Il corpo di San Francesco otto secoli dopo, sarà possibile venerarlo fino al 22 marzo
di Marina Rosati, Assisi
Al via oggi la prima esposizione pubblica e prolungata delle spoglie di san Francesco. Che sarà possibile venerare fino al 22 marzo. Visitatori da tutti i continenti, 400 volontari in servizio

Quasi 400mila prenotazioni; più di 400 volontari, di cui il 63% donne, provenienti da tutti i continenti; 90 frati, di cui 20 arrivati proprio in questi giorni al Sacro Convento. Sono alcuni dei numeri relativi alla prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie di san Francesco d’Assisi che, da oggi, si possono venerare – con prenotazione obbligatoria e gratuita – fino al 22 marzo nella chiesa inferiore della Basilica in occasione degli 800 anni della morte del Poverello. Un’idea nata nel 2023 dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, che ebbe subito il placet dell’allora vescovo di Assisi Domenico Sorrentino e la benedizione di papa Francesco.
Un mese di esposizione del corpo del Poverello, dunque, dopo la riapertura della tomba , il 9 gennaio, e, ieri mattina, l’estumulazione per la venerazione prolungata dei prossimi giorni. Sempre ieri, alla conferenza stampa guidata dalla conduttrice Lorena Bianchetti e da fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, è stato spiegato il senso di un evento che finora ha visto 370mila persone prenotate, la maggior parte dall’Italia (80%) e poi cinquemila dagli Usa, 3.100 dalla Croazia, duemila dalla Slovacchia, 1.500 dal Brasile e dalla Francia, 234 dall’Indonesia, 37 dal Giappone, mille dal Regno Unito. E si registrano visitatori pure da Kenya, Giamaica e Singapore. Non mancano momenti riservati come, il 12 marzo, la venerazione organizzata per i parlamentari italiani o la veglia di preghiera per le clarisse.


Fra Moroni ha messo l’accento sulla coincidenza dell’esposizione del corpo con la Quaresima: «Questo periodo per noi cristiani è un momento potente che ci ricorda la polvere da cui veniamo e dove ritorneremo. Vorremmo – ha sottolineato il custode – che questo annuncio sia un segno potente di pace e di fraternità per ricordare al mondo, tanto polarizzato, troppo spesso teatro di contraddizioni e cattiverie, che tutti siamo polvere». L’amministratore apostolico di Assisi, Sorrentino, ha ribadito l’importanza dell’ostensione «come esperienza mistica che si fa esperienza di Dio per ciascuno di noi che, come Francesco, apparteniamo a questa Chiesa». Il corpo di Francesco «non era bello, i conterranei lo descrivevano come brutto e sporco. Ma con la sua parola ispirato da Dio spinse alla pace – ha detto Felice Accrocca, vescovo eletto delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, che farà il suo ingresso il prossimo 25 marzo –. Oggi siamo in una dittatura dell’immagine ma questo corpo continua a parlarci. L’uomo non vale per ciò che appare ma per ciò che è. Francesco continua a parlarci e mi auguro che questo mese possa farci riflettere sul fatto che c’è qualcosa che va oltre all’immagine e all’apparire».
La forza del messaggio universale di san Francesco è stata sottolineata dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha ricordato il sostegno bipartisan del mondo politico alle iniziative per gli 800 anni della morte di Francesco – con il 4 ottobre, sua memoria liturgica, che torna festa nazionale – mentre a livello regionale ecco l’ok alla legge per il centenario francescano che prevede anche l’istituzione di un hospice pediatrico. Da Francesco viene un messaggio di pace, ha detto il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, confermando lo spirito di fraterna accoglienza che la città è pronta a testimoniare alle folle di pellegrini. Nella venerazione delle spoglie del santo si fa incontro ai pellegrini un altro messaggio: la potenza della resurrezione, la vita che non finisce con la morte, come ha detto Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di san Francesco.
La rivista del Sacro Convento martedì in edicola con Avvenire
Non la morte ma la vita. San Francesco vive, il suo messaggio universale è più attuale che mai. Per questo i frati hanno voluto creare il sito www.sanfrancescovive.org dove si può prenotare la visita ed è possibile seguire i momenti forti di questo mese di esposizione delle spoglie del Poverello. E poi la rivista del Sacro Convento che porta lo stesso titolo, San Francesco vive. Proprio questo numero, grazie alla collaborazione con Avvenire, sarà da martedì 24 febbraio per un mese in edicola col quotidiano. Molte le iniziative in tutta la città che faranno da corollario all’ostensione: da segnalare le visite guidate dei locali ipogei del Vescovado di Assisi dove san Francesco passò gli ultimi momenti di vita prima di andare a incontrare “sora morte” alla Porziuncola.
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