Meno "potere", più Vangelo: Lucca celebra i 300 anni da arcidiocesi

di Lorenzo Maffei, Lucca
Fu Benedetto XIII a stabilire il nuovo rango della Chiesa locale. Un gesto che segnò la fine del potere temporale e dell’ingerenza sulla vita della Repubblica lucchese. Un anno di eventi in programma
February 24, 2026
Lucca, chiesa di San Paolino: da sinistra l’arcivescovo Giulietti, il cardinale Betori e il vescovo Tardelli alla Messa celebrata domenica scorsa
Lucca, chiesa di San Paolino: da sinistra l’arcivescovo Giulietti, il cardinale Betori e il vescovo Tardelli alla Messa celebrata domenica scorsa
Un’elevazione che però si sostanziò in una spoliazione. Da tre secoli la diocesi di Lucca è arcidiocesi direttamente soggetta alla Santa Sede: titolo onorifico, non è sede metropolitana. A decretarlo fu Benedetto XIII con bolla dell’11 settembre 1726. La memoria che è stata pensata per questo anniversario, con un fitto programma di eventi culturali e religiosi, punta non a celebrare il rango acquisito, sarebbe davvero effimero, bensì la spoliazione conseguente. Sì, non è un paradosso: quell’atto segnò infatti la fine del potere temporale dei vescovi su parte della Lucchesia. Non solo ci fu la rinuncia a feudi e proprietà: fu il tramonto di un’ingerenza istituzionalizzata nelle questioni politiche dell’allora Repubblica di Lucca.
L’arcivescovo Paolo Giulietti, in una lettera inviata alla comunità diocesana, ricorda questa «salutare “spoliazione” che ci richiama ancor oggi al primato del Vangelo e che si lega felicemente all’anniversario francescano che si celebra in questo stesso anno». Poi evidenzia: «Nel corso degli ultimi tre secoli, gli arcivescovi di Lucca hanno potuto interpretare la relazione tra Chiesa e società, ciascuno secondo il proprio tempo e la propria sensibilità, nella prospettiva del servizio evangelico. Il venerabile monsignor Enrico Bartoletti lo esprimeva con parole attualissime: “La Chiesa è nella città non per dominarla o clericalizzarla, ma per offrirle un supplemento d’anima”». Un anniversario, dunque, radicato in una storia profonda, che sarà riscoperta fino a dicembre 2026 attraverso conferenze e mostre, aprendosi al confronto odierno tra Chiesa e società. Fondamentale è il coinvolgimento dell’Archivio di Stato di Lucca che conserva la bolla, documento che segna lo scarto storico: fu infatti la Repubblica a premere sul Papa per avere più libertà d’azione.
Il programma di questo anniversario si è aperto domenica scorsa con una concelebrazione eucaristica nella chiesa di San Paolino, primo vescovo ed evangelizzatore di Lucca, e presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze. In omelia Betori ha richiamato la missione della Chiesa: «Siamo chiamati a essere testimoni, con la nostra vita, del volto di Dio che Gesù ci ha rivelato, il volto della misericordia, dell’amore. È questa la missione della Chiesa, una missione a cui è particolarmente richiamata la Chiesa locale di Lucca mentre celebra i 300 anni dalla sua elevazione ad arcidiocesi». E anche il porporato, poi, ha sottolineato il primato del Vangelo: «In vista di una corretta relazione tra Chiesa e società». L’arcidiocesi di Lucca negli ultimi trent’anni ha visto mettere in atto una riforma strutturale molto impegnativa. Dal Sinodo diocesano degli anni ’90, è arrivata a coagularsi in 37 grandi comunità parrocchiali (all’interno delle quali vi sono le antiche parrocchie), e dividendo il territorio in tre aree pastorali: Versilia, Piana di Lucca e Valle del Serchio. Dal 2023 Giulietti ha avviato un visita pastorale in questa realtà rinnovata per toccare con mano le difficoltà e le risorse della comunità cristiana ma anche per conoscere meglio la realtà sociale dove essa s’incarna. Non è un caso che, con la formula di un dialogo pubblico a tutto campo, il prossimo giugno, a visita pastorale terminata, Giulietti incontrerà i sindaci del territorio nella sede della Provincia. È un appuntamento centrale nel programma di questo anniversario. Ma poi, per la comunità cristiana come per tutta la cittadinanza in questi mesi ci sarà la possibilità di conoscere o riscoprire fatti e personalità che sono parte della storia della Chiesa di Lucca di questi 300 anni. Fatti e personalità che parlano all’oggi e al futuro: non possiamo che citarne solo alcuni (il programma in www.diocesilucca.it/1726-2026).
Dal 13 al 21 marzo una mostra e una giornata di studi riscopriranno la figura del religioso Ludovico Marracci, il primo traduttore in latino del Corano, originario di Camaiore (Lucca). Questa occasione apre alla dinamica multiculturale e interreligiosa. A maggio toccherà ai missionari lucchesi del Pime, con un focus su due lucchesi in Giappone nella seconda metà del ’900, per affrontare la sfida della fede in contesti scristianizzati. In ottobre poi altri approfondimenti sulla tradizione missionaria lucchese in Africa e America Latina. Nello stesso mese ci sarà una giornata di studio sul vescovo Enrico Bartoletti, arcivescovo di Lucca e poi segretario della Cei, di cui il 5 marzo prossimo ricorrono i 50 anni dalla morte: il 21 novembre scorso Leone XIV ne ha riconosciuto le virtù eroiche. L’anniversario terminerà il 5 dicembre con un concerto del Conservatorio Statale Luigi Boccherini nella Cattedrale di Lucca con a seguire una Messa conclusiva.

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