono contraddistinte nell’aiutare il popolo ebraico durante la Shoah. Lo annuncia la comunità ebraica di Roma. Il prete entra dunque nella lista degli oltre 400 italiani onorati con il titolo di Giusto tra le nazioni i cui nomi sono stati posti sul muro dello Yad Vashem, il mausoleo del ricordo a Gerusalemme.

Tra gli italiani che sono stati fregiati del titolo ci sono anche Giorgio Perlasca, Gino Bartali e recentemente (nel 2017) l’arcivescovo di Genova, il cardinale gesuita Pietro Boetto. Don Pietro Pappagallo fu imprigionato nel famigerato luogo di detenzione di via Tasso e fu soprattutto l’unico sacerdote ucciso durante l’eccidio delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944. I parenti di don Pietro riceveranno una medaglia e una pergamena dallo Stato d’Israele, tramite l’ambasciatore Ofer Sachs in Italia, nel corso di una cerimonia che si svolgerà probabilmente in autunno nella città natale del sacerdote, Terlizzi (Bari). Un personaggio diventato leggendario e patrimonio della memoria collettiva – come rievoca L’Osservatore Romano in un ampio articolo a firma di Silvia Guidi (in cui vengono documentati i salvataggi di tanti ebrei, ma anche di protestanti e cattolici da parte di don Pietro) – per essere stato raccontato con il volto inconfondibile dell’attore Aldo Fabrizi nel film di Roberto Rossellini Roma città aperta (1945). Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000 ha incluso don Pietro Pappagallo tra i martiri della Chiesa del XX secolo.

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