domenica 30 ottobre 2016
Stavano recitando le Lodi le suore benedettine di clausura del monastero di Sant'Antonio Abate a Norcia quando la terra ha tremato. Ora sono al sicuro a Trevi
Le suore tratte in salvo (foto tratta da un video di SkyTg24)

Le suore tratte in salvo (foto tratta da un video di SkyTg24)

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Stavano recitando le Lodi e in particolare il Cantico delle Creature, le suore benedettine di clausura del monastero di Sant'Antonio Abate a Norcia quando stamani la nuova devastante scossa di terremoto ha colpito il centro della Valnerina. Le religiose sono subito uscite dalla struttura. "Non ci sono stati crolli nel nostro monastero ma abbiamo avuto comunque tanta paura" ha detto la superiora suor Caterina. «Abbiamo chiesto al Signore - ha aggiunto - aiutaci. Abbiamo visto un grande polverone e sentito delle grida provenire dalla parte bassa della città. Abbiamo ricominciato subito a pregare all'aperto perché nessuno fosse rimasto sotto le macerie. Abbiamo anche pregato per cercare di calmare la gente».


La piccola comunità religiosa, una quindicina di suore, si è poi riunita davanti al centro operativo comunale alle porte di Norcia. Ormai da qualche settimana la base dei soccorsi. Lì hanno atteso apparentemente serene. Le suore sono state poi trasferite al sicuro in un monastero a Trevi. Con loro anche la comunità delle Clarisse, che ha sfilato in silenzio per le strade alle porte del centro per raggiungere i pulmini con cui lasciare Norcia. «Abbiamo avuto tanta paura ma confidiamo nel Signore... », ha mormorato una di loro a testa bassa.
La piazza di Norcia (Lapresse)

La piazza di Norcia (Lapresse) - LaPresse


In ginocchio davanti alle macerie
Suore, monaci, ma anche turisti giapponesi e americani: svegliatisi a Norcia dalla terribile scossa di stamattina, si ritrovati nella piazza principale della cittadina umbra, davanti ad una cattedrale di cui rimaneva quasi solo la facciata. Il loro primo gesto, istintivo, carico di disperazione ma anche di fede, è stato quello di mettersi in ginocchio e pregare davanti alle macerie. E tra i destinatari di queste preghiere c'era San Benedetto, santo della città umbra e patrono d'Europa.

Dopo la morte di San Benedetto, il suo monachesimo si diffuse in tutto il continente. La sua Regola non rimase un fenomeno solo italiano, ma venne esportata in tutta Europa: essa proclamava valori nei quali molti si riconoscevano, trasformando in simbolo europeo il monaco nato a Norcia. Le diverse comunità benedettine ricordano la ricorrenza della morte del loro fondatore il 21 marzo, ma la Chiesa cattolica ne celebra ufficialmente la festa l'11 luglio (tradizionale data del suo Patrocinio) da quando Papa Paolo VI, nel Pacis nuntius ha proclamato Benedetto patrono d'Europa, il 24 ottobre 1964.

La basilica di San Benedetto, uno dei simboli della città di Norcia, è del XII secolo. Si trova a destra del palazzo comunale (anch'esso colpito, dove si teme proprio per la torre civica). La basilica sorge sopra la casa natale del santo. L'interno, a croce latina, ha subìto varie modifiche nel corso dei secoli, e non segue uno stile ben preciso: elementi romanici, gotici e barocchi si mescolano tra loro. Alle pareti si potevano ammirare interessanti tele di pittori locali, riguardanti proprio la vita del patrono d'Europa.

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