mercoledì 13 settembre 2023
La presidente della Commissione parla all'Europarlamento di Strasburgo e annuncia un rapporto dell'ex premier sulla competitività dell'Unione. Iniziano le grandi manovre per il nuovo governo europeo
La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen

La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen - Ansa

COMMENTA E CONDIVIDI

Il discorso di Ursula Von der Leyen sullo Stato dell'Unione, tenuto davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, sembra confermare la volontà della politica tedesca di ottenere un secondo mandato alla guida della Commissione Europea. Un passo avanti che fa il paio con gli ultimi segnali del Ppe, rivolti più a confermare l'asse con socialisti e liberali che non ad allargare la futura maggioranza europea a destra. E per dare una base programmatica al lavoro del futuro Europarlamento e del futuro governo comunitario "ingaggia" Draghi: "Ho chiesto a Mario Draghi - annuncia di preparare un rapporto sul futuro della competitività europea".

La presidente della Commissione Ue non schiva il tema delle prossime euroelezioni di giugno 2024. Sarà l'appuntamento, dice, in cui l'Europa "dovrà rispondere ancora all'appello della storia". Alla plenaria di Strasburgo Von der Leyen propone tre priorità, tre sfide: lavoro, inflazione e contesto imprenditoriale. Per tenere tutto insieme in un'unica visione servirà, appunto, il contributo dell'ex premier italiano, "una delle più grandi menti economiche europee". Dovrà essere Draghi a indicare le basi sistemiche perché l'Europa faccia "whatever it takes" - la formula con cui Draghi difese l'euro, e che ieri Von der Leyen ha citato - per non restare indietro sui mercati globali.

Un segnale su quelli che potranno essere i futuri equilibri politici in Europa, la presidente della Commissione lo manda quando parla della transizione ecologica: "Sul Green Deal europeo manteniamo la rotta. Rimaniamo ambiziosi. Manteniamo la nostra strategia di crescita. E ci impegneremo sempre per una transizione giusta ed equa". Insomma no alle richieste di retromarcia che arrivano da destra, anche se occorrerà, ammette VdL, un maggiore "dialogo". C'è quindi una mano tesa ai governi di destra dei Paesi membri, ma senza rimettere tutto in discussione.

Se sulla competitività Von der Leyen cerca l'ispirazione di Draghi, sull'inflazione la presidente è nelle mani dell'Eurotower: "Christine Lagarde e la Banca centrale europea stanno lavorando duramente per tenere sotto controllo l'inflazione. Sappiamo che il ritorno all'obiettivo di medio termine della Bce richiederà del tempo", avvisa.

Quanto alle migrazioni, Von der Leyen si mostra ottimista sul nuovo Patto europeo: "L'unità è alla nostra portata. Un accordo sul patto non è mai stato così vicino. Dimostriamo che l'Europa può gestire la migrazione in modo efficace e compassionevole. Facciamolo". Parole che arrivano dopo una giornata in cui invece si sono moltiplicati i segnali di chiusura tra Italia, Francia e Germania. Von der Leyen, dichiarandosi disponibile ad accompagnare modifiche ai Trattati, annuncia anche un'indagine antisovvenzioni sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina. Confermata la forte posizione pro-Ucraina e i progetti di investimento comuni sulla Difesa, ampie le aperture sull'allargamento dell'Unione ad altri Stati membri e in particolare ai Balcani occidentali.

Per comprendere la portata del discorso di Von der Leyen, va presa in esame la reazione entusiasta di Manfred Weber, leader del Ppe a Strasburgo. Era lui ad aver lavorato mesi fa ad una alleanza tra Ppe e Conservatori, oggi invece ha ribadito che la soluzione per l'Europa è la "maggioranza Ursula".


© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: