Come funziona il nuovo Isee, più "amico" delle famiglie
di Redazione
Dalla franchigia sulla casa all'assegno unico fino al bonus per i nuovi nati: come cambia il calcolo per ottenere i benefici famigliari

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una novità importante: per alcune prestazioni Inps viene introdotto un Isee “più favorevole”, cioè costruito con regole che in diversi casi abbassano l’indicatore e possono facilitare l’accesso ai sostegni o aumentarne l’importo. Il punto da chiarire subito è che non cambia l’Isee “in generale”: cambia un indicatore specifico, definito dall’Inps come Isee per “specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, che si applica soltanto ad alcune misure.
Per quali prestazioni vale il nuovo Isee 2026
Il nuovo calcolo riguarda solo cinque prestazioni: Assegno di inclusione (ADI), Supporto per la formazione e il lavoro (SFL), Assegno unico e universale, bonus asilo nido (e le forme di supporto domiciliare collegate) e bonus nuovi nati. Per tutte le altre agevolazioni che usano l’Isee – come molte prestazioni comunali o regionali, la mensa scolastica o alcune contribuzioni universitarie – continuano a valere gli indicatori già previsti, salvo cambiamenti successivi.
Che cosa cambia davvero nel calcolo: casa e figli pesano meno
La modifica più rilevante, perché incide direttamente sul valore finale, riguarda la casa di abitazione. Nel nuovo Isee 2026 per le prestazioni indicate aumenta la franchigia che riduce il peso dell’immobile in cui la famiglia vive. In pratica, una parte più ampia del valore della prima casa viene “assorbita” dalla franchigia e quindi non entra (o entra in misura minore) nel calcolo dell’indicatore. La franchigia sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari, mentre arriva a 120.000 euro se la casa si trova nel Comune capoluogo di una Città metropolitana: i Comuni capoluogo interessati sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia.
C’è poi un altro dettaglio che può fare la differenza per chi ha figli: l’incremento di franchigia da 2.500 euro collegato ai figli conviventi viene applicato per ogni figlio successivo al primo. Anche questo meccanismo tende a rendere l’indicatore più favorevole nei nuclei con più figli, perché aumenta ulteriormente la soglia che riduce il peso dell’abitazione principale.
Accanto al tema della casa, cambia anche la scala di equivalenza, cioè quel fattore che “pesatura” la composizione del nucleo familiare nel calcolo ISEE. L’Inps prevede maggiorazioni più alte in base al numero dei figli: +0,10 con due figli, +0,25 con tre figli, +0,40 con quattro figli e +0,55 con almeno cinque figli. Tradotto: a parità di redditi e patrimoni, le famiglie più numerose possono ottenere un Isee più basso o comunque più favorevole per rientrare in soglie e fasce di accesso alle prestazioni.
DSU 2026: cosa deve fare chi presenta domanda
Dal punto di vista pratico, l’Inps chiarisce che le procedure sono già state adeguate per gestire il nuovo indicatore sulle Dsu presentate dal 1° gennaio 2026, anche se l’aggiornamento formale del Regolamento Isee e dei modelli è ancora in corso. Nei moduli Dsu (Mini e Integrale) viene anche resa possibile una specifica indicazione nella sezione dedicata ai nuclei con figli, utile proprio a recepire le nuove regole.
C’è un aspetto importante per chi teme un “no” a causa dell’Isee: poiché il nuovo calcolo è considerato più favorevole, le domande di Adi, Sfl e bonus nuovi nati che, usando l’Isee ordinario 2026, risulterebbero negative vengono sospese temporaneamente e poi riesaminate automaticamente quando il nuovo indicatore è disponibile.
L’Inps segnala anche che il ricalcolo può riguardare prestazioni già definite, se dal nuovo valore emerge un diritto o un importo più vantaggioso, senza che il cittadino debba fare passaggi aggiuntivi oltre alla presentazione della Dsu.
Assegno unico: cosa succede a gennaio e febbraio 2026
Per l’Assegno unico e universale c’è una precisazione utile: gli importi dei mesi di gennaio e febbraio 2026 restano calcolati sull’Isee valido al 31 dicembre 2025, così da garantire continuità nei pagamenti. È un passaggio tecnico, ma serve a capire perché a inizio anno si potrebbe non vedere subito l’effetto del nuovo calcolo sull’importo dell’assegno.
Titoli di Stato esclusi fino a 50.000 euro: la regola resta, ma attenzione a come si presenta la Dsu
Rimane confermata, per le Dsu precompilate, l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Nel caso della DSU autodichiarata, invece, l’esclusione va indicata dal dichiarante seguendo le istruzioni fornite dall’INPS.
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