Abito da prete, penna da giornalista e filosofo: addio a don Pippo Curatola
di Davide Imeneo, Reggio Calabria
È scomparso all'età di 80 anni l'ex direttore de L'Avvenire di Calabria. Una vista spesa per l'informazione, docente di filosofia, fine analista dei nostri tempi. Era stato nel Cda di Avvenire

Il panorama dell'informazione cattolica italiana perde una delle sue firme più longeve e attente, don Pippo Curatola, scomparso stamattina a Scilla (Reggio Calabria) all'età di 80 anni. La sua figura ha rappresentato un solido ponte tra la Chiesa calabrese e il resto del Paese, avendo guidato il settimanale L'Avvenire di Calabria per ben 34 anni e avendo svolto il servizio di Delegato regionale e di consigliere nazionale Fisc per numerosi mandati. Sotto la sua direzione, la testata diocesana ha conosciuto una profonda evoluzione editoriale, passando dalla cadenza quindicinale a quella settimanale. Il suo impegno valicava i confini regionali, portandolo a far parte anche del Cda del quotidiano Avvenire. Ha inoltre speso molte energie all'interno della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici, per la quale ha organizzato e ospitato a Reggio Calabria il Convegno nazionale del 2007, incentrato sul tema dello Stato e delle Regioni per un regionalismo condiviso.
Chi ha lavorato al suo fianco ne ha sempre riconosciuto il rigore professionale, definendolo un vero giornalista, preparato, professionista, con la veste da scrittore che accarezza la poesia. Questo approccio metodico non gli ha impedito di essere un attento osservatore dei mutamenti tecnologici. Ha compreso in anticipo le potenzialità del digitale, portando la testata sul web già nel 2001, in un'epoca in cui la presenza in rete era una scelta decisamente innovativa per i periodici locali. I lettori ne apprezzavano la scrittura puntuale, in particolar modo nella rubrica di aforismi posizionata in penultima pagina e intitolata “I Pensieri del Viandante”. Nelle sue analisi editoriali coniugava il distacco critico, necessario per aiutare il lettore nella sua maturazione, con la genuina partecipazione umana ai fatti raccontati. Accanto alla vocazione giornalistica, ha sempre coltivato un intenso ministero sacerdotale improntato sulla dinamica della formazione. Infatti, oltre a essere stato parroco presso la parrocchia Santa Maria Cattolica dei Greci in Reggio Calabria, ha ricoperto l'incarico di Rettore accompagnando spiritualmente e materialmente la riapertura del seminario diocesano Pio XI. È stato anche docente di filosofia presso il Liceo statale “Campanella” di Reggio Calabria. Negli scritti denunciava frequentemente l'oblio della ragione, ricordando che essa dovrebbe essere il punto di forza di ogni persona e dovrebbe camminare di pari passo con la fede. La sua scomparsa priva il giornalismo di un professionista misurato che ha saputo leggere le periferie senza mai rinunciare all'approfondimento culturale. Il solco tracciato dalla sua lunga direzione rimane una preziosa eredità intellettuale per la stampa cattolica.
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