Social media vietati ai bambini, anche il Regno Unito vuole imitare l'Australia
In Gran Bretagna e Francia si valuta se introdurre l'età minima di accesso alle piattaforme e se funzionalità come lo scrolling infinito debbano essere limitate

La Gran Bretagna prenderà in considerazione l'inasprimento delle norme sull'uso dei social media da parte dei bambini, senza alcuna opzione "esclusa". Lo ha dichiarato il Primo ministro britannico Keir Starmer, avvertendo che è il rischio è quello di essere trascinato in «un mondo di scrolling infinito, ansia e paragoni». Il confronto sociale, la ricerca di riconoscimento, la ricerca di emozioni forti sono alcuni dei bisogni tipici degli adolescenti che trovano risposte sui social media. Secondo uno studio quinquennale condotto dall'agenzia nazionale francese per la salute e la sicurezza alimentare, ambientale e del lavoro (Anses) le conseguenze sulla salute sono comprovate: si parla di sonno disturbato e ridotto, con effetti sull'umore e sull'attenzione, e talvolta la comparsa di sintomi depressivi. Anche il rischio di bassa autostima è reale, soprattutto a causa dei contenuti idealizzati ampiamente condivisi sui social media. Tant'è che anche la Francia ha posto la protezione digitale dei minori tra le priorità del suo governo, stando a quanto dichiarato dal presidente Emmanuel Macron il Parlamento francese dovrebbe iniziare a discutere tale proposta in queste settimane di gennaio.
Starmer ha affermato che il suo governo laburista è pronto a intraprendere «azioni decise», precisando di voler valutare se debba essere introdotto l'età minima per l'accesso dei bambini alle piattaforme e se funzionalità come lo scrolling infinito debbano essere limitate. Il governo britannico è pronto a studiare ed esaminare i dati e le prove provenienti da altre leggi simili in tutto il mondo: in particolare, i ministri britannici andranno in visita Canberra, dopo che l'Australia, che il mese scorso è diventata il primo Paese a vietare i social media ai minori di 16 anni, per imparare dal loro approccio.
Al momento, il governo londinese non ha ancora menzionato un limite di età specifico, ma ha affermato di star valutando un divieto per i bambini «al di sotto di una certa età» e misure come controlli più rigorosi dell'età. «Come ho già detto, nessuna opzione è esclusa», ha dichiarato Starmer su Substack, sottolineando, al contempo, che la tecnologia ha un grande potenziale per migliorare la vita e aprire opportunità ai giovani. «Ma essere un bambino non dovrebbe significare essere costantemente giudicato da estranei o essere sotto pressione per ottenere "Mi piace". I bambini hanno bisogno di spazio per crescere», ha continutato il Primo ministro inglese, convinto che ai genitori debbano essere offerti consigli basati su dati e studi rigorosi su quanto tempo i bambini dai 5 ai 16 anni dovrebbero trascorrere su telefoni, tablet e computer, con linee guida separate per i bambini sotto i 5 anni che saranno pubblicate ad aprile.
I telefoni cellulari «non hanno posto nelle aule», ha aggiunto Starmer, e l'ufficio britannico che vigila e ispeziona la qualità del sistema educativo si appresta a verificare che i divieti vengano applicati correttamente.
Va ricordato che il modello economico dei social network si basa sulla cattura dell'attenzione che si ottiene attraverso il design e interfacce create appositamente tenere attaccati alle piattaforme gli utenti: notifiche, flusso continuo di video, sistema di like. Tutte queste strategie hanno effetti concreti sugli adolescenti il cui sviluppo cerebrale non è ancora completo. Anche l'esplosione di contenuti online generati dall'intelligenza artificiale ha esacerbato le preoccupazioni, (si ricordi il recente caso di Grok) di fatto spingendo la Gran Bretagna a un esame più attento del modo in cui bambini e adolescenti utilizzano i social media, con legislatori e autorità di regolamentazione che stanno valutando misure di salvaguardia per gli utenti più giovani contro i rischi per il loro sviluppo e la loro salute mentale. Si sta quindi valutando la rimozione o la limitazione di funzionalità che potrebbero indurre un uso compulsivo o di dipendenza dai social media. Già l'Online Safety Act britannico ha aumentato la percentuale di bambini sottoposti a controlli dell'età online dal 30% al 47% e ha ridotto di un terzo le visite ai siti pornografici, stando a quanto dichiarato dal governo britannico. Ma «queste leggi non sono mai state concepite come un punto di arrivo» ha concluso la segretaria di Stato per la Tecnologia Liz Kendall.
In Australia quasi 5 milioni di account bloccati, un mese dopo il divieto sui social media per i minori di 16 anni
Le big tech hanno bloccato 4,7 milioni di account in poco più di un mese, a seguito del divieto imposto dall'Australia sui social media ai minori di 16 anni , ha annunciato venerdì 16 gennaio l'organismo australiano per la sicurezza informatica. "È chiaro che le raccomandazioni normative e il dialogo condotto dall'organismo per la sicurezza informatica con le piattaforme stanno già producendo risultati significativi ", ha affermato la Commissaria australiana Julie Inman Grant.
Dall'entrata in vigore della legge, il 10 dicembre, l'Australia ha imposto alle principali piattaforme (Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, tra le altre) di impedire ai minori di avere account. Le aziende rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani (28,5 milioni di euro) se non adottano misure ragionevoli per conformarsi alla legge.
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