Il Papa commosso con i familiari delle vittime di Crans Montana: «Signore, perché?»

di Agnese Palmucci, Roma
«Le mie parole limitate e impotenti davanti al vostro dolore», ha detto Leone XIV, incontrando oggi in udienza le famiglie di alcuni giovani morti nell'incendio di Capodanno, nel comune svizzero. «Ma Dio non è lontano da ciò che state vivendo».
January 15, 2026
Il Papa commosso con i familiari delle vittime di Crans Montana: «Signore, perché?»
Papa Leone XIV con le famiglie di alcune vittime della strage di Crans Montana, 15 gennaio 2026 - (ANSA)
«Uno si domanda tante volte: “Perché, Signore?”». Non ha finto di poter dare risposte al dolore indicibile, papa Leone XIV. «Non posso spiegarvi, fratelli e sorelle, perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova», ha detto ai familiari dei sei ragazzi italiani morti nel rogo di Capodanno a Crans Montana, incontrandoli stamattina in udienza in Vaticano. La voce del pontefice è calda, le parole pronunciate lentamente, davanti alle mamme, ai papà, ai fratelli, ai nonni avvolti nella sofferenza per i giovani che hanno perso la vita in Svizzera. «Dico molto sinceramente che sono molto commosso nell’incontrarvi - ha proseguito Prevost -. Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: “Sì, troveremo il tempo”». Voleva avere «l’opportunità di condividere un momento» come quello, che per molte famiglie, «in mezzo a tanto dolore e sofferenza», è «veramente una prova della nostra fede». 
Il Papa ha assicurato la sua partecipazione nel lutto, anche se, ha sottolineato «l’affetto e le parole umane di compassione» oggi «sembrano molto limitate e impotenti». Questo perché, ha voluto ricordare, «una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza», oppure ancora «si trova ricoverata in ospedale», con «il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo». Tutto ciò proprio «in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità» per il nuovo anno, nel comune montano come in ogni parte del mondo.
Papa Leone XIV con i familiari delle vittime italiane del rogo a Crans Montana, 15 gennaio 2026 - (Vatican Media)
Papa Leone XIV con i familiari delle vittime italiane del rogo a Crans Montana, 15 gennaio 2026 - (Vatican Media)
«E cosa dire allora in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, - si è domandato il Pontefice - un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza?». L’unica parola «adeguata», davanti agli sguardi di tanti genitori,  ha continuato, è «quella del Figlio di Dio sulla croce,  a cui siete così vicini oggi, che dal profondo del suo abbandono e del suo dolore gridò al Padre: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”». Il Padre, però, conosce le risposte da dare e non lascia le suppliche del Figlio inascoltate: «si fa attendere tre giorni, nel silenzio», ma poi «che risposta! Gesù risorge glorioso». Se da un lato c’è l’impotenza, infatti, ha proseguito Prevost, dall’altra parte  «il Successore di Pietro» oggi può affermare «con forza e convinzione» che «la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto! La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza».
Nulla, neppure un dolore immenso o la morte stessa, «potrà mai separarvi dall’amore di Cristo», ha ribadito ancora il Papa, «così come i vostri cari che soffrono o che avete perso».  Poi ha esortato le famiglie presenti, e quelle di tutte le 40 persone morte, e dei 116 feriti nell'incendio del locale Le Constellation, ad aggrapparsi alla fede «che abita in noi, illumina i momenti più bui e più dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta». Gesù, ha continuato, «ci precede su questo cammino di morte e risurrezione che richiede pazienza e perseveranza». Occorre proseguire, adesso, con la certezza «della sua vicinanza e della sua tenerezza», perché, ha detto ancora, «Egli non è lontano da ciò che state vivendo» ma «lo condivide e lo porta con voi». Alla certezza dell’amore di Dio, Prevost ha chiesto ai presenti di non dubitare mai neppure della «preghiera di tutta la Chiesa» e di quella del Pontefice. 
Il Papa mentre riceve in Vaticano i familiari dei ragazzi deceduti a Crans-Montana, 15 gennaio 2026 - (Vatican Media) 
Il Papa mentre riceve in Vaticano i familiari dei ragazzi deceduti a Crans-Montana, 15 gennaio 2026 - (Vatican Media) 
Leone XIV, prima di concludere, ha paragonato il cuore «trafitto» dal dolore di chi piange i giovani morti, a quello di Maria ai piedi della Croce. «Maria Addolorata vi è vicina in questi giorni, ed è a lei che vi affido. - ha detto prima di chiedere a tutti di vivere insieme un momento di preghiera e raccoglimento - Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno che forse solo Maria saprà dare e certamente potrà darvi». Come la Vergine, ha esortato, «saprete attendere con pazienza, nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede», che «un nuovo giorno sorga» e «ritroverete la gioia».

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