Ecco dove si pregherà per la pace, in Italia e nel mondo
di Agnese Palmucci e Lorenzo Rosoli
Tra le Chiese che hanno risposto all'appello del Papa a una veglia di preghiera, quelle in Argentina, Colombia e Libano. Diocesi italiane mobilitate

«La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!». Sono queste le premesse con cui sotto il sole di Pasqua dalla Loggia delle Benedizioni Leone XIV ha chiamato a raccolta il mondo perché si riunisse in una veglia di preghiera per la pace, che sarà presieduta dallo stesso Papa oggi alle 18 nella Basilica di San Pietro e trasmessa in diretta da Tv2000. Una veglia di cui è stato già diffuso il libretto, che ne ha svelato la natura: un Rosario che prevede la recita dei misteri gloriosi con delle meditazioni tratte dai Padri della Chiesa come san Cipriano di Cartagine, san Cesario di Arles, san Giovanni Crisostomo, sant’Ambrogio e sant’Agostino. Al termine del quale sono previste alcune parole del Papa rivolte ai fedeli.
Dal mondo intero l'adesione alla richiesta del Papa
Le diocesi italiane, in questi giorni, hanno raccolto l’appello organizzando da nord a sud iniziative e momenti pensati per unirsi spiritualmente alla preghiera del Papa. Ma a raccoglierne il monito sono stati anche vescovi e patriarchi di diverse parti del mondo. In Argentina, la conferenza episcopale del Paese, con un documento a firma del presidente, l’arcivescovo di Mendoza Marcelo Daniel Colombo, vengono incoraggiate le comunità e le famiglie a promuovere momenti di preghiera «perché si supplichi al Signore la fine dei conflitti e la grazia di un dialogo autentico tra le nazioni». Anche in Colombia, dove i conflitti continuano a essere numerosi in varie zone del Paese, specialmente nelle regioni periferiche, la conferenza episcopale rilancia l’appello di Leone XIV, riconoscendo che «ogni sforzo in questo senso vale la pena, specialmente quando nasce dal grido di un popolo che, come il nostro, anela anch’esso al perdono, alla riconciliazione e alla pace», si legge nel messaggio diramato dai vescovi in riferimento al Paese dei Cedri. Ma a far sentire la propria voce dal Libano è stato anche il patriarca di Antiochia dei maroniti, il cardinale Bechara Boutros Raï. Dalla sede patriarcale di Bkerki, a nord di Beirut, dove Leone XIV nel suo recente viaggio aveva incontrato i giovani del Paese, il cardinale richiama adesso la gravità del momento: «In un mondo segnato da guerre, conflitti e sofferenze che gravano su tutti i popoli», la Chiesa è chiamata oggi più che mai a essere «voce di preghiera e speranza, testimonianza di fede di fronte alla violenza, alle divisioni e allo sconforto», afferma in una lettera circolare inviata ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli delle diocesi, nelle parrocchie e nei monasteri delle comunità maronite, invitandoli a raccogliersi in preghiera fervente per la pace.
Associazioni e movimenti
È pensando a loro che il Centro italiano femminile ha diramato un comunicato dove spiega che nel momento in cui «tutto sembra oscuro, confidando in Dio che non abbandona chi soffre, che accoglie il grido degli innocenti, vogliamo unire la nostra voce a quella di Papa Leone, che ha alzato la sua verso coloro che disseminano distruzione e morte e con lui vogliamo ricordare al mondo che quei territori in cui imperversa la guerra, non sono luoghi di conflitti incessanti, ma terre di vita e di incontro, di diversità e di dialogo, di speranza in un futuro di pace». Un impegno quello per la pace, che segnerà anche l’ordine del giorno dell’assemblea annuale nazionale di Pax Cristi, riunita oggi a Roma, che alle 18 sospenderà i lavori per unirsi al Rosario del Papa in San Pietro.
Anche Rinnovamento nello Spirito Santo aderisce alla richiesta del Papa. «Come cenacoli, gruppi e comunità del RnS, siamo chiamati a promuovere questo invito facendo nostre le parole pronunciate dal Pontefice nel mattino di Pasqua», esorta il presidente nazionale, Giuseppe Contaldo. «Questo grido di pace, inoltre, sarà anche il tema che guiderà la 48ª Convocazione nazionale del Movimento, in programma a Rimini dall’1 al 3 maggio, in piena comunione con papa Leone XIV».
L'Italia prega per la pace
«Fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro “no” alla guerra. Non abituiamoci all’orrore». Con queste parole, diffuse nella Domenica di Pasqua, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha invitato «il popolo dei credenti» in Italia a unirsi alla veglia di preghiera indetta da Leone XIV – e che si terrà, presieduta dallo stesso Pontefice, sabato 11 aprile alle 18 nella Basilica di San Pietro. Quell’appello a far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore» – per attingere alle parole del messaggio Urbi et Orbi pronunciato dal Papa domenica scorsa – non è rimasto senza risposta. Come attestano le iniziative promosse nelle diocesi italiane nella giornata di oggi. A partire da Bologna, dove Zuppi, alle 19.30 in Cattedrale, presiederà il “Vespro per la pace”. La liturgia sarà trasmessa in diretta streaming sul sito della diocesi e sul canale YouTube di 12Porte. Anche nell’ardiciocesi di Cagliari tutte le comunità sono invitate a promuovere momenti di preghiera. L’arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, «unirà la preghiera per la pace alla celebrazione della Giornata del malato, in programma a Siurgus Donigala», ricorda una nota della diocesi, presiedendo alle 17 la Messa nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Per oggi l’arcidiocesi di Genova promuove una “Giornata di preghiera per la pace” scandita da alcuni momenti forti. Alle 8.20 al Santuario della Guardia – in occasione del pellegrinaggio diocesano del primo sabato del mese – l’arcivescovo Marco Tasca presiederà la Messa, al termine della quale reciterà una preghiera per la pace e benedirà la nuova cella campanaria (evento già in programma). Quindi, due proposte, nell’ambito della terza edizione del Festival Biblico. Alle 15.30 al Museo Diocesano Tommaso Greco, docente di Filosofia del diritto all’Università di Pisa, e Mauro Grondona, docente di Diritto privato all’Università di Genova, intervengono sul tema “Critica della ragion bellica. Un dialogo aperto attorno alla tesi che l’uomo non è naturalmente incline alla guerra”. Alle 18.30 nella chiesa di Santa Caterina in Portoria ecco l’arcivescovo Tasca, padre Giampiero Gambaro, economista, e fra Valerio Folli, direttore Caritas Sant’Antonio, prendere la parola all’incontro “San Francesco e l’economia. Esperienze francescane in dialogo”. Perché – come ha denunciato papa Francesco e, sui suoi passi, papa Leone – c’è un’economia che uccide. C’è un business della guerra. E c’è un’economia che si prende cura dell’umano. A partire dai poveri e dai fragili.
Anche l’arcidiocesi di Palermo chiama tutte le comunità parrocchiali e religiose a unirsi alla preghiera per invocare il dono della pace di Gesù. Che «non è quella che si limita a far tacere delle armi - riprendendo nuovamente le parole di Leone XIV di domenica scorsa - ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi». L’arcivescovo Corrado Lorefice, in particolare, sarà alle 21 nella parrocchia di Sant’Antonino dove sono accolte le comunità di vita consacrata. L’ardiciocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino intreccia invocazione della pace e culto mariano. Alle 20.30 la Cattedrale di Siena, «in ideale unione con il Pontefice», ospiterà la veglia per la pace «in occasione dell’arrivo della Madonna Santissima Immacolata, immagine custodita e venerata nella chiesa di San Massimiliano in Valli a Siena che verrà esposta in occasione dell’Ottavario in Albis (12-19 aprile 2026)», fa sapere un comunicato della diocesi. A presiede la veglia sarà l’arcivescovo, il cardinale Augusto Paolo Lojudice. Così anche in diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, dove l’arcivescovo Felice Accrocca guiderà il “Rosario per la pace” che si terrà alle 21.15 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. A convocare i fedeli attorno alla Porziuncola, la diocesi assieme alle famiglie francescane della città di san Francesco. «Tutti sono chiamati a farsi strumenti di pace attraverso la preghiera. È il mezzo più efficace che abbiamo a nostra disposizione, perché cambia i cuori e questa conversione è il primo dei passi per costruire una pace giusta, vera e duratura». Con queste parole il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, invita i fedeli in Duomo, alle 21. Sarà lui a guidare l’adorazione eucaristica. «A seguire, sarà possibile vivere – sempre in Cattedrale – un tempo di adorazione prolungata, fino alle 23.30 con l’animazione a cura della comunità “Nuovi Orizzonti” di Como, nell’ambito dell’iniziativa “Una Luce nella Notte”», anticipa una nota della diocesi lariana.
Due le iniziative segnalate in diocesi di Cremona. Alle 21 in Cattedrale sacerdoti, religiosi e laici sono invitati a partecipare a un momento di preghiera. Che sarà preceduto – a Caravaggio, al santuario regionale di Santa Maria del Fonte – da un “Rosario per la pace” recitato dopo la Messa delle 16. Altri momenti di preghiera si terranno a livello parrocchiale. Anche in diocesi di Vicenza sarà un santuario mariano, quello di Santa Maria di Monte Berico, ad accogliere alle 20,30 «un momento di preghiera nel contesto del concerto spirituale dal titolo “Oh Virgen pura”». Lo annuncia il vescovo Giuliano Brugnotto, che in una lettera ai fedeli invita inoltre le comunità cristiane, al termine delle Messe festive di domani, «a prolungare la preghiera invocando il dono della pace anche per intercessione di Maria Regina della Pace e di san Francesco d’Assisi». Restiamo nel Veneto. La diocesi di Padova invita a suonare alle 20 le campane di tutte le chiese «per annunciare che è viva la speranza» e a tenere aperti i luoghi di culto fino alle 21 «per dare la possibilità ai fedeli di fermarsi per una preghiera personale o comunitaria per la pace». Il vescovo Claudio Cipolla, sempre alle 20, sarà «nella chiesa del Corpus Domini-Santa Lucia, dove è attiva l’adorazione perpetua, per pregare il Santo Rosario». Il vescovo di Treviso Michele Tomasi presiederà, alle 20.45 in Cattedrale, «una veglia di preghiera per la pace, per il Medio Oriente e per tutto il mondo». Sono invitati, in particolare, «i fedeli delle parrocchie della città di Treviso, i membri degli organismi diocesani di partecipazione e delle associazioni e movimenti laicali».
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