Giubileo, don Di Noto chiude la Porta Santa nel web

Dopo dodici mesi di presenza sui social, oltre un milione di utenti ha varcato con un clic la Porta Santa digitale, iniziativa ideata dal fondatore dell'Associazione Meter per esplorare in modo sicuro il web
January 6, 2026
Giubileo, don Di Noto chiude la Porta Santa nel web
Don Fortunato Di Noto e l'Associazione Meter nei pressi del Vaticano / Vatican Media
Si è chiusa oggi la Porta Santa nel web, prima iniziativa digitale di questo tipo ideata da don Fortunato Di Noto e dall’Associazione Meter. Attraverso un video realizzato con l’intelligenza artificiale, l’iniziativa ha voluto esplorare il digitale come luogo di opportunità ma anche di rischi, invitando a un uso sano e consapevole della rete. Dopo un anno di presenza sui social, oltre un milione di utenti hanno varcato con un clic la Porta Santa digitale. L’intuizione nacque il 26 dicembre 2024, pochi giorni dopo che papa Francesco aveva aperto la Porta Santa a Rebibbia. «Stavo osservando i bambini giocare con i cellulari», ha ricordato don Di Noto, secondo quanto riferisce l’agenzia Sir, che decise di aprire una Porta Santa digitale «destinata alle periferie del web e a chi rischia di perdersi nel mondo virtuale, per offrire una Parola di Speranza». Il video fu pubblicato due giorni dopo: in sole 24 ore quasi 100mila persone avevano virtualmente varcato quella Porta. «Per diventare pellegrini di speranza nel web ogni clic è un passo verso la speranza e un impegno per rendere il mondo digitale più sicuro, soprattutto per i bambini», ha continuato don Di Noto. L’iniziativa ha ricevuto riconoscimenti dall’Ufficio nazionale delle comunicazioni della Cei e dalla stampa vaticana. Durante il Giubileo, il progetto è stato proiettato in Piazza del Popolo a Roma all’interno dell’evento «Art On Plaza – Artisti in Giubileo». In occasione della scorsa Giornata Bambini Vittime, Meter ha organizzato un Pellegrinaggio e il Passaggio della Porta Santa a San Pietro, in cui hanno partecipato anche i sopravvissuti agli abusi e persone che avevano perso la speranza nel digitale, simbolicamente accolti come pellegrini della speranza.

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