Roccella: promuovere un'alleanza tra mondo sanitario e famiglia incentrata sulla cura

Incontro al Gemelli con la ministra per la Giornata della Famiglia. Presenti anche Fioroni, Piacentini, Sgambato e monsignor Giuliodori
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May 15, 2026
Un momento della visita del ministro nel reparto di oncologia pediatrica. Foto ufficio stampa Gemelli
Un momento della visita del ministro nel reparto di oncologia pediatrica. Da sinistra Roccella, Meneschincheri, Fioroni, Ruggiero. Foto ufficio stampa Gemelli
Promuovere un’alleanza tra sanità e famiglia, un’alleanza «imperniata sulla cura». Riscoprire e valorizzare insomma il patto tra mondo sanitario e famiglia, «come tra scuola e famiglia: in realtà dovremmo parlare di alleanza di un’intera comunità con la famiglia, un’alleanza imperniata sulla cura». L’occasione è la Giornata internazionale delle Famiglia ed in particolar modo l’incontro “Famiglia e fragilità” organizzato al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma Irccs. Ed è in questo contesto che la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, nel suo intervento, ha ribadito come in questi anni la famiglia sia stata «trascurata e criminalizzata, ma con il nostro governo vogliamo rimetterla al centro per proiettarsi al futuro attraverso la genitorialità. Quindi tornare all'idea di fare figli per la nostra felicità e per il futuro, non solo per l'equilibrio del sistema pensionistico».
L’incontro di stamane, organizzato nell’ambito del progetto “Non lasciamo nessuno solo”, è stata organizzata dalla Fondazione Gemelli, dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo della famiglia nei percorsi di cura, soprattutto quando la vita viene attraversata dalla malattia, dalla vulnerabilità e dal bisogno di un accompagnamento quotidiano.
“Celebrare la Giornata internazionale della famiglia qui è il modo migliore – ha detto la ministra Roccella - Per tanto tempo in Italia è mancata una politica familiare: le persone sono state considerate per categorie, scorporando gli individui dal contesto, innanzi tutto dal contesto familiare. Il nostro governo ha messo la famiglia al centro attraverso l’azione di tutti i ministeri. Non abbiamo considerato solo i singoli attraverso una classificazione delle vulnerabilità, ma anche la famiglia, perché questo può aiutare a ricostruire la coesione delle comunità. Dobbiamo preservare l’eccezione italiana che si è andata disgregando perché la cultura della post-modernità ha teso a indebolire la famiglia, aumentando la vulnerabilità, la fragilità, la solitudine delle persone».
I lavori si sono aperti dal professor Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, dal dottor Daniele Piacentini, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, e dal professor Alessandro Sgambato, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica.
Giuseppe Fioroni, Eugenia Roccella e Daniele Piacentini. Ufficio stampa Gemelli
Giuseppe Fioroni, Eugenia Roccella e Daniele Piacentini. Ufficio stampa Gemelli
In particolare, Giuseppe Fioroni ha sottolineato come «la giornata internazionale della famiglia non può esaurirsi in una ricorrenza celebrativa o in un esercizio di memoria. Deve diventare, piuttosto, un’assunzione di responsabilità. Una responsabilità che interpella ciascuno di noi — nella professione, nel lavoro, nelle scelte quotidiane — perché senza la famiglia ogni percorso umano, sociale e di cura diventa più fragile, più complesso, più difficile da sostenere».
Nel corso degli interventi è stato ribadito il ruolo centrale della famiglia nell’assistenza, nella relazione di cura e nel supporto quotidiano ai pazienti. Sono inoltre intervenuti per un saluto monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari, che hanno collocato il tema dentro una prospettiva più ampia: spirituale, educativa, sociale e istituzionale. «La fragilità, infatti, non riguarda soltanto chi si ammala – ha in particolare sottolineato Bordignon - ma interroga la qualità dei legami, la capacità delle istituzioni di sostenere chi sostiene e il modo in cui una comunità sceglie di stare accanto ai suoi membri più esposti».
Monsignor Claudio Giuliodori. Foto Ufficio stampa Gemelli
Monsignor Claudio Giuliodori. Foto Ufficio stampa Gemelli
Particolarmente partecipata la tavola rotonda dedicata alle esperienze e alle buone pratiche della Fondazione Gemelli che ha visto anche un momento particolarmente emozionante nella testimonianza di una famiglia che ha condiviso il proprio percorso di cura e vicinanza vissuto all’interno del policlinico. Nel corso della mattinata, inoltre, i volontari di Tennis&Friends In Corsia, con i maestri tecnici della FITP, hanno fatto visita ai reparti pediatrici portando momenti di gioco, sport e vicinanza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. In particolare, la ministra Roccella ha incontrato i piccoli pazienti, le famiglie, i medici e gli operatori sanitari del reparto di Oncologia pediatrica.
Ufficio stampa Gemelli
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