martedì 20 agosto 2019
A Rimini l'avventura affascinante di un imprenditore; insegnare ai più poveri un mestiere per il loro riscatto sociale. E riscoprendo i canti tradizionali del Paese, ispirati dalla fatica del lavoro
Dal Venezuela la musica del lavoro. E della dignità
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Secondo i parametri correnti l’investimento sarebbe abbastanza azzardato. «Diciamo pure insensato – ammette Alejandro Marius –. Un progetto per una sola persona: quale ricaduta sociale potrà mai avere? Fino a qualche tempo fa avrei ragionato così anch’io. Poi mi sono messo in ascolto e ho capito che cosa significa il centuplo promesso dal Vangelo». E l’ascolto, in questo caso, è da intendere in senso letterale.

Marius è l’imprenditore che nel 2009, esattamente dieci anni fa, ha fondato l’associazione Trabajo y Persona. «Ci sembrava urgente riscoprire la dignità del lavoro anche come strumento di riscatto personale», spiega. Impresa non facile in un Paese segnato sempre più duramente dalla crisi economica. A Trabajo y Persona, però, non si sono persi d’animo. «Si vendono meno automobili? Allora serviranno più meccanici per le riparazioni: formiamoli – esemplifica Marius –. Gli anziani restano soli? Organizziamo corsi professionali per badanti. Insomma, adeguiamoci a quella che Benedetto XVI chiamava “l’intelligenza della realtà”».

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Manca ancora un tassello. Anzi, manca un incontro: quello con José Francisco Sánchez, un giovane chitarrista con ambizioni di produttore musicale. «È stato lui a richiamare la mia attenzione sul patrimonio dei canti tradizionali venezuelani, in gran parte ispirati al mondo del lavoro – racconta Marius –. Mi sono messo in ascolto, appunto, e in quelle melodie ho ritrovato la fatica dei minatori, la pazienza dell’allevatore che si alza all’alba per la mungitura, la soddisfazione del contadino davanti a un raccolto di caffè più abbondante di quanto avesse sperato. Anche oggi l’abitudine di ascoltare musica durante il lavoro è molto diffusa, ma è un’esperienza individuale, solitaria. Un paio di cuffie per ciascuno e il gioco è fatto. Questi canti rappresentano un’esperienza completamente diversa: di “amicizia sociale”, per riprendere una fondamentale espressione di papa Francesco. Mi è tornato in mente l’ora et labora benedettino e ho pensato che anche il lavoro, e non solo la preghiera, si esprime attraverso la musica».

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Marius trova appoggio in Itaca, la casa editrice emiliana molto attiva anche nell’ambito del Meeting. Sánchez intanto prende contatto con Aquiles Báez, maestro riconosciuto del repertorio folklorico latinoamericano, che presto diventa il direttore artistico del progetto. Il risultato è Venezuela: il popolo, il canto, il lavoro, un libro con cd pubblicato appunto da Itaca e presentato in questi giorni a Rimini. Dalla raccolta, fra l’altro, è tratto il brano che ogni mattina viene diffuso in Fiera per annunciare l’apertura dei padiglioni. «Per adesso quella italiana è l’unica edizione disponibile – sottolinea Marius –. Stiamo cercando di realizzarne altre, in spagnolo e in inglese, rivolte ai numerosi venezuelani che attualmente vivono fuori dal Paese. Nel nostro mercato, purtroppo, un prodotto come questo sarebbe improponibile. Il valore d’acquisto degli stipendi è troppo basso e, in queste condizioni, anche un disco diventa un lusso. Ma non ci scoraggiamo – conclude –. Il tempo è a nostro favore, ne sono convinto».

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