giovedì 12 luglio 2018
Lo ha stabilito il sindaco Antonello Velardi, che da 15 giorni presidiava l'impianto. Ieri sera, dopo una nuova ispezione dei vigili del fuoco, accertate gravi irregolarità
Il sindaco di Marcianise presidia l'impianto della Lea

Il sindaco di Marcianise presidia l'impianto della Lea

Sospesa l'attività della Lea di Marcianise, l'azienda di rifiuti che puzza, della quale abbiamo scritto cinque giorni fa. Lo ha stabilito il sindaco Antonello Velardi, che da 15 giorni presidiava l'impianto. Ieri sera, dopo una nuova ispezione dei vigili del fuoco che ha accertato gravi irregolarità sia per la tipologia di smaltimento che per le norme antincendio, il primo cittadino ha firmato un'ordinanza che stabilisce, come si legge nel documento «la sospensione, con effetto immediato dell’attività e la conseguente chiusura al pubblico della ditta Lea Srl». Una decisione presa, ha scritto Velardi, per «assicurare e garantire la tutela di sovraordinati interessi pubblici, quali la sicurezza dei cittadini e l’incolumità delle persone».

Una brusca accelerazione dopo il sopralluogo di ieri del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Caserta assieme alla Polizia municipale. Come si legge nel loro rapporto, «l'impianto trattamento rifiuti è sostanzialmente diverso da quanto risulta dagli atti giacenti presso il Comando dei Vigili del fuoco. È stato accertato che l’attività prevalente è quella del trattamento dei rifiuti urbani, che vengono selezionati, diferenziando la frazione umida da quella mista. La frazione umida viene destinata al conferimento in altriimpianti (compostaggio, digestori eccetera), la frazione quasi secca e di tipo misto-combustibile viene imballata per conferimento ad altro impianto di trattamento. Pertanto - avvertono i Vigili del fuoco - tale impianto è diverso da quanto segnalato dalla Società e che sarebbe consistito dalla cernita di materiali recuperabili come carta, plastica, legno, ferro e vetro».

Dunque l'attività che si svolge nell'impianto non è quella prevista. Inoltre, si legge ancora nel rapporto, «sono state rilevate altresì carenze in materia di adempimenti sulla sicurezza del lavoro: manca registro antincendio, formazione lavoratori addetti antincendio, alcuni idranti sono privi di corredo antincendio, in altri il corredo antincendio sembra non idoneo per vetustà, lo stato dei luoghi è difforme dal progetto approvato dal Comando Provinciale dei vigili del fuoco in data 26.10.2009». Una situazione particolarmente grave soprattutto dopo i ripetuti incendi di impianti di rifiuti, l'ultimo dei quali l'1 luglio scorso a San Vitaliano, in un impianto del gruppo Bruscino, proprietario anche di quello di Marcianise. Probabilmente anche per questo i Vigli del fuoco concludono che «è emerso che la società Lea Srl non espleta l’attività nel rispetto delle misure di sicurezza antincendio adeguate alla stessa».

Conclusioni che hanno portato il sindaco a ordinare la sospensione dell'attività dell'impianto, «considerato - scrive Velardi - che alla luce di quanto rilevato dal comando Provinciale dei Vigili del fuoco è evidente l’alterazione del preesistente stato di fatto con conseguente grave pregiudizio per la pubblica e privata incolumità». «Non sentiremo più la puzza che ci ammorbava notte e giorno, non vedremo più i camion stracarichi di monnezza entrare e uscire dall'impianto», commenta Velardi che dal 23 giugno presidiava l'impianto, nell'area Asi, con ombrellone, sedie e sdraio, alternandosi con gli assessori. Spiega che l'ordinanza è stata trasmessa anche alla prefettura di Caserta e alla Procura di Santa Maria Capua Vetere. «La storia non finisce qui: ne vedremo ancora delle belle. Siamo ora pronti a spostare il "lido Asi Beach" in altre strade della zona industriale di Marcianise, lì dove sono segnalate altre notizie, da verificare, di altri impianti pericolosi. Difenderemo con il coltello tra i denti la nostra salute, la salute di tutti i marcianisani».

Poi un appello: «Spero vivamente che la nostra azione ridesti le istituzioni operanti sul territorio che finora sono rimaste silenti, in un meccanismo di complicità diffusa che le nostre coscienze non possono accettare e non accetteranno. Spero anche che la nostra azione sia presa come riferimento da altri amministratori di quei Comuni maggiormente martoriati dall'emergenza ambientale». Infine un ricordo. «Dedico questa vittoria a tutti i marcianisani che non ce l'hanno fatta. A coloro che sono caduti lungo la strada, di ogni età, di ogni condizione sociale, stroncati dal cancro e dalle malattie originate da una politica cieca, meschina di totale disattenzione alle tematiche dell'ambiente».


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