venerdì 16 gennaio 2015
Greta e Vanessa sono rientrate in patria. Felicità a Gavirate e Brembate. Gentiloni riferisce alla Camera: niente riscatto. Sul quale sono divise anche le fonti jihadiste. ANALISI Operazione di successo. Ombre inevitabili (A.Lavazza)
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Un lungo e commosso abbraccio quello di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo con i rispettivi genitori, parenti ed amici giunti dalla Lombardia, avvenuto in una saletta dell'aeroporto di Ciampino, lontano da giornalisti, fotografi e telecamere. Sono rientrate in patria nella notte le due volontarie italiane liberate ieri dai sequestratori in Siria dove erano state rapite il 31 luglio scorso. Ad accoglierle, poco dopo le 4, a Ciampino, oltre alle famiglie il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Le famiglie delle due ragazze sono giunte in auto, un po’ in ritardo a causa di una foratura: per Vanessa i genitori e il fratello; per Greta, oltre ai genitori, il fratello e la sua fidanzata, anche due amiche, compagne delle scuole medie, volontarie anche loro. Lacrime di gioia e abbracci per Greta e Vanessa che, nonostante la stanchezza hanno poi scambiato con parenti ed amici qualche frase, prima di concludere le procedure di rito e lasciare l'aeroporto. In mattinata poi, in una caserma, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, sono state ascoltate  dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavo. Gli inquirenti procedono per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Il ministro Gentiloni alla Camera "Ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo e credo di averlo fatto oltre che a nome del governo a nome dell'Italia intera", ha raccontato il ministro Gentiloni intervenendo in aula oggi alla Camera sulla liberazione delle due volontarie rapite in Siria. "Le due volontarie – ha aggiunto - sono molto provate, si tratta di una vicenda che non dimenticheranno facilmente, ma sono libere, circondate dall'affetto dei loro familiari". Il ministro ha poi sottolineato la necessità che di fronte a questa liberazione il paese "unito" ringrazi chi l'ha resa possibile: "i servizi di intelligence che hanno lavorato con coraggio e professionalità, l'unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità coinvolte con un gioco di squadra che ha prodotto un risultato importantissimo". "Un pensiero speciale – ha detto ancora Gentiloni - va alla famiglia di padre Dall'Oglio e a quella di Giovanni Lo Porto. Ancora due vicende che hanno bisogno dell'Italia e su cui stiamo lavorando con massimo impegno e discrezione". Polemiche sul presunto riscatto Intanto è scoppiata la polemica in merito al riscatto che sarebbe stato pagato per liberare le due operatrici umanitarie. Sono corse voci, assolutamente non controllate, che parlano 12 milioni. Anche tra gli stessi jihadisti continuano a rincorrersi conferme e smentite sul pagamento di un riscatto per la liberazione delle cooperanti italiane. Ieri su twitter un gruppo legato ai ribelli aveva parlato appunto di 12 milioni. Un account Twitter riconducibile ai miliziani siriani del Fronte al-Nusra, invece, smentisce oggi che il gruppo, legato ad al-Qaeda, abbia ricevuto denaro dall'Italia. "Il motivo del loro arresto è che molti agenti dei servizi segreti occidentali entrano (in Siria, ndr) come operatori umanitari. Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate", ha twittato Abu Khattab al-Shami, che si definisce un jihadista nella file di "al-Nusra di al-Qaeda del Jihad nella terra di al-Sham". Sulla questione è intervenuto anche Gentiloni, in Parlamento: sul presunto riscatto pagato per il rilascio delle due cooperanti "ho letto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento. Siamo contrari al pagamento di riscatti e nei confronti degli italiani presi in ostaggio la priorità è la tutela indirizzata alla vita e all'integrità fisica". "In tema di rapimenti l'Italia – ha continuato Gentiloni - si attiene a regole e comportamenti condivisi sul piano internazionale: non è una linea del Governo, ma dell'Italia". Inoltre, "benchè il sequestro di Greta e Vanessa sia avvenuto in una zona controllata da al-Nusra, risulta arduo segnare un preciso confine tra le assai diffuse iniziative criminali e quelle di matrice politico-religiosa condotte da gruppi e sottogruppi". "Un grande Paese – ha sottolineato il ministro - si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati, e quando ci riesce si unisce per ringraziare chi li ha liberati. E considero inaccettabile che qualcuno abbia detto che Vanessa e Greta se la siano cercata. L'Italia ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari". Festa a Gavirate e Brembate, la felicità degli amici "Siamo tutti contenti, speriamo che Greta possa tornare a casa il più presto possibile e stare insieme alla sua famiglia". Attendono il ritorno in paese di Greta Ramelli, la cooperante rapita in Siria e liberata ieri insieme all'amica Vanessa Marzullo, i cittadini di Gavirate, il piccolo centro affacciato sul lago di Varese dove vive la ragazza. Non sono previsti festeggiamenti pubblici, ma in tanti hanno voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia. Stesso clima di felicità e di attesa tra i volontari del negozio del commercio equo e solidale “La bottega del mondo”, con cui collaborava Greta, che dopo il rapimento avevano esposto in vetrina una foto delle due ragazze. "Vorrei ringraziare la Farnesina e tutte le istituzioni che hanno lavorato per la loro liberazione", scrive su Facebook Roberto Andervill, anche lui residente nel Varesotto, che insieme a Greta e Vanessa aveva fondato il progetto Assistenza sanitaria in Siria - Horryaty. "Ringrazio tutte le persone che ci sono state vicine - conclude - e che ci hanno sostenuto e difeso da attacchi ingiustificati e senza nessun senso. Ora ho il cuore colmo di gioia". Il parroco di Brembate don Cesare Passera premette che "non è tempo delle polemiche, ma dell'abbraccio" ma, a proposito della vicenda di Vanessa Marzullo rapita e liberata in Siria con l'amica Greta Ramelli, si sente di dire che "preferisco un giovane generoso, che si mette in gioco, anche con qualche rischio e ingenuità, rispetto a un giovane indifferente se non individualista". Il parroco unitamente all'amministrazione comunale di Brembate, dove Vanessa risiede, sta predisponendo due striscioni che saranno srotolati ai due ingressi del paese per dare il bentornato a Vanessa e Greta.
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