sabato 9 ottobre 2021
Possono essere tre gli itinerari di comunione che si vivono nelle diocesi della Penisola: il processo sinodale del Sinodo dei vescovi, il cammino sinodale nazionale e i Sinodi diocesani
Il Sinodo nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro: la convocazione del 2018

Il Sinodo nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro: la convocazione del 2018 - Foto diocesi di Arezzo

COMMENTA E CONDIVIDI

Il processo sinodale del Sinodo dei vescovi; il cammino sinodale della Chiesa italiana; i Sinodi diocesani. Possono essere tre gli itinerari di comunione che si intrecciano nelle diocesi della Penisola. Ecco che cosa succede.

1. Il Sinodo dei vescovi parte dal basso, dalle diocesi

Il Papa apre domenica 10 ottobre il processo sinodale del Sinodo dei vescovi sul tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, mentre domenica 17 ottobre l’apertura avverrà in ogni diocesi del mondo da parte dei rispettivi vescovi. Con la riforma voluta da Francesco, il Sinodo dei vescovi non si limiterà a essere soltanto un’assemblea di pastori, come è accaduto finora, ma sarà a fasi. La prima fase è quella che coinvolgerà le Chiese locali di tutto il pianeta e che durerà fino al prossimo aprile: sarà la «consultazione del popolo di Dio». La seconda fase è continentale e attraverso le Conferenze episcopali recepirà gli spunti emersi dal basso. L’ultima è l’incontro dei vescovi in Vaticano previsto per l’ottobre 2023.

2. Il cammino sinodale in Italia

Nella Chiesa italiana è iniziato a maggio il cammino sinodale nazionale sollecitato dal Papa e messo a punto dalla Cei. Durerà fino al 2025. A fare da filo conduttore il tema “Annunciare il Vangelo in un tempo di rigenerazione”. L’itinerario avrà al centro un «trinomio»: Vangelo, fraternità, mondo. La prima tappa (2021-22), “dal basso”, si integrerà con la prima fase del processo sinodale del Sinodo dei vescovi e vedrà protagoniste diocesi, parrocchie, associazioni, famiglie religiose. La seconda tappa (2023-24) sarà sapienziale per recepire gli input e impegnerà soprattutto i vescovi, gli operatori pastorali, le Conferenze episcopali regionali, ma anche le facoltà e gli istituti teologici, l’Università Cattolica e la Lumsa, le realtà culturali presenti nel Paese. La terza e ultima tappa (2025) avrà come orizzonte il Giubileo del 2025 quando potrebbe tenersi una grande assemblea nazionale.

3. I Sinodi nelle diocesi

Accanto ai cammini sinodali numerose diocesi sono impegnate nel Sinodo diocesano, mentre altre lo hanno concluso da poco. Convocato dal vescovo, raduna preti, religiosi, consacrate e laici per «prestare aiuto al vescovo in ordine al bene di tutta la comunità diocesana», spiega il Codice di diritto canonico. Il Sinodo è, in questo modo, «contestualmente e inseparabilmente atto di governo episcopale ed evento di comunione». I sinodali, ossia coloro che prendono parte al Sinodo, sono chiamati a formulare il loro parere o “voto” sulle questioni proposte dal vescovo, in particolare di ordine pastorale.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: