Roccella: promuovere un'alleanza tra mondo sanitario e famiglia incentrata sulla cura
Incontro al Gemelli con la ministra per la Giornata della Famiglia. Presenti anche Fioroni, Piacentini, Sgambato e monsignor Giuliodori

Promuovere un’alleanza tra sanità e famiglia, un’alleanza «imperniata sulla cura». Riscoprire e valorizzare insomma il patto tra mondo sanitario e famiglia, «come tra scuola e famiglia: in realtà dovremmo parlare di alleanza di un’intera comunità con la famiglia, un’alleanza imperniata sulla cura». L’occasione è la Giornata internazionale delle Famiglia ed in particolar modo l’incontro “Famiglia e fragilità” organizzato al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma Irccs. Ed è in questo contesto che la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, nel suo intervento, ha ribadito come in questi anni la famiglia sia stata «trascurata e criminalizzata, ma con il nostro governo vogliamo rimetterla al centro per proiettarsi al futuro attraverso la genitorialità. Quindi tornare all'idea di fare figli per la nostra felicità e per il futuro, non solo per l'equilibrio del sistema pensionistico».
L’incontro di stamane, organizzato nell’ambito del progetto “Non lasciamo nessuno solo”, è stata organizzata dalla Fondazione Gemelli, dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo della famiglia nei percorsi di cura, soprattutto quando la vita viene attraversata dalla malattia, dalla vulnerabilità e dal bisogno di un accompagnamento quotidiano.
“Celebrare la Giornata internazionale della famiglia qui è il modo migliore – ha detto la ministra Roccella - Per tanto tempo in Italia è mancata una politica familiare: le persone sono state considerate per categorie, scorporando gli individui dal contesto, innanzi tutto dal contesto familiare. Il nostro governo ha messo la famiglia al centro attraverso l’azione di tutti i ministeri. Non abbiamo considerato solo i singoli attraverso una classificazione delle vulnerabilità, ma anche la famiglia, perché questo può aiutare a ricostruire la coesione delle comunità. Dobbiamo preservare l’eccezione italiana che si è andata disgregando perché la cultura della post-modernità ha teso a indebolire la famiglia, aumentando la vulnerabilità, la fragilità, la solitudine delle persone».
I lavori si sono aperti dal professor Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, dal dottor Daniele Piacentini, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, e dal professor Alessandro Sgambato, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica.


In particolare, Giuseppe Fioroni ha sottolineato come «la giornata internazionale della famiglia non può esaurirsi in una ricorrenza celebrativa o in un esercizio di memoria. Deve diventare, piuttosto, un’assunzione di responsabilità. Una responsabilità che interpella ciascuno di noi — nella professione, nel lavoro, nelle scelte quotidiane — perché senza la famiglia ogni percorso umano, sociale e di cura diventa più fragile, più complesso, più difficile da sostenere».
Nel corso degli interventi è stato ribadito il ruolo centrale della famiglia nell’assistenza, nella relazione di cura e nel supporto quotidiano ai pazienti. Sono inoltre intervenuti per un saluto monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari, che hanno collocato il tema dentro una prospettiva più ampia: spirituale, educativa, sociale e istituzionale. «La fragilità, infatti, non riguarda soltanto chi si ammala – ha in particolare sottolineato Bordignon - ma interroga la qualità dei legami, la capacità delle istituzioni di sostenere chi sostiene e il modo in cui una comunità sceglie di stare accanto ai suoi membri più esposti».


Particolarmente partecipata la tavola rotonda dedicata alle esperienze e alle buone pratiche della Fondazione Gemelli che ha visto anche un momento particolarmente emozionante nella testimonianza di una famiglia che ha condiviso il proprio percorso di cura e vicinanza vissuto all’interno del policlinico. Nel corso della mattinata, inoltre, i volontari di Tennis&Friends In Corsia, con i maestri tecnici della FITP, hanno fatto visita ai reparti pediatrici portando momenti di gioco, sport e vicinanza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. In particolare, la ministra Roccella ha incontrato i piccoli pazienti, le famiglie, i medici e gli operatori sanitari del reparto di Oncologia pediatrica.


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