Al via il registro nazionale delle famiglie affidatarie: cosa cambia con la nuova legge
Il cuore del provvedimento approvato ieri in Senato è la creazione di un database con l’elenco delle famiglie affidatarie e dei minori soli. Il Forum: «Si guardi al bene che fanno questi genitori»

Nei giorni di scontro aperto tra governo e magistratura sul caso della famiglia nel bosco, in cui servizi sociali e tribunali minorili sono tornati sotto accusa, il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge sulla tutela dei bambini in affido, un provvedimento promosso dal governo e firmato dalla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il testo, già licenziato dalla Camera e non modificato a Palazzo Madama, è stato approvato per alzata di mano (astenute le opposizioni).
Il cuore della nuova legge è la costruzione di un sistema informativo nazionale che finora, di fatto, non esisteva. Verrà istituito cioè un database unico con l’elenco delle famiglie affidatarie, delle comunità e degli istituti che accolgono minori. Il registro sarà gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio e conterrà, su base provinciale, dati aggiornati sul numero dei minori collocati nelle strutture e sulle disponibilità all’affido. Le informazioni saranno raccolte da regioni ed enti locali e analizzate dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia, che avrà il compito di monitorare il sistema e segnalare eventuali anomalie negli allontanamenti. Parallelamente, in ogni tribunale verrà istituito un registro dei minori affidati, con l’indicazione dei provvedimenti di collocamento in comunità o presso famiglie affidatarie, dei casi di collocazione protetta, delle autorizzazioni agli incontri con i familiari e degli eventuali rientri nel nucleo d’origine. L’Osservatorio dovrà inoltre redigere ogni anno una relazione al ministro della Famiglia da trasmettere alle Camere. «È un testo breve ma estremamente significativo», ha spiegato in aula la ministra Eugenia Roccella, sottolineando come finora i dati sugli affidi fossero frammentati e spesso reperibili solo attraverso indagini ad hoc sui singoli tribunali. «Era fondamentale costruire un flusso informativo stabile per garantire trasparenza e consentire alla politica di fare scelte adeguate nel migliore interesse dei minori».
«Confidiamo sul fatto che la legge sia un’occasione per dare visibilità a tutto il bene che generano le famiglie affidatarie – il commento del Forum delle associazioni familiari – e per prevenire le istituzionalizzazioni improprie, al fine di favorire l’inserimento dei minori di età in famiglia, in particolare i piccolissimi che ancora troppo spesso vengono collocati in strutture senza nulla togliere alla professionalità degli operatori». L’obiettivo di garantire la continuità affettiva e il diritto dei più piccoli a vivere in famiglia d’altronde «è un atto di giustizia soprattutto attraverso la collaborazione tra istituzioni e privato sociale».
Proprio a tema minori, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Michela Vittoria Brambilla ha presentato in queste ore una proposta di legge che interviene sulle procedure di allontanamento dei minori. Il testo punta a rafforzare l’istruttoria del giudice e a ridurre il rischio di errori, introducendo un collegio tecnico multidisciplinare che affianchi il magistrato nelle decisioni più delicate. Il collegio dovrebbe essere composto da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo dell’età evolutiva e un pedagogista o educatore con esperienza specifica nelle relazioni familiari fragili.
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